IL FUTURO DELL’ACCIAIERIA

Ex Ilva, raggiunto il pre-accordo

Il testo del Memorandum contiene dei principi di massima che dovranno essere riempiti attraverso il negoziato che dovrà sciogliere nodi relativi all'investimento della multinazionale franco indiana, alle modalità e all'ammontare dell'importo dell'intervento statale, alla decarbonizzazione del sito di Taranto, ai volumi produttivi annuali, agli esuberi

di Giorgio Pogliotti


La manifestazione Ilva a Roma

1' di lettura

Con il preaccordo appena raggiunto tra governo, commissari e Arcelor Mittal può ripartire il tavolo negoziale sul piano industriale dell'ex Ilva. Dopo un lungo impasse, le parti possono riprendere a trattare per evitare che la soluzione relativa al futuro del sito siderurgico di Taranto sia affidata solamente alla magistratura.

Il Memorandum d'intesa consente di guadagnare tempo, dal momento che oggi all’udienza al Tribunale di Milano i legali delle parti presenteranno una richiesta di proroga per cercare di raggiungere un accordo complessivo. Si prevede dunque che il giudice del Tribunale civile di Milano, Claudio Marangoni, concederà la proroga, rinviando l'udienza probabilmente a fine gennaio sul ricorso presentato dai legali dei commissari contro il recesso della multinazionale dalla gestione del sito siderurgico (che adesso è con contratto di fitto).

Il testo del Memorandum ha piú un significato politico, contiene dei principi di massima che dovranno essere riempiti attraverso il negoziato che dovrà sciogliere nodi relativi all'investimento della multinazionale franco indiana, alle modalità e all'ammontare dell'importo dell'intervento statale, alla decarbonizzazione del sito di Taranto, ai volumi produttivi annuali, agli esuberi.

Intanto Arcelor Mittal fa sapere che «il nuovo piano industriale prevede investimenti in tecnologia verde da realizzarsi anche attraverso una nuova società finanziata da investitori pubblici e privati».

Per approfondire:
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