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Ex Ilva, Conte: nazionalizzazione tra le opzioni sul tavolo. Patuanelli: Arcelor Mittal sapeva di scadenza scudo

Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli in audizione a Montecitorio ha detto che il dl imprese, che ha eliminato lo scudo penale per Arcelor Mittal, «non ha però comportato una modifica del piano ambientale o del dpcm 2017, elemento necessario per far insorgere il recesso»


La notte dell’Ilva, la notte di Taranto

4' di lettura

Una nazionalizzazione dell'ex Ilva? «Stiamo già valutando tutte le possibili alternative ma ora non ha senso parlarne. Aspetto una proposta dal signor Mittal e vorrei incontrarlo nelle prossime ore». Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso di Porta a Porta su RaiUno. E aggiunge: «Lo scudo penale lo abbiamo messo sul tavolo» con ArcelorMittal «come primo argomento di conversazione» e dicendo che «lo introduciamo ad horas». «Sullo scudo il governo è compatto» .

Cgil: entrare in proprietà attraverso Cdp
Nella serata di giovedì il presidente del Consiglio ha incontrato i sindacati. Da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil , arriva la richiesta al governo di «mettere sul piatto la disponibilità ad entrare nella proprietà, attraverso Cdp». E Landini sollecita anche il rispetto degli accordi. Da Francesca Re David, leader della Fiom è arrivata invece la richiesta di una convocazione congiunta azienda-sindacati da parte dell’esecutivo. Anche da Cisl e Uil hanno sottolineato l’importanza del rispetto degli accordi presi da parte di ArcelorMittal.

Giovedì mattna Conte al Quirinale
In mattinata il presidente del Consiglioè salito al Quirinale per un colloquio con il presidente Sergio Mattarella. Il premier - si è appreso da fonti della maggioranza - ha riferito al capo dello stato dei suoi colloqui di ieri, mercoledì 6 novembre, con la proprietà Arcelor Mittal e delle misure che possono essere messe in atto per trovare una soluzione alla crisi aziendale. Nel pomeriggio Conte ha incontrato enti locali e sindacati.

Conte: se Mittal via, parte gestione commissariale Mise
Se ci sarà il disimpegno da parte di ArcelorMittal, il primo step sarà la gestione commissariale al Mise, ha detto il premier nel corso del tavolo a Palazzo Chigi con gli enti locali e le parti sociali, secondo quanto viene riferito da fonti presenti. Conte ha poi chiesto alle istituzioni locali di sostenere come parti civili la difesa del contenzioso. Il senso del
ragionamento del presidente del Consiglio, si apprende, è che se
tutti si costituiscono in giudizio «siamo più forti».

Patuanelli: Arcelor Mittal sapeva di scadenza scudo
Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, in audizione a Montecitorio all’indomani della decisione di decisione di ArcelorMittal di rescindere il contratto e rinunciare all’acquisizione dell’Ilva, ha riferito che l’azienda era a conoscenza della scadenza della «protezione legale» al marzo 2019, nonostante questo pur «auspicando» in una nota «che si risolvesse la criticità» della mancata estensione dello scudo fino al termine dell'esecuzione del Piano Ambientale nel 2023. Nonostante questo Arcelor Mittal «presentava offerta irrevocabile» e «palesava quindi di aderire alla misura restrittiva» relativa alla protezione legale.

«ArcelorMittal non sa gestire suo piano»
Nell’audizione il ministro ha aggiunto che il dl imprese, che ha eliminato lo scudo penale per Arcelor Mittal, «non ha però comportato una modifica del piano ambientale o del dpcm 2017, elemento necessario per far insorgere il recesso». E ha dichiarato: «Ieri i rappresentati di ArcelorMittal ci hanno detto chiaramente che non sono in grado di portare a termine il loro Piano industriale per rilanciare l'Ilva» piano con il quale hanno vinto la gara. Poi ha ricordato che in sede di gara e di aggiudicazione il piano presentato da Acciai Italia «è stato giudicato migliore per piano industriale e piano ambientale». Ma «la cordata guidata da Arcelor Mittal ha vinto perché è stata ritenuta migliore la sua offerta» nella parte relativa al prezzo.

«Inamovibile su esuberi e tagli»
«ArcelorMittal in nessun modo si impegna a produrre più di 4 milioni di tonnellate di acciaio l'anno e chiede 5 mila esuberi, non dà garanzie che queste siano misure di contingenza» ha detto ancora Patuanelli , che ha concluso: «Chiedo un atto di responsabilità a tutte le forze politiche, anche all’opposizione, anche dai sindacati e dalle parti sociali. Questa situazione la risolviamo se rispondiamo come sistema Paese. È il Paese che deve
rispondere». Un passaggio che ha ottenuto forti applausi. E ancora: «Non
ho problemi a metterci la faccia ma la risposta deve essere unitaria e univoca. Negli altri Paesi si fa così, non accusandosi».

Di Maio: serve rispetto, Stato chieda danni
Duro il commento del leader M5s Luigi Di Maio che ha attaccato su Fb: «In questi giorni si sta consumando una battaglia per la
sovranità dello Stato italiano. Se una Multinazionale ha firmato
un impegno con lo Stato, lo Stato deve farsi rispettare, chiedendo il rispetto dei patti e facendosi risarcire i danni».

Sindacati: da azienda condizioni provocatorie
Intanto i sindacati sono sul piede di guerra. ArcelorMittal «ha posto condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5 mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno al lavoro dei 2 mila in amministrazione straordinaria» affermano Fiom, Fim e Uilm proclamando lo sciopero di 24 ore, dalle 7 di venerdì, per l'intero gruppo. I sindacati «chiedono all'azienda l'immediato ritiro della procedura e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi». L’incontro tra Governo e sindacati sulla vicenda ex Ilva annunciato per oggi si terrà alle 17.30 a palazzo Chigi.

L’incontro governo-proprietà
L’esito dell'incontro di mercoledì a Palazzo Chigi tra il governo ed ArcelorMittal, durato tre ore, è stato complessivamente giudicato negativo da fonti della maggioranza, dal momento che l'azienda avrebbe confermato la volontà di chiudere l'attività. All'incontro con il governo i vertici di ArcelorMittal hanno ripercorso tutte le criticità in corso riassumendo le proposte che ritengono essenziali per riaprire il dialogo. La reintroduzione di una protezione legale, con una legge e con la garanzia politica che non venga di nuovo cancellata, è solo una delle condizioni.

Le richieste di ArcelorMittal
Si ritiene essenziale infatti riscrivere il contratto siglato un anno fa in considerazione dei mutati scenari di mercato, abbassando i livelli produttivi a 4 milioni e di conseguenza i livelli occupazionali. Qui occorrerebbe un robusto intervento dello Stato con la cassa integrazione per evitare alcune migliaia di esuberi. Poi tema centrale, per l'azienda difesa dall'avvocato Ferdinando Emanuele, è l'altoforno Afo 2. Va superato il problema delle prescrizioni richieste dalla magistratura in tempi strettissimi, considerati dall'azienda impraticabili. Anche qui si ritiene essenziale intervenire con una norma, per l'estensione della facoltà d'uso per almeno 14-16 mesi.

Per approfondire:
Ex Ilva, il governo apre sullo «scudo» penale ma dice no a 5mila esuberi
Ex-Ilva, prime richieste di cassa integrazione nell’indotto
ArcelorMittal in rosso (-539 milioni di dollari): l'Italia zavorra i conti

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