ACCIAIO

Ex Ilva, rientrano dalla Cig 230 dipendenti

La forza presente in fabbrica da lunedì prossimo sale da 3.680 a 3.910 addetti sui tre turni

di Domenico Palmiotti

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(ANSA)

La forza presente in fabbrica da lunedì prossimo sale da 3.680 a 3.910 addetti sui tre turni


2' di lettura

Dopo mesi di conflitto aspro, emerge qualche segno di disgelo nei rapporti tra ArcelorMittal e sindacati metalmeccanici per il siderurgico di Taranto. L’azienda acconsente al rientro di una quota di personale dalla cassa integrazione (si tratta dei manutentori) e alla rotazione degli stessi cassintegrati. Che avverrà spostando i lavoratori assegnati ad impianti ora fermi, su quelli che invece sono in attività. In sostanza, dall'altoforno 2 (fermo) ci si sposterà sugli altoforni 1 e 4. Stessa cosa dall'acciaieria 1 (inattiva) alla 2. Il rientro in produzione coinvolge per ora 230 dipendenti ArcelorMittal, di cui 53 delle manutenzioni centrali. Di conseguenza, la forza presente in fabbrica da lunedì prossimo sale da 3.680 a 3.910 addetti sui tre turni.

Segnali di disgelo nelle trattative

Sempre lunedì sarà fatta una verifica su ulteriori postazioni di lavoro. Le premesse per arrivare a questo, sono state poste negli incontri di mercoledì e giovedì al Mise e di ieri a Taranto. Una tornata di trattative (all'incontro del 23 settembre con i sindacati ha partecipato il ministro Stefano Patuanelli) che ha permesso al confronto tra Governo e sindacati da un lato e tra azienda e sigle metalmeccaniche dall'altro, di ripartire dopo mesi di stallo. Col Governo, infatti, i sindacati si erano visti l'ultima volta il 9 giugno e avrebbero dovuto rivedersi a breve, ma così non è stato. Con l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, i vertici dei metalmeccanici si erano incontrati a Roma il 2 settembre per riprendere il filo delle relazioni, ma i giorni successivi non avevano visto alcun rasserenamento quanto nuovi scioperi a Taranto. Il confronto col ministro ha permesso già il giorno dopo ad azienda e sindacati di vedersi al Mise e in questa sede sono stati calendarizzati quattro incontri tematici fatti ieri a Taranto, dai quali sono uscite le prime novità sull'organico. Le sigle Fim, Fiom e Uilm dichiarano che ArcelorMittal ha comunicato «la ripartenza di alcuni impianti dell'area a freddo e l'aumento produttivo dell'area acciaieria». In particolare, il 12 ottobre è previsto il riavvio del reparto Produzione lamiere 2, «mentre per il Laminatoio a freddo ci saranno degli aggiornamenti su possibili ripartenze». «Inoltre - dicono ancora le sigle metalmeccaniche - l'azienda ha dato attuazione, in base alle richieste sindacali, ad effettuare ed aumentare una rotazione del personale tra impianti similari di altoforni, acciaierie e treno nastri». Per i sindacati, «quanto discusso con ArcelorMittal, non ha nulla a che vedere con la trattativa in corso presso il Mise, ma ha affrontato e discusso questioni di carattere organizzativo, gestionale e di sicurezza». Al Mise di via Sallustiana, invece, per un punto più generale, i sindacati andranno lunedì prossimo alle 16 incontrando i ministeri dell'Economia, Ambiente, Lavoro e Invitalia, che sta negoziando con ArcelorMittal per il coinvestimento dello Stato nella società. Non invitata ArcelorMittal. Infine, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha espresso al ministero dell’Ambiente il suo no alla richiesta ArcelorMittal di prorogare ancora l'ultimazione dei lavori di copertura dei nastri trasportatori, una delle prescrizioni ambientali Aia della fabbrica.

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