LA DECISIONE DEL GUP CAMPANILE

Expo, Sala prosciolto dalla accusa di abuso di ufficio: il fatto non sussiste

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala (Ansa)

3' di lettura

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala è stato prosciolto dall'accusa di abuso d'ufficio nel procedimento con al centro l'appalto per la Piastra dei Servizi
dell'Esposizione universale perché «il fatto non sussiste». Lo ha deciso il gup Giovanna Campanile. L'accusa riguardava l'affidamento diretto, senza gara, alla Mantovani spa della fornitura di 6mila alberi per arredare il sito espositivo. Sala, già a processo per falso per la presunta retrodatazione di due verbali della commissione giudicatrice del maxi appalto sulla Piastra dei Servizi, rispondeva con l'ex manager Angelo Paris di abuso d'ufficio in relazione all'assegnazione diretta alla Mantovani di quella fornitura di alberi ed arbusti, parte del capitolo del 'verde' dell'appalto.

Un affidamento che - secondo la tesi dei sostituti Vincenzo Calia e Massimo Gaballo della Procura generale guidata da Roberto Alfonso - avrebbe causato «un danno di particolare gravità» a Expo 2015 spa e che sarebbe avvenuto violando per tre volte una norma del Codice degli appalti e anche normative europee. Per l'accusa, tra l'altro, l'affidamento diretto aveva riconosciuto alla Mantovani un importo di 4,3 milioni di euro, quando «invece l'effettivo valore» di quei lavori «era di gran lunga inferiore», tanto che il subappalto «all'Ati Zelari-Euroambiente aveva un costo inferiore a 1,7 milioni». In questo modo, Sala e Paris, il 23 ottobre 2013, sosteneva la Procura generale, avrebbero procurato all'impresa «l'ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla differenza tra i due importi». Una tesi, quella dei pg che avevano sfilato di mano l'inchiesta alla Procura (indagine finita al centro anni fa dello scontro al vertice Bruti Liberati-Robledo), che non ha convinto il gup, nemmeno sulla necessità di un processo.

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La soddisfazione di Sala: ristabilita la verità
La difesa, invece, aveva spiegato che l'ex 'numero uno' di Expo «non ha violato la legge» e non c'è stata alcuna volontà da parte sua di procurare «un ingiusto vantaggio». E che da commissario straordinario era stato «autorizzato ad avvalersi di deroghe ad una serie di disposizioni della normativa ordinaria». «Ho sentito il sindaco, è contento, è stata ristabilita la verità storica su questa fornitura di alberi e su come è andato Expo, che è stato un grande successo per l'Italia». Lo ha detto l'avvocato Salvatore Scuto, che difende Giuseppe Sala assieme al legale Stefano Nespor, dopo il proscioglimento deciso dal gup di Milano che non ha ritenuto necessario un processo a carico dell'ex ad di Expo per l'accusa di abuso d'ufficio che era contestata dalla Procura generale. «È la decisione che ci attendevamo», ha commentato l'avvocato Scuto, con a fianco il collega Nespor.

«Eravamo partiti - ha chiarito il difensore - con la Procura generale che contestava l'ipotesi di reato solo a Paris, poi anche al coimputato Sala e poi nella scorsa udienza per l'ennesima volta ha fatto un'ulteriore modifica. La decisione ha dimostrato - ha aggiunto - che le nostre argomentazioni, invece, hanno convinto il giudice». La difesa, infatti, in sostanza, ha sostenuto che «l'affidamento diretto alla Mantovani della fornitura degli alberi era un affidamento legittimo e senza profili di illiceità, come invece voleva sostenere la Procura generale», che aveva parlato anche di un «vantaggio patrimoniale» per l'impresa. «Noi inoltre abbiamo dimostrato che non era necessaria una gara per quella fornitura», ha aggiunto il legale Nespor.

La difesa «fiduciosa» sulla seconda tranche del processo
La difesa si è detta anche «fiduciosa» per il processo in corso per Sala sull'accusa di falso per la presunta retrodatazione di due verbali della commissione giudicatrice. Accusa contestata anche all'ex manager Expo Angelo Paris, rinviato a giudizio oggi per quest'accusa e prosciolto anche lui, invece, dall'abuso d'ufficio. Per la vicenda dell'affidamento diretto della fornitura dei 6mila alberi la Procura della Corte dei Conti della Lombardia nelle scorse settimane ha notificato al sindaco e ad altri un invito a dedurre. «Non è ancora un procedimento questo - ha chiarito Nespor - noi abbiamo fatto già le nostre controdeduzioni e ora i magistrati contabili dovranno decidere cosa fare».

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