L’Esposizione mondiale

Expo 2030, parte la campagna per la candidatura di Roma

ll Governo italiano, in partnership con il Comune di Roma, ha presentato la candidatura per ospitare l’Esposizione Mondiale del 2030 nella Capitale

di Gerardo Pelosi

(LAPRESSE)

3' di lettura

La voce è giovanile ma stentorea. E recita con solennità: «Per quasi tremila anni sono cresciuta oltre ogni aspettativa, ho affrontato il mondo, l’ho conquistato, mi sono piegata ma sono sempre risorta. Sono stata la prima nella storia a ospitare un milione di persone, ho fatto crescere leader e visionari, sono un crogiolo di fedi e di culture, ho costruito poli tecnologici e scientifici all’avanguardia, vanto il maggior numero di parchi e riserve naturali. Sono aperta, inclusiva, dinamica e sostenibile. Mi sono reinventata molte, molte volte nel corso dei secoli. Il mio nome è Roma e sono pronta a nascere di nuovo».

Nel video promozionale le immagini del Colosseo, San Pietro e Auditorium

Sul video mandato in diretta all'ufficio centrale del Bie (Bureau International des Exposition) scorrono le immagini del Colosseo, delle grandi aree verdi della capitale, di San Pietro e dell’Auditorium. E' il racconto di una città difficile, amata e maltrattata che si candida ad ospitare l'Expò del 2030. Questa mattina la presentazione ufficiale della candidatura via streaming introdotta dal segretario del comitato, Giuseppe Scognamiglio alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del segretario del comitato per la candidatura Giuseppe Scognamiglio e del presidente del comitato promotore Giampiero Massolo. «A 15 anni da Expo Milano- ha detto Di Maio nel suo intervento alla 169a Assemblea generale che riunisce i 170 Paesi che fanno parte del Bie - il Governo italiano, in partnership con il Comune di Roma presenta la candidatura per ospitare l’Esposizione Mondiale del 2030 a Roma, la Città Eterna».

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Di Maio: Italia condivide obiettivi del Bie

L'Italia, ha aggiunto Di Maio, quale uno degli 11 Paesi fondatori del Bie «condivide la missione di esporre e diffondere gli strumenti a nostra disposizione per rispondere alle esigenze della civiltà e per vincere le sfide del futuro». Sempre oggi insieme all'Italia che ha candidato Roma sono stati presentati anche i progetti per le candidature della Russia, dell'Arabia Saudita, della Corea del Sud e dell'Ucraina che riguardano le città Mosca, Riad, Busan e Odessa. Il titolo proposto per Expo Roma 2030 è “Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione”. Alla base del tema vi è l’esigenza di una rigenerazione del tessuto urbano sulla base di un nuovo modello che ponga la persona, i suoi bisogni e le sue aspettative al centro di una città che sappia conciliare l’innovazione e la bellezza con uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Comincia ora il lungo iter della candidatura

La presentazione della candidatura è solo la prima tappa di una lunga campagna elettorale che si concluderà alla fine del 2023, quando l'Assemblea Generale del Bie voterà per designare la città che ospiterà l'Esposizione Universale del 2030. «Con il tema della rigenerazione urbana - ha spiegato Di Maio - vogliamo sostenere il concetto di una città inclusiva, orizzontale, sostenibile, che superi il contrasto tra periferie e centri urbani. Una città in grado di accelerare sul cammino dell’integrazione di tecnologie innovative in materia di energia, infrastrutture, comunicazione, mobilità, sicurezza, tutela dell’ambiente».

Dalla pandemia al G20: Roma è pronta alla sfida

La pandemia, ha aggiunto il responsabile della Farnesina, «ci ha spinto ad accelerare la trasformazione delle nostre città in ’città intelligenti’ attraverso l’integrazione di tecnologie di innovazione, energia, infrastrutture, comunicazione, mobilità, sicurezza e tutela dell’ambiente. Questi sforzi sono stati anche al centro dell’agenda dell’Italia come presidenza del G20 nel 2021. Expo Roma è disposta a raccogliere questa eredità, contando su un’interazione attiva con il Bureau per identificare strategie e risposte a lungo termine nel nostro cammino verso il 2030».

Gualtieri: cinque ragioni per dire sì a Roma

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri ha dato cinque ragioni per sostenere la candidatura: «Innanzitutto – ha detto - Roma è una città unica che mostra la sua storia di migliaia di anni. A Roma si può osservare come si sono evoluti nei secoli i rapporti tra i popoli e i loro territori. Secondo: Roma è la città con la cintura verde più estesa al mondo, con migliaia di ettari di parchi pubblici e spazi verdi urbani. Terzo: Roma è un bastione della cultura e della scienza. Quarto: Roma è tradizionalmente una città aperta e inclusiva. Infine: il prossimo Giubileo 2025 a Roma manderà un potente messaggio di inclusione, solidarietà e speranza».

Massolo:Roma 2030 una vetrina per i progetti di tutti i Paesi

«La nostra proposta - ha osservato l'ambasciatore Massolo, presidente del comitato promotore - affonda le sue radici nei millenni di storia di Roma, ma ha anche grande fiducia nelle scoperte scientifiche e negli sviluppi tecnologici dei nostri tempi. Con Rome Expo 2030 vogliamo fornire al mondo una vetrina dove ogni Paese può presentare i progetti e le migliori pratiche per far tornare le città ad essere contesti vivibili». Il sistema delle imprese romane è già pronto, sostiene Angelo Camilli, presidente di Unindustria, tra i primi a credere nella candidatura.

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