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Exor triplica l’utile grazie alla vendita di Magneti Marelli

Dalla cessione dell'asset benefici per un miliardo. Debito giù a 2,5 miliardi. I profitti a quota 2,43 miliardi di euro. Il Nav sale a 23,8 miliardi di dollari

di Laura Galvagni


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AGF

2' di lettura

A Borsa chiusa, dopo la performance positiva di tutte le partecipate con Cnh Industrial che è salita del 3% e Fca del 2,29%, Exor ha diffuso i dati del primo semestre del 2019. Sei mesi durante i quali la holding della famiglia Agnelli ha visto crescere il net asset value, aumentare i profitti (complice la valorizzazione di Magneti Marelli) e diminuire il debito. In particolare, Exor ha segnato un utile più che triplicato a 2,43 miliardi di euro contro i 741 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Il balzo, per complessivi 1,68 miliardi, è da ricondurre principalmente alla performance delle controllate e ingloba gli effetti positivi della vendita di Marelli che ha fruttato circa 1 miliardo di plusvalenza alla cassaforte.

In questo quadro il net asset value della società, al 30 giugno scorso, ha raggiunto quota 23,88 miliardi di dollari contro i 19,74 miliardi del 31 dicembre 2018. Un’ascesa che ha spinto il nav per azione a 101,06 dollari rispetto agli 82,33 dollari di fine anno. Giusto ieri il titolo Exor ha archiviato le contrattazioni in rialzo dell’1,04% a 62,26 euro. Ciò significa che Exor tratta in Borsa a uno sconto sul net asset value prossimo al 33%. La forbice, dunque, potenzialmente potrebbe chiudersi ancora un po’. E i dati sul debito potrebbero aiutare. La posizione finanziaria netta al 30 giugno era infatti negativa per 2,5 miliardi di euro in miglioramento di 734 milioni rispetto al dato al 31 dicembre pari a 3,255 miliardi di euro. Un decremento frutto delle cedole incassate, 1,059 miliardi, solo parzialmente impattato dal pagamento del dividendo (100 milioni) e dalle manovre di buy back.

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Come ultimo tassello, cruciale per il futuro della holding, è la recente decisione di Cnh Industrial di procedere con lo spin-off di Iveco e delle attività di Powertrain. Una mossa che sulla carta dovrebbe creare ulteriore valore poiché dovrebbe andare ad incidere positivamente sulla capitalizzazione di Case New Holland, secondo alcuni analisti potrebbe salire addirittura di 5 miliardi, e trasformare la holding nel socio rilevante (con il 26,89% del capitale) di una realtà, quella dei camion e dei motori, in prospettiva candidata a operazioni di consolidamento. Un’entità che, stando alle stime degli esperti, può valere tra i 6 e i 7 miliardi di euro.

Proprio in virtù di questo, Exor continuerà a essere azionista di riferimento di entrambe le società anche dopo il completamento dello scorporo.

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