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Ex Portello, salta anche il piano Vitali

di Sara Monaci

2' di lettura

A inizio marzo è stato l’incontro con il Comune di Milano e l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran a mettere un freno al progetto “Milano Alta” del gruppo Vitali-Stam per la riqualificazione dell’area Portello di Milano.

Ora sta andando in questa direzione anche la Fondazione Fiera Milano, l’ente controllato da Comune e Regione Lombardia che ha bandito la gara due anni fa (in quanto proprietario dei terreni e dei padiglioni), i cui vertici stanno valutando di rescindere il contratto e voltare pagina, nonostante gli ultimi tentativi del gruppo di modificare il piano finanziario, sostenendo di poter avere anche altri partner (oltre Stam).

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La proposta originaria di Vitali-Stam è stata oggetto di un dibattito iniziato mesi fa, subito dopo l’insediamento del sindaco Giuseppe Sala: si sono susseguite lettere e risposte, richieste di modifiche e incontri. La tensione è salita. Ora si potrebbe rapidamente andare verso un punto di rottura.

Nemmeno l’ente presieduto da Giovanni Gorno Tempini, infatti, sembra intenzionato a dare il gradimento a quel progetto, che pur avendo subito qualche cambiamento come richiesto da Palazzo Marino e Fondazione Fiera, risulta inadeguato per il Portello, quartiere d’ingresso di Milano per chi arriva da Nord, una delle principali zone che l’amministrazione intende rilanciare, dopo la rinuncia alla costruzione dello stadio da parte del Milan.

Il gruppo Vitali-Stam era arrivato secondo alla gara, e dopo la rinuncia della società calcistica è subentrato. Era l’epoca della presidenza di Benito Benedini alla Fondazione Fiera, e questo doveva essere il suo fiore all’occhiello, ma il bilancio si conclude con un nulla di fatto, una causa legale appena chiusa e un’altra probabilmente in arrivo. La prima, con il Milan, si è conclusa con una transazione dopo un tira e molla durato un anno e mezzo. Quella con Vitali-Stam è possibile che possa prendere piede con le stesse dinamiche, anche se non si esclude che si trovi un’intesa amichevole.

Vitali prevedeva un investimento di oltre 100 milioni per realizzare un complesso architettonico polifunzionale con servizi alla persona. Nel piano ci sarebbe anche un percorso ciclo-pedonale sopraelevato, la green street, da piazza Gino Valle a CityLife, e un hotel da 350 camere.

Nei termini economici dell’accordo c’era anche un canone per la concessione del padiglione 1-2 della Fiera (1,5 milioni annui per 2016 e 2017 e da 3 milioni dal 2018). Il gruppo Vitali ha chiesto poi di cambiare gli accordi e alla fine il punto d’incontro sarebbero stati 9 milioni di compensazioni che la Fondazione avrebbe dovuto riconoscere al gruppo. Successivamente il disegnourbanistico è stato in parte modificato dopo le richieste della Giunta: né parcheggio né cinema multisala. I dettagli potrebbero definirsi in settimana. Ma pare che per il Portello si dovrà pensare ad altro.

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