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Ex Ilva, Urso: rivedere l’assetto dell’azienda per rispettare gli impegni

In discussione l'uso del miliardo di euro inserito nel dl Aiuti Bis. I sindacati: lunedì quattro ore di sciopero a livello nazionale

di Domenico Palmiotti

Ex Ilva, Urso: “La nostra strategia è delineare futuro per acciaieria italiana”

3' di lettura

«Il nostro obiettivo è quello di riequilibrare la governance in modo che davvero ci sia una risposta rispetto agli impegni». Così su Acciaierie d'Italia, ex Ilva, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel vertice del 17 novembre con sindacati, Confindustria, Invitalia, Ilva in amministrazione straordinaria (proprietaria degli impianti) ed enti locali, vertice tenuto insieme al ministro del Lavoro, Marina Calderone. L'azienda non c'era, sebbene invitata.

Il riferimento al riequilibrio fatto da Urso è relativamente all'uso del miliardo di euro inserito nel dl Aiuti Bis e affidato a Invitalia per interventi sul capitale e rafforzamento patrimoniale dell'ex Ilva. In sostanza, il Governo punta ad usare questo miliardo per cambiare gli attuali rapporti col privato Mittal, che oggi detiene la maggioranza della società. Urso ha parlato di impegni «che la stessa azienda ha preso e che noi riteniamo devono essere rispettati pienamente secondo le scadenze che sono state date nei precedenti accordi. Su questo c'è la nostra volontà e credo che insieme ce la possiamo fare».

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E in quanto a Invitalia, cui è stata affidata la gestione del miliardo, l'ad Bernardo Mattarella, riferiscono alcune fonti, ha detto che «noi siamo un socio pubblico per conto del Governo con cui condivideremo le soluzioni migliori per l'azienda, per le lavoratrici e i lavoratori, le società dell'indotto e il territorio». Invitalia è partner pubblico di minoranza del privato Mittal in Acciaierie d'Italia. Urso, inoltre, ha anche nuovamente auspicato che Acciaierie d'Italia riconsideri a breve la sospensione di 145 imprese appaltatrici dell'indotto siderurgico. Sospensione - Urso lo ha ribadito - ritenuta «improvvisa, improvvida e “ingiustificata».

Le reazioni delle sigle metalmeccaniche

I sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, che hanno intanto promosso quattro ore di sciopero in tutto il gruppo ex Ilva lunedì prossimo, spingono molto perchè il miliardo di Aiuti Bis sia usato per portare lo Stato in maggioranza nell'azienda, cioè al 60 per cento. Direzione di marcia che l'Esecutivo è propenso a valutare. «Abbiamo chiesto al Governo di lavorare per il riequilibrio del rapporto tra Stato, Invitalia ed ArcelorMittal. Ci vuole del tempo ma questa è la direzione che va presa. Il ministro ha risposto che non accetterà di dare nuove risorse in una situazione cristallizzata e incancrenita», è il commento di Roberto Benaglia della Fim Cisl. Per Michele De Palma, della Fiom Cgil, «é necessario che ArcelorMittal torni nelle mani pubbliche, in una gestione pubblica, e torni a contrattare con i sindacati, il rilancio del lavoro, la tutela dell'occupazione, le condizioni di salute e sicurezza e l'ambientalizzazione delle produzioni». Secondo Rocco Palombella, della Uilm, «c'é bisogno che il Governo prenda atto che l'unica azione è quella di riprendersi il controllo dell'azienda, bisogna nazionalizzare. Se loro non nazionalizzano, la situazione peggiorerà ancora di più». L'assenza di Acciaierie d'Italia al vertice è stato commentato dalla Uilm come «uno schiaffo al Governo che si è appena insediato». Intervenuti anche gli enti locali.

Emiliano: Stato riacquisisca il controllo

Per Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, «se è vero che si tratta di un’azienda strategica, lo Stato deve riacquisire il controllo strategico, anche con un partner privato che però non potrà comportarsi come se l’azienda fosse sua ma dentro una responsabilità condivisa con lo Stato». Mentre il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha sostenuto che «non esiste una relazione positiva con la componente privata che conduce attualmente gli impianti e l’unico soggetto in grado di fornire garanzie sulla riconversione tecnologica e prospettive serie a lavoratori e cittadini resta il Governo della Repubblica italiana». «Comune e Provincia di Taranto - ha detto Melucci - saranno lealmente a disposizione del Governo all'interno di un processo che conduca a un accordo formale e strategico, che abbia all’interno una valutazione corretta delle implicazioni ambientali, sanitarie, energetiche, urbanistiche e in generale delle ricadute per la città».

Bernabè (AdI): Stato e Mittal si incontreranno a breve

«Lo Stato e ArcelorMittal si incontreranno già nei prossimi giorni e decideranno come proseguire, se lo riterranno, in questa collaborazione. Dal punto di vista del governo l'impegno sicuramente c'è, aspettiamo di sapere se si concretizzerà in un accordo forte o meno con il partner». Lo dichiara il presidente di Acciaierie d'Italia, Franco Bernabè, a Siderweb. «Le due parti - aggiunge - devono incontrarsi e decidere cosa intendono fare. L'idea originaria era chiara. Il cambio di Governo da questo punto di vista non ha aiutato perché la situazione è così delicata che non può non avere il consenso e il supporto del Governo e il partner ArcelorMittal deve essere tranquillizzato del fatto che l'atteggiamento dello stesso esecutivo non cambi nel tempo».

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