Siderurgia

Ex Ilva: il nuovo direttore di Taranto primo atto della nuova società

Parte il rinnovamento con Acciaierie d’Italia

di Domenico Palmiotti

I punti chiave

  • Inizia il rinnovamento con Acciaierie d’Italia
  • Nuovo management per Taranto
  • La posizione delle imprese dell’area

3' di lettura

Il consiglio di amministrazione di Acciaierie d'Italia, ex ArcelorMittal Italia ed ex Ilva, non é stato ancora insediato, lo sarà molto probabilmente nelle prossime settimane, ma la nuova società ha già compiuto, con decorrenza 26 aprile, una prima scelta importante. Si tratta del nuovo direttore dello stabilimento di Taranto, il più grande del gruppo. È Vincenzo Dimastromatteo, ingegnere, pugliese. La sua nomina è nell'ordine di servizio, su carta intestata con logo tricolore della nuova società, firmato dal direttore delle Risorse umane, Arturo Ferrucci. Dimastromatteo risponderà direttamente all'amministratore delegato Lucia Morselli con il coordinamento tecnico di Adolfo Buffo, direttore generale della società. Dimastromatteo subentra a Loris Pascucci, ingegnere, ligure, che diventa direttore degli investimenti speciali a Taranto. Una nuova figura da mettere in relazione al piano di investimenti e al piano industriale 2021-2025 che attende l'azienda, chiamata ad introdurre le novità del forno elettrico e della produzione del dri nel ciclo produttivo.

Vincenzo Dimastromatteo

Confindustria Taranto: cambio non sia solo nominale

«Nel momento in cui lo stabilimento di Taranto e buona parte della siderurgia italiana cambiano le insegne diventando Acciaierie d'Italia, le incognite sul futuro dell'acciaio rimangono ancora in gran parte irrisolte» dichiara Confindustria Taranto. La quale chiede che “al cambio di nome corrisponda anche un reale cambiamento nei rapporti fra la fabbrica, la città e le imprese. Un confronto più diretto, chiaro e soprattutto - si sottolinea - portato avanti nel comune interesse di salvaguardare la sicurezza come la produzione, l'occupazione come l'ambiente. Condizioni di cui si dibatte da almeno un decennio ma che adesso potrebbero trovare riscontro”. Perché il mutamento non sia solo nominale, Confindustria Taranto chiede anzitutto “il coraggio delle scelte”. Per Confindustria Taranto, «importante, in questo nuovo approccio, sarà l'atteggiamento di Acciaierie d'Italia nei confronti delle aziende fornitrici. Aziende - si rileva - che hanno subito ingenti perdite, dovuti a ritardi nei pagamenti e “stop and go” estenuanti che ne hanno compromesso, in molti casi, la solidità economico finanziaria».

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Un nuovo incarico: direttore investimenti speciali

A proposito delle nomine, fonti vicine all'azienda spiegano che Pascucci viene orientato agli investimenti per la sua precedente esperienza nella società impiantistica Paul Whurt mentre Dimastromatteo è stato scelto, in virtù del suo profilo e del suo passato incarico a Taranto, per centrare la risalita produttiva. Paul Whurt, oltre ad essere presente in molti lavori, giorni fa ha firmato un accordo con ArcelorMittal Italia e Fincantieri per lo sviluppo delle nuove tecnologie.

Dimastromatteo da Arvedi torna a Taranto

Per Dimastromatteo è un ritorno a Taranto. Negli anni passati, con l'Ilva al gruppo Riva, che hanno gestito gli impianti sino al 2013, anno del commissariamento da parte dello Stato, Dimastromatteo ha già diretto l'area degli altiforni. Il suo ultimo incarico è stato di ceo dell'acciaieria Arvedi. Pascucci è stato in carica come direttore di stabilimento un anno e quattro mesi. Il 2020, causa Covid e il fermo di diversi impianti, è stato il più critico per il sito di Taranto. Ha prodotto poco più di 3 milioni di tonnellate di acciaio, un livello mai toccato. Quest'anno le previsioni parlano di 5 milioni di tonnellate pur scontando due mesi di fermo dell'altoforno 4, tuttora in atto, e altrettanti dell'acciaieria 1 perché correlata all'altoforno. Il 24 gennaio del 2020 l'ad Morselli rinnovò ampiamente la prima linea del siderurgico di Taranto, sostituendo tutti i manager stranieri che nella città pugliese erano arrivati a novembre 2018 con l'avvento di ArcelorMittal nella gestione del gruppo dell'acciaio. In quell'occasione, Pascucci divenne capo delle operazioni nell'impianto di Taranto unificando sotto di se le funzioni prima attribuite a Stefan Van Campe, direttore dell'area primary (è l'area a caldo che comprende altiforni e acciaierie) e Wim Van Gerven, che sino ad allora era stato chief operating officer.

Bilancio 2020 esame dopo metà maggio

L'insediamento del cda di Acciaierie d'Italia è atteso dopo metà maggio insieme all'approvazione del bilancio 2020. Si attende l'esito dell'udienza del 13 maggio del Consiglio di Stato chiamato a decidere sulla sentenza del Tar Lecce che il 13 febbraio ha confermato una precedente ordinanza del sindaco di Taranto relativa allo spegnimento degli impianti in 60 giorni perché inquinanti. Sentenza, quella del Tar, impugnata in appello da ArcelorMittal, Ilva in amministrazione straordinaria, Invitalia e ministero della Transizione ecologica (ex Ambiente). Acciaierie d'Italia, dove con un versamento di 400 milioni è entrata Invitalia, acquisendo il 38 per cento del capitale e il 50 per cento dei diritti di voto, avrà un cda con sei componenti. I consiglieri sono divisi pariteticamente tra pubblico e privato. Presidente sarà Franco Bernabè, già ad di Eni e Telecom, mentre il privato ArcelorMittal esprimerà l'ad, il cui voto in cda vale doppio e questo per evitare eventuali situazioni di stasi decisionale.

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