avviso di chiusura indagini

Expo, ecco gli altri indagati insieme a Sala per turbativa d’asta

di Sara Monaci

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (Ansa)


2' di lettura

MILANO - Nell'avviso di chiusura delle indagini della Procura generale di Milano, recapitato al sindaco Giuseppe Sala (in qualità di ex commissario unico di Expo), c'è una lunga lista di nomi già noti, accusati a vario titolo di turbativa d'asta, ma anche di rivelazione del segreto d'ufficio, abuso d'ufficio, mancata denuncia, ricettazione e corruzione in atti contrari ai doveri di pubblico ufficiale. Gli indagati sono fra gli altri Antonio Rognoni, già coinvolto nella prima inchiesta che lambì Expo, quella su Infrastrutture lombarde, partecipata della Regione Lombardia che faceva da Responsabile dei lavori per alcuni grossi appalti dell'evento universale; e Pierpaolo Perez. Il primo è l'ex dg di Infrastrutture e il secondo responsabile dell'Ufficio gare.

Ci sono anche Dario Comini, dipendente di Metropolitana Milanese, partecipata del Comune di Milano che faceva da Rup per altri appalti di Expo, e Franco Morbiolo, presidente di Coveco, il consorzio di Venezia già coinvolto nell'inchiesta sul Mose, componente del consorzio Mantovani, vincitore dell'appalto della piastra di Expo finito nel mirino degli inquirenti.
Compaiono anche i nomi dei manager Piergiorgio Baita, a capo della Mantovani, coinvolto anche lui nell'inchiesta del Mose di Venezia; Angelo Paris, condannato nell'inchiesta su Expo relativa alle vie d'acqua; Paolo Pizzarotti, che aveva partecipato anche lui alla gara per la piastra, senza però vincere.

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Chi rubò i files per vincere la gara
Nell'atto si legge che Baita e Morbiolo avrebbero promesso, “in cambio di progetti e documenti riservati relativi alla gara, utilità consistente in un simulato incarico di prestazione professionale di 30mila euro, tramite contratti e fatture pro forma tra Eit Studio controllato da Coveco e Axioma Design, dove Comini (MM) svolgeva privatamente la sua attività di architetto. In questo modo la Mantovani ha avuto informazioni dettagliate in anticipo rispetto agli altri concorrenti”. Comini avrebbe copiato abusivamente files entrando nel sistema informatico.

Le pressioni dei florovivaisti
La gara per cui Sala è indagato di turbativa d'asta è la fornitura degli alberi dell'Expo, scorporata dalla gara della piastra e affidata inizialmente alla società Peverelli, che tuttavia non terminò i lavori. Sala “senza un provvedimento formale decise lo stralcio della fornitura per la prequalifica della gara, senza rivedere il prezzo del maxi appalto. E avrebbe anche “spalmato artificiosamente” l'importo in altre voci per mantenere inalterata la base d'asta.
L'affidamento fu chiesto dai florovivaisti lombardi, che scrissero all'allora presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e a Sala.
I lavori però dovettero tornare in capo alla Mantovani, così Sala avrebbe falsificato i documenti di questi passaggi nella sua abitazione.

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