il caso taranto

Ex Ilva, prime aperture sullo scudo dai senatori M5S

Il leader del M5s Di Maio ai microfoni di Radio 24 ha ribadito che «lo Stato impugnerà l'atto con cui ArcelorMittal ha avviato l'uscita dall'Italia». La commissione Finanze della Camera ha giudicato inammissibili gli emendamenti presentati da Italia Viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l'ex Ilva. Intanto i gruppi parlamentari pentastellati continuano a ribollire. Il ministro Bonafede sull'ipotesi di uno scudo a tempo: al vaglio tutte soluzioni

di Andrea Gagliardi e Manuela Perrone


Ilva, Di Maio: il M5s e' contrario allo scudo

5' di lettura

I gruppi parlamentari pentastellati continuano a ribollire sulla questione dell’ex Ilva. Martedì sera, 12 novembre, l’assemblea dei senatori si è riunita alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Che è riuscito a strappare (con soli 5 “no”, tra cui quello dell’ex ministra Barbara Lezzi, su un'ottantina di votanti) il mandato di portare avanti la linea su Ilva alle riunioni di maggioranza e in Consiglio dei ministri.

Quale linea? Il “no” al ripristino dell’immunità. Ma se dovesse emergere l’esigenza di proporlo (come aveva fatto intendere il premier Giuseppe Conte incontrando parte dei parlamentari pugliesi), Patuanelli ha ottenuto dalla maggior parte dei senatori un’apertura su uno scudo a tempo condizionato però da una serie di paletti tra cui il risanamento ambientale del sito ex Ilva.

In secondo luogo i senatori si sono espressi a favore della continuità produttiva dell’impianto di Taranto, ma soltanto nell’ambito di un percorso di decarbonizzazione e di investimenti in tecnologie innovative. Sì, infine, al “Cantiere Taranto”, ovvero al programma di interventi sollecitati da Conte ai ministri, da attuare anche con una legge speciale.

Patuanelli: per M5S Senato no a scudo a tempo
Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha ricordato che il M5S in Senato ha «già smentito l’ipotesi di scudo penale a tempo. L’assembla dei senatori ha ribadito il no» all’immunità penale. Non c’è una disponibilità ad adottare un provvedimento, al momento c’è invece solo una eventuale «disponibilità a riparlarne», a «valutare», e solo nel caso in cui «ci fosse una valutazione da parte del premier sull’eventualità che fosse necessario un elemento normativo».

Bonafede: scudo a tempo? Al vaglio tutte soluzioni
Più “aperturista” il responsabile della Giustizia, Alfondo Bonafede: «Lo scudo a tempo? Vengono vagliate tutte le soluzioni. E il fatto che nel M5s ci sia un dialogo anche molto acceso è il minimo di fronte a una cosa del genere», ha sottolineato in un intervento a Porta a Porta.

Di Maio: contratto deve essere rispettato
«Con Arcelor Mittal abbiamo firmato un contratto e chiediamo che questo contratto venga rispettato» ha detto in mattinata il leader del M5s e ministro degli Esteri Luigi Di Maio ai microfoni di Radio 24. «Se hanno delle difficoltà sul numero di tonnellate da produrre ci sediamo a un tavolo e si trova una soluzione insieme ma la soluzione unilaterale di andarsene, questo noi non lo possiamo permettere». Di Maio ha dunque annunciato che «lo Stato impugnerà l’atto con cui loro hanno avviato l’uscita dall’Italia».

«Nodo non è scudo, non si arriverà al voto su questo
Per Di Maio il nodo non è lo scudo penale. «Non credo che si arriverà al voto sullo scudo penale - ha continuato - il tema degli alibi poteva valere due mesi fa. Adesso in pieno contenzioso, lo Stato impugnerà l’atto col quale se ne stanno andando, quando impugneremo questo atto avvieremo un contenzioso nel quale non ha senso inserire lo scudo». D'altronde, ha aggiunto il leader M5s «la stessa multinazionale ci ha detto che pure» con lo scudo penale «5mila cittadini in mezzo alla strada ci saranno comunque» (Ascolta l’audio).

«Non ho cercato di piazzare ex Ilva a gruppo cinese»
«Se mi chiedete se ho cercato di piazzare l'Ilva a un gruppo cinese, la risposta è no» ha detto poi Di Maio nel corso del suo intervento a “24 Mattino” su Radio 24. « L’atto unilaterale - ha aggiunto - noi non lo possiamo permettere. Non abbiamo consentito a Whirpool di andarsene da Napoli, non possiamo concedere» ad Arcelor di andar via da Taranto. L’obiettivo «anche in sede giurisdizionale è fare in modo che Arcelor non possa andar via». Qualsiasi diversa considerazione «è affrettata, se cominciamo già a parlare di piano B Arcelor riceverà meno pressione dal sistema Italia».

Inammissibili emendamenti scudo a dl Fisco
Sbagliata per Di Maio la fuga in avanti di Italia Viva con l’emendamento presentato sullo scudo penale. «Se qualcuno vuole giocare con emendamenti - ha detto - quel qualcuno ha più da rimetterci di tutti: l’ha proposto una forza di maggioranza ed è un problema per la maggioranza». Ad ogni modo la commissione Finanze della Camera ha giudicato inammissibili gli emendamenti presentati da Italia Viva e Forza Italia per reintrodurre lo scudo penale per l’ex Ilva. Tra gli altri emendamenti inammissibili, quello che proponeva la riduzione dell’Iva per gli assorbenti (la cosiddetta tampon tax) e quello che chiedeva una indennità minima di funzione per sindaci e presidenti di provincia.

In giornata non si è tenuto alcun vertice di maggioranza sull’Ilva. Ma c’è fibrillazione nella maggioranza sul dossier ex Ilva, dopo che Arcelor Mittal ha notificato in tribunale l’atto di recesso.

Atteso ricorso commissari domani o venerdì
Ed è conto alla rovescia per il deposito del ricorso cautelare e d’urgenza da parte dei legali dei commissari dell’ex Ilva per sostenere la mancanza delle condizioni giuridiche per il recesso del contratto di affitto, preliminare all’acquisto, del polo siderurgico con base a Taranto, chiesto da Arcelor Mittal con l’atto di citazione depositato in Tribunale a Milano. Gli avvocati dei commissari stanno infatti limando il ricorso che dovrebbe essere presentato fra giovedì e venerdì.

Assemblea M5S anche alla Camera
Come al Senato, anche alla Camera si terrà un’assemblea del gruppo M5s con il ministro dello Sviluppo economico per parlare della crisi di Taranto. Allo stato attuale, è possibile che il documento votato dai senatori - con cui si chiede che non ci sia alcun collegamento tra il dossier Mittal e la fiducia al governo e si esclude la riproposizione di forme di scudo penale - possa essere votato anche dai deputati pentastellati.

Le promesse di Di Maio
Il nodo Ilva dovrebbe dunque essere affrontato di petto dai gruppi M5S di entrambi i rami del parlamento. Di Maio ha preso parte all’assemblea dei deputati. «È stato il solito sfogatoio», riferisce un parlamentare. Con la leadership M5S nel mirino, anche sulla questione Mittal. E con Di Maio che ha reagito promettendo di nuovo entro dicembre la riorganizzazione interna (il team di 12 facilitatori e di sei persone di sua nomina che dovrebbero coadiuvarlo nella gestione), e gli stati generali entro la primavera, insieme a una nuova “carta dei valori”.

La nuova votazione per il capogruppo
Ma sono in molti a pensare che non basterà. Che l’insoddisfazione sia ai livelli di guardia lo dimostra la partita per il nuovo capogruppo: mercoledì 13 la nuova votazione. In corsa sono rimasti due antidimaiani, dopo il ritiro del favorito dai vertici, Francesco Silvestri: il toscano Riccardo Ricciardi, vicino al presidente della Camera Roberto Fico e l'ex sottosegretario allo Sviluppo economico Davide Crippa. Comunque vada per Di Maio non sarà un successo.

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