ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVarese. Ficep

Export ma anche Italia, ordini per un anno

di Luca Orlando

1' di lettura

Niente più clienti in visita, niente più squadre tecniche, niente più arrivi di fornitori. «Dalle 2300 notti d’albergo prenotate dai nostri partner ogni anno - spiega l’ad di Ficep Barbara Colombo - siamo crollati a quota due: il nulla». Momento drammatico, quello sperimentato dal produttore lombardo di macchine utensili, che tuttavia ha saputo reagire rapidamente. I 113 milioni di ricavi 2019 sono saliti progressivamente per lievitare oltre quota 140, il nuovo massimo. Grazie all’export ma non solo. «La domanda italiana è cresciuta in modo sostenuto - spiega l’imprenditrice - e l’effetto incentivi si è fatto sentire, in particolare alla fine dello scorso anno, con un boom di prenotazioni e ordini: ad oggi abbiamo praticamente un anno di lavoro prenotato, non era mai successo». Crisi che è servita al gruppo anche per accelerare progetti già avviati, ad esempio nel mondo 4.0, così come a puntare su nuove nicchie di mercato. «Abbiamo sviluppato robot per la saldatura delle travi ma anche impianti di fresature per lamiere dirette al settore eolico e devo dire che queste nuove aree stanno dando soddisfazioni». Anche se l’orizzonte è complicato dai vincoli della supply chain, crisi dei chip e dell’energia, la crescita del gruppo continua: ai 330 addetti nell’anno in corso è previsto si aggiungano altre 50 unità.

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