Sale in zucca

Expo, Dubai dopo Milano occasione di ripartenza per l’economia italiana

Alla nuova Esposizione, al via dal 1° ottobre, il padiglione tricolore metterà in vetrina diversi esempi tangibili di quei progetti-pilota che fanno parte integrante del Pnrr

di Giancarlo Mazzuca

2' di lettura

La vera ripresa economica dell'Italia questa volta partirà forse da lontano: da Dubai dove, dal prossimo 1° ottobre, andrà in onda l'Expo. Alla nuova Esposizione, sei anni dopo quella di Milano, il padiglione tricolore sarà, in effetti, decisamente orientato ai futuri scenari per un motivo molto semplice: metterà in vetrina diversi esempi tangibili di quei progetti-pilota che fanno parte integrante del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, che il governo italiano ha varato per indicare all'Europa le linee-guida degli investimenti attuati con i finanziamenti del Recovery Plan che sono cominciati ad arrivare in questi giorni.

In altre parole – come ha confermato il commissario italiano a Dubai, Paolo Glisenti – l'Esposizione potrà offrire soluzioni concrete di fattibilità del progetto (che qualcuno considera faraonico) messo in piedi da Draghi & C. Basterà, infatti, un rapido giro d'orizzonte nella «kermesse» in programma nella terra degli sceicchi per rendersi conto come il Padiglione Italia sia in fase di allestimento tenendo appunto conto delle sei grandi missioni previste dal Pnrr: 1) digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; 2) rivoluzione verde e transizione ecologica; 3) infrastrutture per la mobilità; 4) istruzione, formazione, ricerca e cultura; 5) equità sociale, di genere e territorio; 6) salute.

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I modelli di allestimento del Padiglione Italia (architettonici, energetici e digitali), realizzati dalle nostre 50 imprese sponsor e partner dell'Expo, hanno dunque una matrice ben precisa. Così come le diverse progettualità - da quelle universitarie a quelle elaborate dai centri di ricerca - che sono al centro del nostro contributo alla maxi-rassegna. Senza contare gli interventi «ad hoc» delle 15 Regioni italiane e delle 14 città della rete metropolitana presenti a Dubai. Esempi tangibili che servono a dimostrare come il Pnrr poggi su basi già esistenti di innovazione, sostenibilità e resilienza inserite nelle attività produttive e nelle strategie di marketing di numerose filiere d'imprese. A questo proposito, non dobbiamo dimenticare che l'Esposizione avrebbe dovuto svolgersi l'anno scorso ma che poi l'appuntamento è stato rinviato per via del Covid.

Ricordo ancora come nel 2015, alla vigilia dell'avvio dell'esposizione di Milano, ci fossero stati molti «Exposcettici» che, in particolare, piangevano lacrime amare sui tanti soldi pubblici spesi per organizzare la manifestazione che ritenevano sprecati, ma i fatti hanno poi dato ragione agli ottimisti perché i benefici della rassegna lombarda sono andati al di là di ogni aspettativa. E molti sono convinti che sarà oggi altrettanto con il «made in Italy» che prova a rialzarsi dopo la pandemia. L'Expo potrebbe davvero aiutarci prima che sia finito il «countdown»: Dubai non sarà Milano, ma la spinta giusta è ugualmente in grado di darcela.

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