arte in america

Expo riporta l’attenzione sulla scena artistica di Chicago

Alla fiera quest'anno hanno partecipato 135 gallerie da 24 paesi e 68 città, 38.000 i visitatori. Forte la comunità di artisti, la tradizione di collezionismo e la vivacità museale

di Silvia Anna Barrilà

Il vernissage di Expo Chicago 2019, Courtesy di Expo Chicago, fotografia di Kevin Serna

5' di lettura

Per quasi due decenni, dagli anni ’80 fino alla prima metà degli anni ’90, c'era una sola fiera d'arte in tutta l'America del nord e del sud, ed era quella di Chicago, seconda solo ad Art Basel in Svizzera per importanza. Poi nel 1994 è iniziata la concorrenza dell' Armory Show a New York, nel 2002 è arrivato il gigante Art Basel a Miami Beach , nel 2012 Frieze a New York . Allo stesso tempo Art Chicago è entrata in crisi, così nel 2011 è stata chiusa. L'anno successivo T ony Karman, imprenditore il cui primo lavoro era stato proprio staccare i biglietti ad Art Chicago, decide di acquistare la fiera e rilanciarla con il nome di Expo Chicago . Nella sua avventura trova il sostegno dell'istituto finanziario Northwestern Trust e nel giro di pochi anni riesce a riportare in fiera gallerie importanti come Hauser & Wirth, Thaddaeus Ropac, David Zwirner, Kasmin Gallery e a ridare lustro alla manifestazione che negli ultimi anni ha goduto anche della fortunata coincidenza con la nuova Biennale di Architettura . “La scena artistica di Chicago si caratterizza per la capacità dei suoi player di collaborare ” ha dichiarato Tony Karman. “Importantissima per il nostro successo è stata la cooperazione con il Museum of Contemporary Art (MCA)”.

Lo stand di Kasmin Gallery a Expo Chicago 2019, Courtesy Kasmin Gallery, New York

Una lunga tradizione. La rinascita della fiera ha trovato terreno fertile in una città in cui esiste una lunga tradizione di collezionismo d'arte. “Già nella prima metà del Novecento sono nate a Chicago importanti collezioni, soprattutto di arte surrealista” racconta Tony Karman. “E questo spiega come mai oggi abbiamo una delle più grandi raccolte di Surrealismo conservata all' Art Institute di Chicago ”. Si pensi a personalità come Morton G. Neumann, che per un periodo è stato forse il più grande collezionista in America, e Joseph R. Shapiro, che negli anni ’40 e ’50 hanno collezionato avidamente e hanno incoraggiato i loro abbienti amici a investire in arte, e Lewis Manilow, che negli anni ’80 ha portato i dealer europei a Chicago. Nomi importanti del collezionismo oggi sono Penny Pritzker e Bryan Traubert, Larry e Marilyn Fields, Jack e Sandy Guthman. Ma ci sono anche i musei. “Siamo al centro del Midwest americano” prosegue Tony Karman, “la fiera è visitata dalle numerosissime istituzioni delle città americane vicine come St. Louis, Minneapolis, Kansas City”. Lo conferma il gallerista newyorkese David Nolan, che proprio per questo motivo partecipa alla fiera: “Per densità di piccoli musei l'Illinois è come il Nordrhein-Westfalen tedesco, e sono tutti compratori attivi e fedeli, che ritornano nel tempo e portano anche i loro trustee. È una parte molto ricca degli Stati Uniti, dove il settore bancario è sempre stato molto forte. Certo è difficile competere con le tante altre fiere oggi in calendario (ricordiamo che solo questo weekend si sono svolte ArtRio a Rio de Janeiro, ArtBo a Bogotà, Unseen ad Amsterdam, Beirut Art Fair a Beirut, ed è stata inaugurata la Biennale di Lione , ndr), ma Tony Karman sta facendo un ottimo lavoro per far rinascere la fiera”.

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Lo stand di David Nolan Gallery a Expo Chicago 2019, Courtesy David Nolan Gallery, New York

La nuova comunità degli artisti. In generale la scena artistica di Chicago sta vivendo un momento di rinnovamento. “Grazie alle numerose scuole d'arte della città, gli artisti hanno la possibilità di insegnare e possono restare a Chicago, dando vita ad una vivace comunità artistica”. Pensiamo a Kerry James Marshall, che insegna alla School of Art and Design della University of Illinois at Chicago , Theaster Gates, che insegna al Department of Visual Arts alla University of Chicago , Jessica Stockholder, Faculty Chair allo stesso dipartimento.
A livello di movimenti, il più famoso emerso a Chicago è quello degli Imagisti degli anni ’60, formatosi intorno al gruppo Hairy Who di Jim Falconer, Art Green, Gladys Nilsson, Jim Nutt, Suellen Rocca e Karl Wirsum: ambigui e provocativi, ognuno con il proprio stile, sono stati ispirati dai fatti sociali e politici dell'epoca, dal Surrealismo, dal linguaggio dei fumetti e hanno a loro volta influenzato artisti contemporanei come Diane Simpson, Christina Ramberg, ma anche Jeff Koons, che è un loro collezionista. Sul mercato sono in crescita: David Nolan ha portato ad Expo Chicago un disegno di Jim Nutt a 60.000 $ (ma i suoi dipinti arrivano a 600.000 $) e un dipinto del loro insegnante Ray Yoshida a 40.000 $.
Oggi i temi degli artisti di Chicago sono globali, sebbene secondo alcuni persista una tendenza surrealista all'interno dell'arte concettuale. Inoltre la presenza di un'ampia comunità della diaspora africana fa sì che siano forti e presenti temi legati alla Black Identity.

Una scena in crescita. Anche il numero di gallerie cresce. Ha inaugurato proprio nei giorni di Expo Chicago la nuova sede della galleria Mariane Ibrahim , che si è spostata da Seattle. “L'ho fatto per essere più vicina al mercato dell'arte” ha dichiarato la gallerista, “in passato ho compensato partecipando a molte fiere, ma ora volevo essere più vicina ai collezionisti e ai musei. Inoltre il mio programma è molto legato alla black identity e volevo il contatto con una grande comunità nera come quella di Chicago. E poi Chicago è un posto vivibile, dove ci si può sviluppare e non c'è una competizione aggressiva come in altre città. Anche dal punto di vista politico è una città progressista”.
La galleria va ad inserirsi in un tessuto ricco in cui esistono gallerie importanti come Rhona Hoffman, Richard Gray, Kavi Gupta, Monique Meloche, ma anche tante gallerie giovani e project space che quest'anno hanno partecipato per la prima volta ad altre due piccole fiere parallele: Chicago Invitational , organizzata dalla New Art Dealers Alliance nel leggendario albergo Chicago Athletic Association Hotel e Barely Art Fair , con degli originali stand in miniatura in scala 1:12.

Il vernissage di Expo Chicago 2019, Courtesy di Expo Chicago, fotografia di Daniel Boczarski

L'edizione 2019 della fiera. Ma tornando a Expo Chicago, quest'anno hanno partecipato 135 gallerie da 24 paesi e 68 città. I visitatori sono stati 38.000, in linea con l'anno scorso. I prezzi andavano da 1.000 $ ad alcuni milioni e le vendite sono state soddisfacenti. Gli stand erano principalmente collettivi (tranne che nella sezione giovane “Exposure” e in quella “Profile”) e concepiti non tanto intorno ad un tema, quanto con l'intenzione di presentare l'offerta complessiva di ciascuna galleria. In generale la qualità era alta tranne alcune eccezioni. Tra le gallerie anche quattro italiane, di cui due hanno partecipato per la prima volta in fiera, Continua di San Gimignano e Federico Luger di Milano, mentre altre due conoscevano già la fiera, Luce Gallery di Torino e Eduardo Secci di Firenze. “Siamo venuti perché il nostro artista Jonathan De Andrade ha appena avuto una mostra di grande successo al Museum of Contemporary Art di Chicago ” ha dichiarato Maddalena Pelù di Continua. “Abbiamo trovato una scena molto vivace, la fiera è riuscita a convincere gallerie importanti. La vediamo anche come un ponte per il mercato canadese”. Soddisfatto Federico Luger, che ha venduto bene le fotografie dell'artista croato I gor Eškinja a prezzi tra 10.000 e 25.000 $ (è già in collezione al Maxxi e lo rivedremo presto a Paris Photo dove la galleria gli dedica tutto il suo stand). Eduardo Secci è tornato a Chicago per la quarta volta motivato da un collezionismo sofisticato, mentre Luce Gallery è tornata per la terza volta non consecutiva trovando miglioramenti rispetto al passato. In stand c'erano i dipinti del giovane Dominic Chambers, afro-americano, nato nel 1993 nella vicina St. Louis, che rappresenta se stesso e il suo entourage dietro a veli che nascondono i soggetti (prezzi 4.500-12.000 $). Proprio il suo autoritratto è stato acquistato per la collezione della banca JP Morgan.

Il vernissage di Expo Chicago 2019, Courtesy di Expo Chicago, fotografia di Daniel Boczarski

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