ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDIARIO DI BORDO DELL’ECONOMIA - ISTITUTO TAGLIACARNE

Export e guerra, Vicenza e Treviso le più esposte

2' di lettura

La crisi russo-ucraina porta con sé questioni di vario tipo. E, all’interno di queste tematiche, una parte rilevante la riveste il condizionamento che l’economia può subire rispetto all’escalation delle sanzioni verso la Federazione Russa e/o dalla ridotta domanda proveniente dall’Ucraina. Se si guarda al tema delle esportazioni, la forte centralità delle vendite all’estero verso l’Unione Europea ridimensiona in modo consistente la probabilità che questi flussi possano risentire in qualche modo del conflitto e consentono di mettere al centro dell’attenzione altre questioni come, ad esempio i costi delle bollette elettriche e del gas. Tuttavia, determinati territori e filiere possono, comunque, essere condizionati dal conflitto in corso laddove i due paesi in guerra dovessero rappresentare mercati di forte impatto. Nel Nord-Est, però i casi di rilevante esposizione appaiono decisamente sporadici. Esistono certamente filiere piuttosto esposte (se ne possono citare tre come piante vive, prodotti per l’alimentazione degli animali e cisterne, serbatoi, radiatori e contenitori in metallo). Si tratta però di filiere che hanno un volume di vendite all’estero molto limitato (1% di tutto l’export di area con un livello di esposizione intorno al 10%). In termini generali, l’export proveniente dalla zona nord-orientale del paese nel 2021 e destinato verso Russia e Ucraina rappresenta circa il 2,1% di tutte le vendite all’estero dell’area, (un decimo di punto in meno rispetto al 2019) con una esposizione relativamente più elevata nelle province di Vicenza (2,5%) e Treviso (2,9%). Da un punto di vista delle merceologie si possono identificare quattro comparti che coniugano elevati valori di vendita all’estero ed una esposizione verso i due paesi in conflitto sopra la media. Le altre macchine di impiego generale (tra cui trovano posto le macchine per la movimentazione e il sollevamento) che valevano nel 2021 poco meno di 6,2 miliardi di euro con un 3,5% di questo ammontare in viaggio verso i paesi in conflitto. Livello di esposizione che sale al 5,6% nella provincia di Padova. Anche una filiera storica come quella dei mobili presenta una esposizione relativamente elevata (3,8% degli oltre 4,7 miliardi di venduto nel 2021 va verso le aree di crisi). E qui a distinguersi è il triangolo veneto Vicenza-Padova-Verona che congiuntamente considerate hanno una esposizione verso le aree di crisi del 7,4% con Verona che spinge oltre il 16%. Gli articoli in materie plastiche sono quelli con la minore esposizione verso Russia e Ucraina. Un dato peraltro fortemente condizionato dalla elevata dipendenza della provincia di Vicenza che ha raggiunto nel 2021 il 5,6%. Infine, le macchine di impiego generale che valgono poco più di 3 miliardi di cui il 3,8% viaggia verso i paesi in conflitto. Anche in questo caso il dato complessivo è determinato dalla provincia berica che ha un livello di dipendenza da Russia e Ucraina del 4,6%.

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