rapporto annuale

Export, Ice: 2017 record, +7,4% a 448 miliardi, guidano i mercati extra Ue

di Paolo Paronetto

3' di lettura

L'export italiano nel 2017 è cresciuto del 7,4% raggiungendo la quota record 448 miliardi e registrando un saldo positivo di oltre 47 miliardi. È quanto emerge dal Rapporto Ice 2017-2018 «L'Italia nell'economia internazionale», presentato questa mattina a Milano. Quanto alle performance settoriali, sul gradi più alto del podio delle nostre esportazioni si trova la farmaceutica (+16%), seguita dalla metallurgia (+9,9%) e dai prodotti chimici (+9%). Tra i principali settori tradizionali del Made in Italy, emerge poi l'accelerazione dell'industria alimentare (+7,5%), mentre il sistema moda ha avuto una crescita più contenuta (articoli di abbigliamento +4,7% e articoli in pelle +5,9%).

Bene Cina, Brasile e Russia
Per quanto riguarda invece la destinazione dell'export, la crescita è stata particolarmente sostenuta nei mercati extra Ue e soprattutto in Cina (+22%), Brasile (+19%), Russia (+19%), Sud Africa (+16%) e Stati Uniti (+10%). In Europa invece i paesi che hanno registrato una crescita elevata nelle vendite di prodotti italiani sono l'Irlanda (+34%), la Slovenia (+13%), il Portogallo (+13%), la Polonia (+12%), la Repubblica Ceca (+11%) e la Spagna (+10%). A livello globale, l'Italia si conferma al nono posto nella classifica dei principali esportatori, con una crescita superata solo da Corea del Sud e Paesi Bassi. Sul fronte invece dei flussi di investimenti diretti esteri (Ide), lo scorso anno si è registrata una flessione a livello mondiale, soprattutto nei paesi avanzati (-37,1%), in massima parte per l'assenza di grandi operazioni di fusione e acquisizione. Complessivamente gli Ide registrano un calo del 23,4% e quelli europei del 42,1%, mentre l'Italia ha limitato i danni a -23,2%.

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Lieve calo della quota italiana sull’export mondiale
Nel 2017, è diminuita lievemente - da 2,95% a 2,92% - la quota di mercato dell'Italia sulle esportazioni mondiali di merci. «Queste dinamiche - si legge nell'annuario - hanno determinato una riduzione dell'avanzo commerciale (2,2 miliardi in meno rispetto al 2016), che nel 2017 ha raggiunto i 47,4 miliardi di euro. Al netto dei prodotti energetici, l'attivo commerciale è stato pari a 81 miliardi di euro, con un ampio incremento sul 2016 (+4,5 miliardi)».

La quota dell'Italia sulle esportazioni mondiali è diminuita in misura più accentuata in alcune aree geografiche, in particolare Africa Settentrionale (da 7,50% a 7,36%) e Asia Centrale (da 1,25% a 1,14%). Sul fronte opposto, incrementi della quota si sono registrati principalmente per America Settentrionale (da 1,83% a 1,91%) e America Centro-Meridionale (da 1,56% a 1,63%) Nel 2017 sono risultati in crescita sia le esportazioni nazionali di servizi (+8,4%) sia le importazioni (+9,3%). I flussi di investimenti netti diretti all'estero, misurati in euro, sono diminuiti in misura molto marcata (-52,3%) mentre quelli in Italia risultano sostanzialmente stazionari (-0,1%).

Germania e Francia primi due mercati
Germania e Francia si sono confermate nel 2017 i principali mercati di sbocco delle vendite di merci, con quote pari, rispettivamente, al 12,5% e al 10,3% delle esportazioni nazionali. Gli Stati Uniti si sono collocati al terzo posto tra i paesi partner, con una quota del 9,0%; seguono Spagna e Regno Unito (5,2% per entrambe). Tra i principali paesi, i mercati di sbocco più dinamici nel 2017 (incremento della quota sulle esportazioni nazionali pari o superiore a 0,2 punti percentuali rispetto al 2016) sono stati Cina, Stati Uniti e Russia.

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