Pitti Bimbo

Export ed e-commerce strategici per la moda junior

Per le aziende espositrici a Pitti Bimbo, tornate in fiera dopo 18 mesi, la svolta è legata alle vendite online e alle partnership per arginare la concorrenza

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

Da anni ormai l'industria italiana della moda junior fa lo slalom tra contrazione dei consumi, chiusure di negozi indipendenti, delocalizzazioni produttive. Il 2020 ha confermato queste dinamiche, aggravate dagli effetti della pandemia: il settore ha perso quasi il 15% del fatturato, secondo le stime Confindustria Moda, scendendo a 2,6 miliardi di euro con un'ulteriore riduzione (-14,5%) della produzione fatta in Italia, che ormai vale poco più di un terzo (795 milioni). Cina, Bangladesh, Vietnam e Turchia sono diventate da tempo la fabbrica (anche) dei marchi tricolore.

Il calo dei ricavi aziendali, seppur consistente, è stato comunque inferiore a quello che si è registrato nella moda per adulti, anche perché i negozi per bambini sono stati i primi a riaprire i battenti durante il lockdown (dal 14 aprile 2020) grazie alla deroga governativa.

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Ora però c'è bisogno di un cambio di passo che gli operatori sperano possa arrivare dal Pitti Bimbo, la fiera internazionale della moda junior che ha riaperto a Firenze “in presenza” dopo 18 mesi di stop causa pandemia, per la prima volta insieme con Pitti Uomo (entrambe chiudono stasera). Si tratta di un'edizione assai ridimensionata – presenti una 70ina di marchi – che però vuol segnare il presidio di un settore e di una fiera italiana.

«Una fiera che è una vetrina strategica per la moda bimbo», afferma Giovanni Basagni, titolare dell'aretina Miniconf (marchi Sarabanda, Minibanda, iDo) che al Pitti Bimbo presenta la nuova licenza di produzione e distribuzione di Superga, brand che debutta nell'abbigliamento.

«La primavera-estate non è stata brillante – aggiunge Basagni – e contiamo di chiudere il 2021 sugli stessi livelli dell'anno scorso, per poi accelerare nel 2022 e tornare ai valori pre-Covid. Il mercato sta ripartendo, siamo soddisfatti». Nel 2020 Miniconf ha segnato -9% di fatturato arrivando intorno a 60,7 milioni di euro con un export del 15%. «Il problema adesso è l'aumento dei prezzi delle materie prime come il cotone, cresciuti del 30%, oltre ai ritardi nelle consegne dall'Asia», conclude Basagni.

Guarda soprattutto alla ripartenza dei mercati internazionali Dolce & Gabbana, che al Pitti Bimbo ha presentato la linea bambino in uno stand coloratissimo: «Oggi il bambino ha un'incidenza del 7% sulle vendite del marchio – dice l'amministratore delegato Alfonso Dolce – e mercati strategici per lo sviluppo sono il Medio Oriente, la Russia e le Americhe, sia per il nostro export che per gli acquisti effettuati dai consumatori di quei Paesi, soprattutto in Europa». In crescita è l'ecommerce, diretto e non, anche se, sottolinea l'ad, «non sostituisce l'esperienza d'acquisto fisica che rimane per noi estremamente importante».

Le vendite online sono ormai strategiche (valgono più del 15%) per la fiorentina Artcrafts International della famiglia Ponziani, attiva nelle scarpe e abbigliamento per adulto e bambino con due marchi propri - Colors of California e Canadian - cinque licenze (quattro di distribuzione per l'Italia: Crocs, Teva, Ipanema e Hoka; una di produzione e distribuzione per Europa e Usa, Mou), otto negozi multimarca Paragon e sei monomarca Crocs. Artcraft nel 2019 ha fatturato 50 milioni di euro (di cui il 20% nel segmento junior); nel 2020 è cresciuto del 4%; quest'anno crescerà del 30% sfiorando i 70 milioni grazie anche all'apporto (circa 7 milioni) della nuova licenza di infradito e sandali Ipanema. Com'è possibile? «Tutti i brand in portafoglio stanno crescendo – spiega Simone Ponziani – e nel mese di giugno, con la riapertura dei centri commerciali, il retail ha segnato +30%. Il prezzo medio accessibile dei nostri prodotti ha aiutato, ma i consumi stanno ripartendo». È ancora prudente il marchio francese Petit Bateau: «Ora i consumatori aspettano i saldi estivi – dice Miriam Fellini, direttore commerciale wholesale Italia – ci auguriamo che la stagione invernale non sia più toccata da eventi traumatici e che si possa tornare alla normalità».

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