LA CRISI DELL’ACCIAIO

Ex Ilva, Conte: non consentiremo la chiusura, ArcelorMittal pagherà i danni

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato azienda e sindacati nel tentativo di aprire un canale di confronto istituzionale. Durante l’incontro il gruppo franco indiano ha contestato il ritiro dell’immunità penale


Detto e contraddetto: le frasi della politica sull’Ilva

5' di lettura

Muro contro muro Governo-ArcelorMittal sull’ex Ilva. È lo scenario che si è andato delineando nelle ultime ore. Il primo continua a chiedere il rispetto del piano industriale; nessun passo indietro dall’azienda, che insiste nel suo disimpegno da Taranto. Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, in prima linea nella trattativa, ha messo in evidenza che «l’azienda ha vietato le ispezioni ai commissari». Per il pentastellato si tratta di un «fatto gravissimo che dovrà avere una adeguata risposta». Intanto la Procura di Milano apre un fascicolo esplorativo per verificare reati da parte di ArcelorMittal per il possibile danno all’interesse pubblico.

Uilm: i lavoratori non spegneranno gli impianti
Cresce la tensione anche tra i lavoratori. Il tavolo che si è tenuto nel pomeriggio di venerdì 15 novembre presso la sede romana del ministero dello Sviluppo economico e che ha visto la partecipazione di Governo, azienda e sindacati si è concluso con un nulla di fatto nonostante sia durato tre ore. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil (Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo) si sono detti «per nulla soddisfatti» per un incontro «non andato bene». «La proprietà ha espresso la volontà di lasciare la fabbrica» hanno spiegato. Di qui l’urgenza, dal loro punto di vista, di avviare «un tavolo con la proprietà per trovare soluzioni». Al governo i sindacati chiedono di «ripristinare lo scudo penale per togliere gli alibi ad ArcelorMittal», avvertono che la «mobilitazione prosegue» e mettono in guardia: «i lavoratori non si renderanno complici dello spegnimento dell’acciaieria».

La Uilm annuncia «insubordinazione verso la proprietà»
«I lavoratori non spegneranno gli impianti dello stabilimento ex Ilva, non celebreranno il loro funerale», avverte il segretario generale della Uilm, Rocco Paolmbella spiegando che «ci sarà un’insubordinazione verso la proprietà». «Siamo a un metro dal caos», confida il segretario della Fiom genovese Bruno Manganaro.

Ricorso d’urgenza dei commissari contro il recesso
I legali dei commissari hanno depositato il ricorso d’urgenza, ex articolo 700, contro la causa promossa da Mittal per il recesso del contratto d’affitto dello stabilimento con base a Taranto. Il preteso recesso da parte del gruppo franco indiano, è la tesi dei legali dei commissari, è stato indebitamente esercitato e, di conseguenza, «non sussistono le condizioni giuridiche per la retrocessione dei rami di azienda oggetto del contratto di affitto».

La controffensiva del Governo
Intanto l’Esecutivo passa al contrattacco.«Il Governo - si legge in una nota di palazzo Chigi - non lascerà che si possa deliberatamente perseguire lo spegnimento degli altiforni, il che significherebbe la fine di qualsiasi prospettiva di rilancio di questo investimento produttivo e di salvaguardia dei livelli occupazionali e la definitiva compromissione del piano di risanamento ambientale». Allo stesso tempo, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per verificare «l’eventuale sussistenza di ipotesi di reato» sulla vicenda.

A.Mittal: via da Taranto il 4 dicembre
Il gruppo franco indiano, da parte sua, ha comunicato che dal 4 dicembre andrà via da Taranto, lasciando ai commissari gli adempimenti successivi compreso lo spegnimento dell’Altoforno 2. A.Mittal ha segnalato la possibilità di emissioni al momento dello spegnimento degli impianti.

Conte: A.Mittal pagherà i danni
Dall’esecutivo giallo rosso è giunto un altolà: «Arcelor Mittal - si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi - si sta assumendo una grandissima responsabilità, in quanto tale decisione prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all’economia nazionale. Di questo - conclude la nota - ne risponderà in sede giudiziaria sia per ciò che riguarda il risarcimento danni, sia per ciò che riguarda il procedimento d'urgenza. Ben venga l'iniziativa anche della Procura di Milano che ha deciso di intervenire in giudizio e di accendere un faro anche sui possibili risvolti penali della vicenda».

Patuanelli: azienda ora lega tutto a scudo penale
Patuanelli ha partecipato al tavolo tra Governo, azienda e parti sociali. In quell’occasione ArcelorMittal, ha spiegato il ministro, «ha dichiarato qualcosa che ci ha lasciato piuttosto perplessi, cioè che tutto è legato allo scudo, quando dal 12 settembre dichiara che ci sono 5 mila esuberi necessari per un problema strutturale dell’impianto, che non potrà mai più produrre più di 4 milioni di tonnellate. Allora credo che l’azienda si debba mettere d’accordo con se stessa quando fa le dichiarazioni».

A.Mittal:Morselli,ora crimine lavorare in area a caldo
Riteniamo che «non siano stati rispettati i termini del contratto», avrebbe sottolineato l’A.d. di Arcelor Mittal, Lucia Morselli. Uno dei nodi è l’area a caldo: lavorarci «fino a qualche settimana non era un crimine ora lo è. Non è una cosa di poco conto». Poi le prescrizioni sull’altoforno Afo2: «Ci era stato detto che tutto quello che era stato chiesto dalla magistrature come interventi di miglioramento era in corso, invece non era stato fatto niente». «Noi siamo qui - avrebbe aggiunto Morselli, stando a fonti presenti al tavolo - perché riteniamo che il contratto legalmente possa essere sciolto. Questo è quello che abbiamo chiesto e stiamo agendo in coerenza», avrebbe sottolineato Morselli - a quanto si apprende - al tavolo sull'ex Ilva.

Procura Milano apre fascicolo esplorativo
La Procura di Milano, dal canto suo, ha deciso di intervenire nella causa di rescissione del contratto di affitto d'azienda promosso da Arcelor Mittal contro l'amministrazione straordinaria dell'Ilva, «ravvisando un preminente interesse pubblico relativo alla difesa dei livelli occupazionali, alle necessità economico-produttive del Paese, agli obblighi del processo di risanamento ambientale». Come recita un comunicato, «il Procuratore ha proceduto all’iscrizione di un fascicolo per verificare la eventuale sussistenza di ipotesi di reato».

Mittal: comunica stop a Prefetto e Governo
Venerdì mattina ArcelorMittal Italia e ArcelorMittal Energy hanno comunicato al Governo e alla prefettura di Taranto, il piano di «sospensione» dell’esercizio dello stabilimento di Taranto e delle centrali elettriche. La sospensione sarà fatta «con le modalità atte a preservare l’integrità degli impianti».

«ArcelorMittal conferma che esaurito il percorso previsto dall'art.47 il 3 dicembre, dal giorno successivo, quindi il quattro del mese, non sarà lei a proseguire il piano di spegnimento e spetterà all'amministrazione straordinaria» ha affermato il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli in una nota.

Verso la chiusura di tutti gli altoforni
In parallelo, Morselli ha già comunicato ai sindacati il piano di chiusure degli impianti. L'altoforno 2 verrà spento il 13 dicembre. Afine dicembre l'Afo 4 e il 15 gennaio l'Afo 1, il più grande altoforno d'Europa. Anche se non è ancora fissato in agenda e al momento non viene confermato, un nuovo incontro tra il premier Giuseppe Conte, i ministri coinvolti e i vertici di ArcelorMittal, Lakshmi Mittal e suo figlio Adyta, potrebbe svolgersi tra lunedì 18 pomeriggio e martedì.

A.Mittal: possibili emissioni per spegnimento
«Le operazioni tecniche necessarie alla sospensione potrebbero comportare fasi transitorie con possibili emissioni visibili e possibile accensione delle torce dello stabilimento siderurgico». Lo scrive ArcelorMittal nella lettera inviata ai ministeri dell'Ambiente e dell'Interno, a Ispra, Regione Puglia, Comune di Taranto, Ilva in as, Arpa, al custode giudiziario degli impianti, ai comuni dell’area a rischio, in cui comunica il piano di “sospensione” dell’esercizio dello stabilimento e delle centrali elettriche.

Il nodo dello scudo penale
Se l'incontro con l’azienda sarà confermato per l'inizio della settimana del 18 novembre, Conte e il ministro dello sviluppo economico Patuanelli avranno il tempo per proseguire il difficile lavoro di diplomazia parlamentare volto a ottenere dai 5 Stelle, in particolare da quelli pugliesi, l'avallo a un nuovo provvedimento sull'immunità penale, considerata uno strumento necessario per richiamare ArcelorMittal alle sue responsabilità contrattuali e negoziare quindi da una posizione più solida.

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