siderurgia

Ex Ilva, Jindal: non rinnoveremo interesse per gli asset

«Smentiamo con forza» si legge in un tweet postato sul canale Twitter del gruppo, le indiscrezioni di stampa secondo cui «Jindal Steel & Power potrebbe rinnovare il suo interesse per l'acciaieria di Taranto»

di Matteo Meneghello


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(Afp)

2' di lettura

Il gruppo indiano Jindal nega un interesse per gli asset dell'ex Ilva, dopo la ritirata di ArcelorMittal. «Smentiamo con forza» si legge in un tweet postato sul canale Twitter del gruppo, le indiscrezioni di stampa secondo cui «Jindal Steel & Power potrebbe rinnovare il suo interesse per l'acciaieria di Taranto».

La posizione Jindal
Jindal ribadisce il disinteresse già emerso ieri (si veda Il Sole24 Ore di oggi). «Non è vero, non esiste alcun piano del genere». Interpellato dal Sole 24 Ore, anche il quartier generale di Jindal south west, da Mumbai, smentisce la notizia di un eventuale interessamento del gruppo indiano alla vicenda Ilva. Un'altra fonte industriale contattata dal Sole 24 Ore rincara la dose e descrive un Sajjan Jindal, chairman di Jsw, da tempo bene informato sulla vicenda di Taranto ma disinteressato a ogni tipo di coinvolgimento.

Visita in Italia
Giovedì 7 novembre è stata la giornata italiana dell'imprenditore indiano, leader del player siderurgico che l'anno scorso ha rilevato gli asset della ex Lucchini di Piombino. Un viaggio programmato da tempo, focalizzato, almeno secondo quanto emerge dagli incontri ufficiali, a mantenere gli impegni assunti per lo sviluppo del sito toscano. Jindal è stato a Piombino, e poi si è recato a Roma, per incontrare i vertici di Rfi. Probabile che, in questo secondo incontro, si sia parlato dei contratti in essere per la fornitura di rotaie, di cui Jsw Italy è l'unico produttore italiano. L'azienda, non è un mistero, si aspettava di più dall'ultimo bando da 450mila tonnellate, dal quale ha ricavato una fetta di sole 184mila, con la maggior parte divisa in parti uguali tra i concorrenti stranieri.

A Piombino, invece, secondo quanto riferiscono istituzioni e sindacati, l'uomo d'affari ha confermato la sua volontà di investire nello sviluppo del sito, anche nel rilancio dell'area a caldo, prospettiva che, a guardare il mercato attuale apparirebbe improbabile. La siderurgia però è ciclica, e spesso un vantaggio competitivo può essere ottenuto con la capacità di guardare oltre il breve periodo.

A questo proposito, Jindal non ha fornito dettagli concreti: «continuiamo ad aspettare di conoscere quello che sarà il futuro - ha detto ieri il sindaco Francesco Ferrari, consapevoli che nell'arco di qualche mese devono arrivare risposte». I sindacati hanno riferito che Jindal «ha riconfermato gli impegni, annunciando investimenti sui tre treni di laminazione» e sottolineando di «volere aumentare la produttività dello stabilimento. Non basta l'investimento sui treni di laminazione, è necessario a tornare a produrre acciaio». Una scelta che potrebbe essere strategica se davvero la capacità produttiva di Taranto, oggi il 60% dell'output italiano, dovesse venire meno. «Tuttavia - concludono - su questo non ci ha dato risposte».

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