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Ex Ilva, tre esplosioni in acciaieria 2 durante la notte

L’incidente avvenuto nell’impianto al servizio del Convertitore 1. Nessun ferito. Sospesa la decisione di fermare l’acciaieria 1

di Domenico Palmiotti


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(Ansa)

3' di lettura

Un paio di deflagrazioni, per fortuna senza feriti, nè altre gravi conseguenze, mettono fuori uso l’impianto Idf a servizio del convertitore numero 1 dell'acciaieria 2 del siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva, a Taranto. È accaduto il 22 gennaio intorno alle 4,30. “Si sono aperti diversi squarci alle tubazioni nei pressi del pulpito stiring, laddove - affermano Fiom Cgil e Uilm - c'è transito di personale per le normali attività di affinazione”.

La conseguenza immediata è che il convertitore, uno dei tre di cui dispone l'acciaieria 2, non si può più usare per ora e quindi salta, al momento, la decisione di ArcelorMittal di fermare, dal 23 gennaio, l'acciaieria 1 e far lavorare solo la 2.

Incontrando i sindacati il 22 gennaio, l'azienda ha infatti confermato che tutto è congelato per almeno due settimane tra valutazione dell'accaduto, del danno, sua quantificazione e riparazione. Secondo fonti sindacali, ArcelorMittal ha dichiarato che negli ultimi 20 anni non si è mai verificata una cosa del genere a quest'impianto, segnato, dopo l'esplosione, da squarci molto ampi. I sindacati hanno ribadito ad ArcelorMittal che non si deve trattare solo di un ripristino temporaneo della marcia a due acciaierie perché lo stato della fabbrica non consente di andare ad una. Si riaccende, quindi, l'acciaieria 1 e resta in funzione anche la 2 che però marcerà con due convertitori su tre.

Tutto era pronto per questo piano aziendale tant'è che già dal 22 gennaio il personale dell'acciaieria 1 era stato avviato alla cassa integrazione ordinaria: 250 su 477, mentre i restanti 222 sarebbero stati ripartiti tra acciaieria 2 e attività di presidio presso la stessa 1.

Secondo fonti sindacali, già dal mattino del 22 gennaio ArcelorMittal sta richiamando il personale in precedenza avviato alla cassa. Le stesse fonti dicono che c'è stato un cedimento della condotta del cono trattamento del gas. Idf è un impianto che serve al trattamento del gas. Da parte dell'azienda stanno ora valutando tecnicamente i tempi di intervento dopo quanto accaduto.

I livelli di produzione
A spingere ArcelorMittal ad usare solo una delle due acciaierie, è il basso livello di produzione della ghisa. Determinato da crisi del mercato, calo di domanda e problemi tecnici - col quarto sporgente portuale ancora sequestrato - nell'approvvigionamento delle materie prime. Con tre altiforni in marcia, l'1, il 2 e il 4, si viaggia ogni giorno dalle 11.000 alle 11.500 tonnellate. E per ArcelorMittal è quindi sufficiente tenere attiva solo l'acciaieria 2. Tale stato di cose sarebbe dovuto durare sino a fine marzo, poi sarebbe stata fatta una nuova valutazione.

Cosa sono i convertitori e come funzionano
Il convertitore è uno snodo centrale dell’acciaieria perché qui la ghisa che arriva dagli altiforni con i carri-siluro, viene appunto convertita in acciaio. Tenendo ferma l'acciaieria 1 e avendo solo due convertitori nella 2, il siderurgico avrebbe un insufficiente numero di convertitori a disposizione perché lo schema sinora usato nella 2 prevedeva che vi fossero due operativi ed uno fermo - in manutenzione - da alternare con gli altri. Ricollocando tutta l'attività sull'acciaieria 2, è stato invece previsto un uso più intenso di tutti e tre. Cioè, due convertitori sempre in attività ed uno pronto all'uso e non più fermo.

La protesta sindacale
Già quando il 20 gennaio ArcelorMittal ha comunicato la sua scelta di fermare l'acciaieria 1, le sigle metalmeccaniche hanno protestato dichiarando che per come è messa la fabbrica e per le manutenzioni ordinarie e straordinarie non effettuate, non si poteva andare solo con la 2. Tant'è che nelle ore successive hanno evidenziato ad ArcelorMittal una serie di episodi: perdita e presenza d'acqua in alcuni punti dell'impianto, con rischio di esplosione che avrebbe potuto coinvolgere gli addetti, e slopping (nuvole rossastre con polvere di ferro causate da cattivo funzionamento). “È evidente che le condizioni nelle quali versano gli impianti non consentono l'incremento di marcia dell'acciaieria 2 con il fermo della 1” sostiene la Fim Cisl E Fiom e Uilm aggiungono: “Arcelor Mittal deve tornare sui suoi passi e sospendere immediatamente la scelta unilaterale di fermare l'acciaieria 1 in quanto, i continui rinvii e ritardi su manutenzione ordinaria e straordinaria determinano, in caso di aumento produttivo, situazioni di pericolosità sia dal punto di vista della sicurezza che dell'ambiente”.

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