tavolo al mise

Ex-Ilva, Patuanelli: «Siderurgia essenziale, garantiremo continuità»

Secondo ilministro per lo Sviluppo economico una «norma ad hoc» per introdurre uno scudo penale circoscritto agli stabilimenti di Taranto non è «praticabile»: «Una norma di ampio respiro potrà invece essere presa in considerazione se necessario, l'azienda non ha posto questo problema»

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Secondo ilministro per lo Sviluppo economico una «norma ad hoc» per introdurre uno scudo penale circoscritto agli stabilimenti di Taranto non è «praticabile»: «Una norma di ampio respiro potrà invece essere presa in considerazione se necessario, l'azienda non ha posto questo problema»


2' di lettura

«La posizione del governo è chiara: non esiste un'idea di piano industriale del Paese senza la siderurgia» e l'Italia «non può abbandonare la produzione dell'acciaio». È quanto ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (M5S) al termine del tavolo sull'ex Ilva a cui ha partecipato anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. «Noi - ha aggiunto - siamo intenzionati a garantire la continuità produttiva» e ad ArcelorMittal, la società proprietaria del sito siderurgico di Taranto, verrà chiesto «di rispettare il piano industriale e ambientale».

«Una norma ad hoc» per gli stabilimenti di Taranto di ArcelorMittal non sarebbe «praticabile», ha poi spiegato a margine dell'incontro con i sindacati, mentre una norma «di ampio respiro» per tutelare i dirigenti dal rischio di azioni legali dopo la cancellazione delle norme sullo scudo penale «potrà invece essere presa in considerazione se necessario, l'azienda non ha posto questo problema». Per il titolare del Mise non esiste «nessun legame tra lo scudo e l'ambiente: esiste un Piano ambientale e riteniamo che ci siano tutte le condizioni per proseguire, a prescindere da quello che è successo al Senato ed eventualmente succederà alla Camera». Un riferimento, questo, al passaggio parlamentare del Dl "salva imprese", e all'emendamento che ha cancellato l'articolo sullo scudo penale per l'ex Ilva. «È molto probabile che convocheremo un tavolo con tutte le parti nella seconda settimana di novembre», ha poi concluso.

«Il grande rischio è che grazie anche al Dl imprese approvato in Senato si dia un grande alibi all'azienda per andare via», è invece il commento di Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl, presente al tavolo ministeriale. «Abbiamo chiesto al governo di ripensarci. Da un lato l'azienda e dall'altro il governo rischiano di prolungare il disastro di questi anni per l' Ilva». Quanto alla cancellazione dello scudo penale, Arcelor Mittal «non ha reso nota una posizione ufficiale, io credo che nei prossimi giorni l'azienda si esprimerá». Rocco Palombella, segretario generale della Uilm si è detto insoddisfatto del confronto sulla soppressione delle tutele legali «perché non c'è stata una reale presa in carico da parte dell'esecutivo nel risolvere la questione», rassicurando i lavoratori «su cosa accadrà dopo il 3 novembre». «Esprimiamo un cauto giudizio sulla volontà da parte del Governo di impegnarsi sulla continuità produttiva dell'ex Ilva», ha concluso Palombella, ribadendo «l'inadempienza» di ArcelorMittal sul rispetto del piano industriale.

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