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Gedi, Exor compra la quota Cir per 102,4 milioni: poi l’Opa a 0,46 euro. Titolo (+61%) si allinea

Un’offerta da 0,46 euro per azione per una valorizzazione di Gedi di 233 milioni di euro. Queste le cifre dell’accordo per il passaggio del 43,78% del capitale da Cir a Exor.

di Andrea Biondi


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(IMAGO ECONOMICA)

2' di lettura

Un’offerta da 0,46 euro per azione per una valorizzazione di Gedi Gruppo Editorialedi 233 milioni di euro. E in questo quadro i De Benedetti non usciranno del tutto dall’editoria e dal gruppo ma rimarranno in Gedi con una quota del 5%, riacquistata al valore corrispondente al prezzo dell’Opa che sarà lanciata da Exor tramite una società di nuova acquisizione.

Gedi si allinea in pre-apertura al prezzo dell'offerta: il titolo in pre-apertura segna un +60,92% a 0,457 euro. Lunedì il titolo Gedi è stato sospeso tutta la seduta attorno a 0,28 euro.

Eccoli i dettagli dell’accordo vincolante per il trasferimento da Cir a Exor della partecipazione in Gedi, pari al 43,78% del capitale.

All’esito del closing Exor – che ha quindi valorizzato 102,4 milioni il 43,78% di Gedi in mano a Cir per un prezzo di 46 centesimi ad azione a fronte dei 28 centesimi di chiusura dell’ultima seduta in Borsa – e «che per l’operazione farà impiego di mezzi propri» avvierà «per il tramite di una società per azioni di nuova costituzione un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria (“Opa”) sulle azioni Gedi non già detenute».

Cir dal canto suo «intende reinvestire nella nuova società, al valore corrispondente al prezzo dell’Opa, acquisendo una quota pari al 5% di Gedi in trasparenza, al fine di accompagnare l’evoluzione della società editoriale nei prossimi anni. Exor e Cir stipuleranno alcuni accordi concernenti il reinvestimento e la loro partecipazione nella nuova società, prevedendo tra l'altro il diritto di Cir di essere rappresentata nel consiglio di amministrazione di Gedi e le usuali pattuizioni concernenti vincoli agli atti di disposizione delle azioni».


«Oltre a portare l'esperienza maturata nel settore, anche a livello internazionale, Exor assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le
trasformazioni sul piano tecnologico e organizzativo. Siamo
convinti che il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se
saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza
con le esigenze dei lettori, di oggi e di domani» ha commentato John
Elkann, presidente di Exor.


«Passiamo il testimone ad un azionista di primissimo livello, che da più di due anni partecipa alla vita della Società, che conosce l'editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti e che anche grazie alla
propria proiezione internazionale saprà sostenere il gruppo nel
processo di trasformazione digitale in cui esso, come tutto il
settore, è immerso» ha commentato il presidente di
Cir, Rodolfo De Benedetti.

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