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Exor più ricca e diversificata: «Saremo i primi soci»

Nell’arco di dieci anni il valore di Borsa è cresciuto di almeno dieci volte

di Laura Galvagni

(Afp)

3' di lettura

Ricca e diversificata, complice un portafoglio investimenti “equilibrato”. La Exor di oggi è anni luce distante da quella che nel 2009 ha preso vita sulla scorta della fusione delle storiche cassaforti della famiglia Agnelli Ifi e Ifil e potenzialmente lo sarà ancora di più quando verrà completato lo scorporo di Iveco da Cnh. Già nei giorni scorsi gli analisti ipotizzavano che l’operazione può valore 5 miliardi di capitalizzazione in più per le macchine agricole a cui si andrebbe a sommare il debutto sul listino di una nuova entità valutabile attorno ai 7 miliardi.

Numeri, sulla carta, che andranno a beneficio del net asset value di Exor che già negli ultimi dieci anni ha compiuto un vero e proprio balzo. Quando è nata aveva un nav di appena 3,9 miliardi di euro, ieri quello stesso valore si aggirava attorno ai 21,4 miliardi (23,5 miliardi di dollari). Una creazione di valore frutto di acquisizioni, vendite e operazioni di scorporo che nell’arco di due lustri hanno non solo mutato il profilo della holding ma anche fatto la fortuna dei suoi azionisti. In proposito parla chiaro la performance di Borsa: il valore è cresciuto di almeno 10 volte per un total return che è stato calcolato, compresi i dividendi incassati, al 1057%. D’altra parte ieri il titolo, sebbene in discesa dello 0,36%, ha chiuso a 61,6 euro. Lo stesso dicasi per chi era semplice azionista di Fiat Group nel 2009: all’epoca la società trattava a 3,6 euro, oggi quello stesso socio che ha partecipato ai vari scorpori (primo Fiat Industrial che poi ha dato a vita a Cnh Industrial, e poi a Ferrari) e ha mantenuto quell’azione in portafoglio si ritrova con 40,5 euro. Somma che vale un total return anche in questo caso superiore a mille.

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L’obiezione, che spesso viene mossa, è che tutto questo ha creato una “ricchezza effimera” nella misura in cui i passi compiuti hanno una logica prettamente finanziaria e scarso contenuto industriale. È realmente così? La ratio di alcune operazioni ha dei chiari fondamenti strategici. Ferrari, per esempio, separata da Fca ha espresso tutto il suo potenziale in Borsa e ha dimostrato ampiamente di poter camminare da sola. Fiat Chrysler, invece, è stata messa nelle condizioni di poter trovare quel partner di cui si parla da tempo. La vendita di Magneti Marelli, al contrario, è stata la semplice valorizzazione di un asset chiave con lo scopo principale di fare cassa. Diversamente, si fa notare, la mossa Cnh, che andrà a creare due entità distinte, Iveco e Powertrain da un lato e macchine agricole dall’altro, va nella stessa direzione di Fca-Ferrari: permettere a due realtà sulla carta affini ma nei fatti distinte di imboccare un proprio percorso di crescita. Per questo, come è avvenuto con la Rossa, Exor continuerà a essere azionista di riferimento di entrambe le società anche dopo il completamento dello spin-off. La holding controllata dalla famiglia Agnelli, hanno fatto sapere da Torino, «sostiene il nuovo piano industriale di Cnh Industrial» che prevede «obiettivi di crescita fortemente positivi in termini di redditività» e che include «lo spin-off a inizio 2021» delle attività “On-highway” (Iveco e Fpt industrial) da quelle “Off-highway” (mezzi agricoli, per costruzioni e speciali), entrambe «focalizzate a creare valore per le rispettive aree». «Questo - ha sottolineato il presidente John Elkann - è pienamente allineato con il nostro approccio di lungo termine di sostenere i manager con visione e determinazione per costruire grandi società per il beneficio di tutti gli azionisti».

Beneficio che, leggendo superficialmente alcuni numeri, andrebbe oltre le mere performance di Borsa. Nel 2009 Fiat Group aveva un giro d’affari di 50 miliardi e 190 mila dipendenti, mentre nel 2018 Fca più Cnhi e Ferrari hanno generato un fatturato di 138,1 miliardi di euro (267 mila dipendenti, di cui 198 mila relativi al gruppo automobilistico che ha inglobato l’americana Chrysler).

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