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Exor in coda al Ftse Mib dopo i conti, giù anche la Juve

La società sarà quotata solamente ad Amsterdam: il titolo uscirà dall'indice Ftse Mib il 16 settembre e sarà delistato in Italia dal 27 settembre

di Stefania Arcudi

(AFP)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Battuta d'arresto per Exor a Piazza Affari all'indomani della pubblicazione dei conti, che hanno messo in luce per il primo semestre un utile netto in forte calo (-68% a 265 milioni di euro), un Nav di 25,505 miliardi (da 31,069 miliardi al 31 dicembre) e un debito netto di 4,5 miliardi, «leggermente peggiore delle stime per maggiori investimenti in partecipazioni minori che non erano stati annunciati», segnalano gli analisti di Equita.

Exor ha segnalato che la riduzione è dovuta soprattutto al risultato negativo di PartnerRe, che nel primo semestre 2022 ha perso 1,06 miliardi di euro, ma anche alla perdita di Gedi per 22 milioni, di cui 19 milioni attribuibili a Exor, e alla perdita di Juventus per 132 milioni, di cui 84 milioni attribuibili alla quota detenuta da Exor (i dati ufficiali della semestrale del club saranno approvati dal Cda entro fine settembre). Questo si riflette anche sull'andamento del titolo di Juventus (-4,85%, al momento tra le peggiori).

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In realtà, come spiega Equita, dai risultati del primo semestre «sono emersi pochi spunti, in attesa del delisting», visto che, come già annunciato, la società sarà quotata solamente ad Amsterdam (il titolo uscirà dall'indice Ftse Mib il 16 settembre e sarà delistato in Italia dal 27 settembre).

Tornando ai conti di Exor, la posizione finanziaria netta è stata negativa per 4,546 miliardi di euro, in peggioramento di 662 milioni, soprattutto per il pagamento di 746 milioni all'Agenzia delle Entrate, per investimenti (355 milioni), dividendo (100 milioni), buyback (100 milioni) e spese solo parzialmente compensate dai dividenti ricevuti per 794 milioni di euro. Ad ogni modo, secondo gli analisti, i dati sull'utile «sono comunque poco significativi in quanto di fatto sono la somma algebrica del pro-quota dei risultati delle controllate» e «il fair value degli asset minori non quotati è aumentato di 0,3 miliardi (in prevalenza Loubotin e i nuovi investimenti di Exor Seeds), che nell'attuale contesto macroeconomico riteniamo difficilmente confermabile a fine anno, comunque con impatto modesto sul Nav».


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