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Ex Ilva, tregua dopo verbale di intesa firmato al Mise tra ArcelorMittal e sindacati (Usb non firma)

di Domenico Palmiotti


Ex Ilva, basta giochi: le leggi naturali del business vanno rispettate

4' di lettura

È tregua, per ora, nel siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, di Taranto dopo gli ultimi giorni tesissimi tra nuovo incidente mortale sul lavoro (un gruista è finito in mare, gru crollata perchè colpita da una tromba d'aria), il sequestro dello sporgente portuale dove si trovava la gru caduta, lo sciopero indetto dai sindacati.

E ancora, il blocco produttivo della fabbrica, gli avvisi di garanzia spediti dalla Procura con l'ipotesi di reato di omicidio colposo (avviso anche a Stefan Michel Van Campe, top manager ArcelorMittal), il ri-sequestro dell'altoforno 2 per mancato adeguamento di sicurezza dopo un infortunio mortale del 2015, infine, l'incidente sfiorato nel magazzino del laminatoio a freddo.

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La tregua arriva grazie ad un verbale di intesa firmato al Mise tra ArcelorMittal e sindacati (l'Usb non ha firmato) dopo una discussione durata oltre otto ore. Il vertice l'aveva convocato per ieri, in tarda mattinata, il ministro Luigi Di Maio ed era servito, giovedì scorso, a far rientrare lo sciopero ad oltranza indetto dai sindacati dopo la tragedia allo sporgente portuale, sciopero che stava portando l'acciaieria alla paralisi.

La prima parte del vertice non ha prodotto nulla di significativo, a sentire i sindacati. Si è tuttavia deciso di non gettare la spugna ed affidare ad una riunione ristretta il compito di provare a cercare una intesa. Anche nella riunione ristretta, però, si è sfiorata la rottura, a causa, dicono i sindacati della posizione di ArcelorMittal che mentre si discuteva al tavolo, faceva uscire una nota aziendale in cui lamentava mancata collaborazione nell'ultima, difficilissima settimana.

E anche poco prima, nella riunione con Di Maio, l'ad Matthieu Jehl aveva lamentato la sensazione di un accanimento verso l'azienda, prendendosi la risposta del Mise secondo il quale, a fronte di un incidente mortale, sono inevitabili il sequestro dell'area, l'inchiesta e i provvedimenti della Magistratura.

Costruire l'accordo non è stato facile, tant'é che sia la Fim Cisl che la Fiom Cgil parlano di resistenze da parte di ArcelorMittal mentre la Uilm auspica che adesso si possa determinare un passo avanti circa le condizioni di sicurezza.

Alla fine della discussione, un verbale di intesa è scaturito, con una serie di impegni tutti da mettere in pratica. La fase attuativa dell'accordo comincia con i primi incontri fissati domani e dopodomani.

Punto cardine, “la presentazione dei piani di investimenti straordinari legati alle manutenzioni ed attivazione di incontri ad hoc in tutte le aree dello stabilimento di Taranto, da estendere alle società controllate ed agli altri stabilimenti del gruppo”. “Saranno fornite alle organizzazioni sindacali - si legge nell'intesa - le azioni di natura gestionale e gli investimenti utili a far fronte alle necessità emerse.

Il primo incontro è calendarizzato per mercoledì 17 presso il sito di Taranto a partire dall'area portuale”. Verranno poi effettuati incontri, si legge nell'accordo, “area per area, funzionali a verificare l'utilizzo dei lavoratori posti in cassa integrazione ordinaria, a seguito di una procedura senza accordo, per le attività di manutenzione ordinarie e straordinarie.

Il primo incontro è calendarizzato per giovedì 18 presso il sito di Taranto”. “A cadenza settimanale”, con i rappresentanti sindacali per la sicurezza sul lavoro, ci saranno altri incontri “in merito all'esperienza operativa maturata a seguito di infortuni/near miss relativamente ad eventi occorsi e ritenuti significativi dalle parti” (si intende per near miss tutto ciò che ha in se la potenzialità di poter causare un infortunio).

L'accordo prevede inoltre che sia redatto “un protocollo con la partecipazione degli enti istituzionalmente preposti al controllo delle condizioni di salute e sicurezza in fabbrica al fine di individuare iniziative che possano significativamente incidere in tali ambiti”.

In particolare per l'area del porto, dove due gruisti hanno perso la vita in circostanze analoghe (Cosimo Massaro mercoledì scorso e Francesco Zaccaria a novembre 2012), l'accordo al Mise prevede che si arrivi alla “adozione di soluzioni tecnico/organizzative, come, per esempio, il controllo remoto, con studi di fattibilità da avviare immediatamente e di attuazione nel più breve tempo possibile, per tendere a eliminare l'esposizione dei lavoratori operanti in area portuale ai rischi legati ai fenomeni atmosferici e di straordinaria entità”.

ArcelorMittal, si legge nell'accordo, ha evidenziato la necessità di avere “il maggior consenso possibile” per “superare l'attuale fase di difficoltà” caratterizzata da “condizioni di attuazione del piano ambientale”, rinnovo “della domanda di dissequestro e di facoltà d'uso dell'altoforno 2”, “sequestro del molo 4” e “la parziale operatività dell'area a caldo”.

I sindacati hanno invece chiesto “un piano di investimenti tecnologici che adegui o sostituisca progressivamente gli impianti delle aree più critiche e a maggior rischio infortuni, nonché la necessità di avere dei presidii di organi di controllo e ispettivi territoriali permanenti, presso l'area dello stabilimento, inerenti la sicurezza sul lavoro”.

Per l'amministratore delegato di ArcelorMittal, Matthieu Jehl, “la sicurezza è la prima priorità per tutti i nostri stabilimenti. Mi auguro sinceramente che con questo accordo potremo recuperare la piena operatività e garantire la produzione dell'acciaio di cui i nostri clienti hanno bisogno mentre continuiamo ad attuare il piano industriale e ambientale per affrontare i problemi di sostenibilità a lungo termine dello stabilimento”.

“L'azienda ha assicurato che farà un maggiore sforzo negli investimenti in manutenzione e sicurezza utilizzando anche i lavoratori al momento in cassa integrazione se necessario - dichiara il ministro Di Maio -. Ad ArcelorMittal ho detto chiaramente che la sicurezza dei lavoratori all'interno dello stabilimento tarantino non è barattabile e la vita delle persone non è barattabile”.

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