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Ex Ilva, sciopero a oltranza sospeso in attesa dell’incontro al Mise

Sono ormai quasi nulle le speranze di ritrovare in vita a Taranto il gruista di ArcelorMittal, ex Ilva, che ieri sera, a causa di una tromba d'aria, è finito in mare con lo schianto della gru sulla quale stava operando. La gru, ubicata con le altre sullo sporgente portuale della fabbrica, è la stessa che a fine novembre 2012 segnò un'altra tragedia

di Domenico Palmiotti


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La gru abbattuta dal vento all’ex Ilva di Taranto (Ansa)

3' di lettura

Ormai nulle le speranze di ritrovare in vita il gruista di ArcelorMittal Cosimo Massaro - precipitato in mare nella serata del 10 luglio nel crollo della gru sulla quale si trovava, colpita da una tromba d’aria -, è in continua evoluzione lo scontro nel siderurgico ex Ilva di Taranto.
I sindacati metalmeccanici hanno sospeso lo sciopero ad oltranza
in corso a Taranto dalla notte di mercoledì 10 luglio: la sospensione è scattata alle ore 23.00 di giovedì sera in attesa di verificare gli esiti dell’incontro promosso dal ministro Di Maio lunedì prossimo al Mise. «L’incontro ministeriale -dicono - deve essere l’inizio di un percorso necessario a produrre delle scelte radicali e un cambiamento su temi importanti quali la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini».

Definisce lo «sciopero legittimo» il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, su Facebook «e che ovviamente sostiene le ragioni degli oltre 10.000 padri e madri di famiglia che lavorano e chiedono piu' sicurezza in quello stabilimento, che è grande tre volte la città di Taranto». Di Maio prosegue: «Per effetto di questo sciopero i forni della fabbrica rischiano di spegnersi in modo irreversibile. Ho deciso subito di convocare al ministero dello Sviluppo economico i sindacati dei lavoratori e il gestore dell'impianto per trovare una soluzione. La convocazione è per lunedì mattina»

L'azienda chiede di allentare la morsa per garantire le necessarie condizioni di sicurezza ed evitare che pure l'altoforno 1 sia fermato. ArcelorMittal incontra i sindacati e il prefetto di Taranto, Antonella Bellomo, e prospetta la questione. Lo scenario evocato è quello di fermare tutta l'area a caldo non potendo andare avanti per lo sciopero ad oltranza. In particolare, ArcelorMittal comunica che dalla scorsa notte «ha immediatamente avviato un rallentamento della produzione a Taranto con l'obiettivo di mettere in sicurezza lo stabilimento nel pieno rispetto delle normative ambientali». Si delinea anche l'ipotesi di una precettazione del personale strettamente necessario a gestire l'emergenza degli impianti.

Nessuna sospensione o rimodulazione dello sciopero in atto, dicono Fim, Fiom e Uilm, perchè non ci sono le condizioni. Anche i sindacati vanno dal prefetto e dichiarano che «in assenza di precise assunzioni di responsabilità e soluzioni da parte delle istituzioni interessate, proseguiranno con lo sciopero e metteranno in campo ulteriori iniziative di mobilitazione. In queste ore - affermano i sindacati - si sono aggiunte allo sciopero dei metalmeccanici territoriali e di gruppo, anche tutte le altre categorie di lavoratori impiegate a vario titolo nello stabilimento siderurgico».

Domani, 12 luglio, infatti sciopereranno a Taranto i lavoratori dell'indotto, appalto, servizi e interinali. La richiesta è di un tavolo istituzionale straordinario per cambiare “radicalmente” la situazione della fabbrica. «Da autorità sanitaria sono molto preoccupato che la situazione che si sta determinando all'interno dello stabilimento possa aggravare un equilibrio ambientale e condizioni di sicurezza già evidentemente molto delicate» commenta il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

Sul fronte delle ricerche del gruista disperso, nessuna novità. Con la tromba d'aria che si avvicinava, l'uomo avrebbe cercato di uscire dalla cabina di guida ma l'ha trovata bloccata. Ha poi usato, secondo le testimonianze di un collega, una scaletta di emergenza ma è stato travolto dal crollo di tutta la gru, alta un'ottantina di metri. La Procura ha sequestrato l'area e avviato le indagini mentrela Capitaneria di porto ha interdetto la navigazione a partire dalla banchina e per un raggio di 250 metri. «La forte tempesta abbattutasi - spiega la Capitaneria - ha provocato un cedimento a catena di tre gru posizionate sulla banchina». Su una, «si trovava il gruista disperso, caduta nello specchio acqueo antistante la banchina stessa. Le ricerche dell'operaio disperso sono rese difficoltose a causa della torbidità delle acque e del pericolo conseguente alla presenza dei rottami e delle gru pericolanti». Gru, dice la Capitaneria, “rese instabili” dalla tromba d'aria. Gru e dinamica dell'incidente sono uguali a quelle di novembre 2012. Ci fu un tornado, si spezzò la gru Dm5, la stessa di ieri sera, e il gruista che la manovrava, Francesco Zaccaria, finì in mare, dove dopo qualche giorno lo ritrovarono senza vita i sommozzatori. Un episodio richiamato dal governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, per il quale «in queste condizioni la produzione non può proseguire. La produzione - prosegue - deve essere fermata. Non si può continuare a far funzionare quello stabilimento in quelle condizioni».

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