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Expo Roma 2030, nel masterplan il parco solare urbano più grande al mondo

Ecco il video del progetto firmato dall’architetto Carlo Ratti insieme a Italo Rota e a Richard Burdett

di Manuela Perrone

Il progetto di Expo Roma 2030

2' di lettura

Un’area di 150mila metri quadrati, con una capacità produttiva di picco di 36 Megawatt e centinaia di “alberi energetici” che aprono e chiudono i loro pannelli durante il giorno: sono queste le cifre del più grande parco solare urbano al mondo, che vedrà la luce a Roma nel caso la Capitale si aggiudicasse Expo 2030. Il verdetto del Bureau International des Expositions è atteso a novembre 2023. In corsa, oltre a Roma, ci sono Busan in Corea del Sud, Odessa in Ucraina e Riyadh in Arabia Saudita.

Il progetto del masterplan targato Carlo Ratti

A svelare le dimensioni del parco, completato dall’edificio più alto dell’Expo, il padiglione “Eco-system 0.0” che fornisce il raffreddamento attraverso l'evaporazione, è il video del progetto del masterplan di Expo Roma 2030, realizzato dallo studio di progettazione e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati insieme all'architetto Italo Rota e all'urbanista Richard Burdett, per la candidatura della città.

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Un sito espositivo in tre aree

Il sito dell’Esposizione, dal caratteristico aspetto a mosaico, è suddiviso in tre aree principali: la Città, il Boulevard e il Parco, in una disposizione da Ovest a Est che rappresenta una graduale transizione tra il mondo artificiale e il mondo naturale. La Città a Ovest sarà l’Expo Village e dopo l’evento è previsto che diventi un’estensione del campus dell’Università di Tor Vergata. Il Boulevard, l'asse pedonale centrale, è invece un percorso che si snoda attraverso tutti i padiglioni nazionali. Infine, il Parco a Est è ricoperto da una vegetazione lussureggiante e accentuato da padiglioni tematici, tra cui “Pale Blue Dot”, dedicato alla diffusione della conoscenza del mondo naturale.

Tor Vergata cuore dell’Expo

Particolare impegno è riservato alla rivitalizzazione del quartiere di Tor Vergata, a partire dalla riqualificazione de Le Vele, l’imponente complesso sportivo progettato dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava. Proprio Le Vele saranno trasformate in uno dei padiglioni principali di Expo Roma 2030. Accanto sarà posizionato l'ingresso principale del sito espositivo, con una serie di nuovi collegamenti di trasporto e mobilità, tra cui un lungo corridoio verde che collegherà l’Esposizione agli adiacenti siti archeologici della via Appia e agli altri edifici e monumenti storici della Capitale.

A gennaio la visita del segretario generale del Bie

Il dossier di candidatura di Roma, con le sue 618 pagine, è stato presentato a Parigi il 7 settembre. “Persone e Territori: Rigenerazione, Inclusione e Innovazione” è il tema scelto dal Comitato promotore, guidato dall’ambasciatore Giampiero Massolo e dal direttore generale Giuseppe Scognamiglio. A fine gennaio è previsto l’arrivo a Roma del segretario generale del Bureau International des Expositions, Dimitri Kerkentzes. Come rivelato dal Sole 24 Ore, la partita di Expo Roma 2030, che vale complessivamente 50,6 miliardi di euro, potrebbe generare la nascita di 11mila nuove imprese e 300mila posti di lavoro. Una sfida per l’Italia, non solo per la Capitale.


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