acciaio

Ex-Ilva, tornano al lavoro 642 lavoratori

Il Treno lamiere che riparte riassorbe 360 dipendenti dalla cassa integrazione, mentre 100 tornano per la manutenzione e 180 del Treno nastri 1 che si riavvia dal 10 marzo

di Domenico Palmiotti

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(ANSA)

Il Treno lamiere che riparte riassorbe 360 dipendenti dalla cassa integrazione, mentre 100 tornano per la manutenzione e 180 del Treno nastri 1 che si riavvia dal 10 marzo


2' di lettura

In ArcelorMittal a Taranto lasciano la cassa integrazione ordinaria e tornano al lavoro 642 lavoratori. Sono 360 del Treno lamiere che riparte, 100 della manutenzione e 180 del Treno nastri 1 che si riavvia dal 10 marzo. Quest'ultimo impianto era fermo da circa 8 mesi. Rientrano in 182 su 203 addetti totali perchè per 2 settimane c'è da lavorare una commessa di bramme di acciaio. Rimane regolarmente in attività il Treno nastri 2.

La ripartenza del treno lamiere

I due impianti hanno una differenza nella capacita di laminazione: l’1 può lavorare bramme sino a 1.500 millimetri di larghezza, il secondo, invece, sino a 2.070 millimetri. I 182 - che saranno impiegati per 15 turni settimanali - sono così divisi come specifica la Fim Cisl: 75 esercizio, 46 torneria cilindri, 29 manutenzione meccanica e 32 manutenzione elettrica. Provengono in circa 100 dalla cassa, in 43 dalle rotazioni e in 39 da altri reparti. Al Treno lamiere ci sono invece 30mila tonnellate da eseguire per 4 settimane, mentre i 100 manutentori che rientrano,

andranno in circa 8 al magazzino generale, carroponti e piazzale; in 40 all'officina elettrica nelle sue varie articolazioni; in 35 alla carpenteria; in 19 alla riparazione locomotori. Attualmente nello stabilimento di Taranto é in corso da fine dicembre la seconda proroga della cassa integrazione ordinaria (durata 13 settimane) per crisi di mercato, cominciata a luglio e prorogata una prima volta a fine settembre. La cassa integrazione in corso riguarda 1273 addetti di ArcelorMittal (su una forza organica di 8200 a Taranto) ed é stata avviata senza intesa col sindacato. I 1273 vanno intesi come punta massima che però, come già accaduto nella prima fase di proroga, non viene raggiunta. La richiesta di far tornare i manutentori al lavoro era stata avanzata da tempo in considerazione della necessitá di lavori e ripristini esistente nel siderurgico anche al fine di migliorarne la sicurezza.

Segnali di ripresa nella produzione

Intanto migliora la produzione del siderurgico a Taranto. Secondo fonti vicine all'azienda, negli ultimi giorni si è registrata una decisa inversione di tendenza nei livelli di utilizzazione degli impianti dello stabilimento. La produzione di acciaio è stata di circa 13mila tonnellate medie giornaliere con un picco, il 15 febbraio scorso, di 15.300 tonnellate pari a 52 colate. Ieri il Treno Nastri 2 ha prodotto 15.261 tonnellate dopo aver toccato le 15.921 tonnellate i primi giorni di febbraio, dati - si osserva - che non si registravano da almeno un anno.

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