SIDERURGIA

Ex Lucchini, a Piombino gli applausi degli operai a Sajjan Jindal

di Matteo Meneghello

3' di lettura

È arrivato da Roma, dove con tutta probabilità ha avuto un breve colloquio con il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio; è ripartito per Milano, dove oggi dovrebbe incontrare alcuni fondi intenzionati a investire nell’acciaio. Alle stanze ovattate dei ministeri e i salotti della finanza, però, Sajjan Jindal, chairman dell’indiana Jindal south west, ha senza dubbio preferito il bagno di folla con gli operai di Piombino, che ieri hanno salutato con entusiasmo i suoi progetti per fare ripartire la ex Lucchini. «È stato grande vivere l’energia di tutti gli operai di Piombino - ha twittato Jindal a pochi minuti dalla conclusione dell’assemblea, organizzata all’interno del teatro Metropolitan -, vale a dire i nuovi membri della famiglia del gruppo Jsw. Il nostro impegno - ha aggiunto - è riportare Piombino agli antichi fasti». La giornata piombinese, che è servita a Sajjan Jindal anche per visitare gli impianti e per nominare il nuovo Cda della ex Lucchini, è stata, nel giudizio dell’uomo d’affari (guida una realtà conglomerata con una capacità di 18 milioni di tonnellate e 12mila dipendenti nella divisione acciaio) «fruttuosa. La fabbrica ha le potenzialità per diventare una delle migliori realtà siderurgiche» d’Europa, ha detto, e i vertici indiani non hanno dubbi sul fatto che Jsw riuscirà a raggiungere questo obiettivo.

«Mi è stato detto - ha spiegato Jindal agli operai - che Piombino ha una grande storia nella produzione di acciaio, che è stato il primo impianto a produrre acciaio. Vi garantisco che sarà uno dei più importanti siti in Europa. Vogliamo portare al massimo della capacità - ha aggiunto - gli impianti di laminazione esistenti, e far sì che il porto si sviluppi con la sua capacità operativa. E poi vogliamo costruire una nuova acciaieria nel massimo rispetto ambientale. Questo è il mio desiderio ed è quello che voglio realizzare». Il chairman di Jsw ha aggiunto che quello di Piombino «è il primo investimento in Europa, vogliamo che sia un investimento di successo».

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Soddisfatti, in città, i principali protagonisti di questa lunga stagione di difficile transizione dal fallimento del piano di rilancio degli algerini di Cevital, precedenti proprietari. Per il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, Jsw è «un gruppo affidabile che supporta la voglia di ripartenza della nostra città». Jindal «è partito nel modo giusto - ha detto il presidente della Toscana, Enrico Rossi -. Continui su questa strada e dalla Regione avrà il massimo della collaborazione possibile». Lorenzo Fusco, segretario provinciale della Uilm ha registrato «un’iniezione di fiducia. L’intervento, apprezzato da tutti i lavoratori, è stato sobrio e realistico, senza eccessi o false promesse. I lavoratori chiedono un po’ di serenità dopo troppi anni di delusioni e sacrifici. Ora il prossimo passo spetta al gruppo Jindal: faccia ripartite quanto prima la fabbrica».

Entro breve i vertici indiani incontreranno i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm. In una nota unitaria letta ieri durante l’assemblea, il sindacato ha sottolineato che «oggi lo stabilimento è fermo» e hanno chiesto a Jindal di «realizzare quanto prima gli interventi necessari per fare ripartire da subito i tre treni di laminazione per potere riacquisire fette di mercato, a partire dalla commessa di un cliente determinante come Fs». Il secondo step del piano di Jsw (l’investimento stimato è un miliardo di euro) prevede entro due anni anche la costruzione di un’acciaieria a forno elettrico a sostegno di un nuovo laminatoio per piani, con l’obiettivo di produrre a regime circa 2 milioni di coils. «Se gli impegni che Jsw ha preso saranno mantenuti - proseguono i sindacati - siamo certi che si potrà tornare a produrre acciaio a Piombino», anche per questo «chiediamo di anticipare al massimo gli investimenti previsti per ritornare a produrre acciaio, unico modo per garantire la completa occupazione ed il solo modo per rendere competitivo lo stabilimento».

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