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Ex Ilva, Di Maio ad ArcelorMittal: «Immunità caso risolto, non c’è più»

Da Taranto il vice premier Luigi Di Maio non torna indietro sull’immunità penale sul piano ambientale ad ArcelorMittal: «Se si porteranno avanti i patti come li abbiamo sottoscritti, cioè si porterà avanti il piano di aggiornamento degli impianti, il piano ambientale, e la copertura, non ci sarà nessun problema»

di Domenico Palmiotti


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3' di lettura

Da Taranto il vice premier Luigi Di Maio non torna indietro sull’immunità penale sul piano ambientale ad ArcelorMittal, che si appresta a diventare legge non appena anche il Senato, dopo la Camera, darà l’ok al decreto legge Crescita, ma manda un doppio segnale all’azienda e ai sindacati.

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Ad ArcelorMittal, che assieme a Confindustria e Federmeccanica afferma che questa norma mette a rischio la gestione dell’acciaieria perché fa saltare le garanzie legali necessarie per l’attuazione del risanamento ambientale, Di Maio dice: «Se si porteranno avanti i patti come li abbiamo sottoscritti, cioè si porterà avanti il piano di aggiornamento degli impianti, il piano ambientale, e la copertura, non ci sarà nessun problema e non c’è nulla da temere. Prima di fare una norma, verifichiamo sempre il suo impatto», aggiunge Di Maio a proposito dell’odg della Lega che impegna il Governo a verificare la coerenza della norma che sopprime l’immunità con gli accordi di cessione dell’ex Ilva ad ArcelorMittal e la tenuta dell’occupazione.

Ai sindacati e ai lavoratori, preoccupati per il ricorso alla cassa integrazione per 1400 addetti dall’1 luglio per 13 settimane per crisi di mercato, Di Maio invece assicura: «Sono al lavoro per affrontare il tema della cassa integrazione annunciata da ArcelorMittal, chiederemo chiarimenti sul perché della cassa integrazione, quando ovviamente verranno al tavolo e discuteremo al tavolo». Di Maio è a Taranto con altri cinque ministri (Grillo alla Salute, Lezzi al Sud, Trenta alla Difesa, Costa all’Ambiente e Bonisoli ai Beni culturali) per un punto complessivo sulla città partendo dallo stato di attuazione dei progetti del Contratto istituzionale di sviluppo. L’ex Ilva è un punto molto critico per i Cinque Stelle, accusati mesi fa di aver ceduto la fabbrica ad ArcelorMittal anziché avviarne la progressiva chiusura come avevano promesso nella campagna elettorale per le politiche del 2018. «Adesso l’abolizione dell’immunità per l’azienda, la cui esistenza era molto contestata da ambientalisti e movimenti vari, offre a Di Maio l’occasione per cercare di ricucire un rapporto dopo le pesanti contestazioni subite. Il problema immunità penale è risolto perché non c’é più l’immunità», afferma Di Maio. «Questo è il nostro obiettivo - sostiene Di Maio riferendosi alla norma contenuta nel dl Crescita che diviene operativa dal 6 settembre prossimo -, lo abbiamo detto, e non è assolutamente una norma contro i lavoratori, nè contro ArcelorMittal. Semplicemente la Corte Costituzionale si sarebbe espressa sull’immunita penale probabilmente in autunno, e siccome noi abbiamo sempre detto che su quella norma avevamo delle perplessità, è giusto dire che in questo momento non debbano esistere immunità penali in una situazione così complicata come quella di Taranto».

Di Maio allarga poi il campo ai progetti per Taranto. «L’ultima volta che sono venuto qui - dichiara riferendosi al Contratto di sviluppo - c’erano un miliardo di euro di investimenti assegnati e solo 300 milioni di euro impegnati. Oggi veniamo qui dopo due mesi e ci sono in tutto 700 milioni di euro impegnati». Il Contratto istituzionale di sviluppo è istituito da una legge del 2015 per il rilancio di Taranto utilizzando risorse vecchie e nuove per una serie di interventi: porto, infrastrutture, bonifiche ambientali, potenziamento della sanità, rigenerazione urbana. «La cosa più importante - afferma Di Maio - è che entro settembre, quando tornerò a Taranto la prossima volta, avremo la possibilità di vedere 500 milioni di euro in fase di esecuzione, che significa che saranno assegnati ai progetti. La Zona economica speciale ionica è stata sbloccata - sostiene il vice premier -, a questo punto è operativa per attrarre investimenti, e per quanto riguarda il centro storico i 90 milioni sono stati assegnati ai progetti perché l’altra volta c’erano 90 milioni di euro ma non c’erano i progetti assegnati», aggiunge riferendosi alle risorse del Cipe per Taranto. «Oggi firmeremo un importante protocollo di intesa affinchè l’Arsenale di Taranto, con 30 milioni di euro, possa diventare aperto ai turisti e un museo con un dual-use - annuncia infine Di Maio riferendosi all'abolizione stabilimento industriale della Difesa che si occupa della manutenzione e dei lavori alle navi militari -. L’Arsenale avrà la sua funzione di Arsenale ma allo stesso tempo sarà creato un Museo e sarà un’attrattiva turistica».

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