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Exor aggiorna i massimi storici dopo cessione PartnerRe a Covea

La controllata della holding della famiglia Agnelli-Elkann passa di mano a 9 miliardi di dollari. Un primo accordo era saltato l'anno scorso a causa del Covid

di Stefania Arcudi

Il presidente e Ceo di Exor, John Elkann

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Exor, in cima al FTSE MIB fin dalle prime battute, preme sull'acceleratore all'indomani dell'accordo con Covea per cedere la controllata americana delle riassicurazioni PartnerRe per 9 miliardi di dollari. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi è dunque arrivata la conferma della nuova operazione (un primo accordo tra Exor e Covea su PartnerRe, allo stesso prezzo, era saltato lo scorso anno a causa dell'esplosione dell'emergenza Covid).
Il titolo della holding della famiglia Agnelli-Elkann è arrivato fino a 83,44 euro, aggiornando ulteriormente al rialzo il massimo storico intraday (il 28 ottobre si era riportato sopra gli 80 euro, con il nuovo record di chiusura a 80,52 euro e dopo avere toccato durante la giornata gli 82,22 euro). A spingere il titolo è appunto la firma del memorandum d'intesa per la cessione di PartnerRe, che, tra le altre cose, prevede che Covea, una volta conclusa la consultazione obbligatoria con i comitati aziendali, sottoscriva un accordo definitivo per l’acquisizione della società di riassicurazione globale interamente posseduta da Exor.

Il corrispettivo in contanti, pari a circa 7,7 miliardi di euro, sarà pagato da Covea al perfezionamento dell’operazione e si basa su un valore consolidato del patrimonio netto di 7 miliardi di dollari. Le azioni privilegiate emesse da PartnerRe e quotate sul Nyse non fanno parte della proposta di acquisizione. «Con la cessione di PartnerRe a 9 miliardi di dollari, il Nav di Exor sale del 5% e lo sconto al 36%, la posizione finanziaria netta passa da un debito di 3,1 miliardi di euro a una cassa per oltre 4 miliardi (pari al 14% del Nav), la capacità di investimento teorica sale a 8-9 miliardi e il capital gain esentasse è di circa 3,2 miliardi di dollari, visto che Exor la comprò nel 2016 per 6,7 miliardi di dollari», commentano gli analisti di Equita, che tra gli scenari più probabili per l'utilizzo del cash includono «la distribuzione di un dividendo straordinario, la diversificazione nel settore del lusso dove Exor nell'ultimo anno ha già realizzato due investimenti (Christian Louboutin e in Cina Shang Xia che insieme rappresentano il 2% del Nav, senza dimenticare i rumor su Armani) e il buy-back in subordine».

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