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Export, la Germania affonda il made in Italy

Ad agosto -3,4% per l’export, con la Germania a ridurre gli acquisti del 7,5%, penalizzando in particolare le filiere dei nostri componentisti di meccanica ed elettronica. Balzo della farmaceutica negli Stati Uniti

di Luca Orlando


Quanto ci può far male una recessione in Germania

2' di lettura

La frenata tedesca continua a generare ricadute negative sull’economia italiana e la cinghia di trasmissione più diretta, l’export, è il fenomeno più visibile. Ad agosto il made in Italy verso la Germania arretra del 7,5% e produce il singolo contributo negativo più elevato alla performance del mese. Dove il calo è del 3,4%, per effetto di un arretramento limitato nei paesi extra-Ue (-1,4%) e di una frenata del 5,2% in Europa. Dove tra i principali paesi non si registra alcun segno positivo.

Mese penalizzato dalla presenza di una giornata lavorativa in meno, anche se questo non basta a “spiegare” l’intera frenata.

Le difficoltà della Germania, in particolare la riduzione della produzione di autoveicoli, hanno un impatto evidente sulle filiere di componentisti italiani nell’area meccanica, elettronica, nella gomma plastica.

Settori che infatti ad agosto in Germania arretrano in modo sensibile, in più di un caso a doppia cifra, anche se il dato peggiore è per le auto, che arretrano del 24,9%. In otto mesi il made in Italy verso la Germania si avvicina alla crescita zero, mantenendo un progresso dello 0,4%.

In generale, tra i settori che contribuiscono alla flessione tendenziale dell'export del mese si segnalano macchinari e apparecchiature, (-7,8%), autoveicoli (-24,0%) e apparecchi elettrici (-16,3%).

Pochi i segni positivi, tra cui spicca il balzo di 32 punti per la farmaceutica, grazie in particolare a maxi-commesse verso gli Stati Uniti, dove nel mese le vendite sono più che triplicate a 463 milioni di euro.

Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente alla diminuzione delle esportazioni sono Germania (-7,5%), Francia (-5,9%), paesi OPEC (-10,7%) e Spagna (-9,0%), mentre si registra un aumento delle vendite verso Svizzera (+24,9%) e Giappone (+9,9%).

Nei primi otto mesi del 2019 l'aumento su base annua dell'export (+2,6%) è determinato principalmente dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,3%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,5%) e prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+7,0%).

Istat stima che il surplus commerciale aumenti di 94 milioni di euro (da +2.491 milioni ad agosto 2018 a +2.585 milioni ad agosto 2019).

Nei primi otto mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge i 32.282 milioni.

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