ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPre Summit made in Italy

Export motore della resilienza del sistema produttivo italiano

Da Simest, Sace e Ice molti strumenti per aiutare le imprese a esportare in uno scenario geopolitico complesso

di Celestina Dominelli

3' di lettura

Su un punto tutti insistono con forza: la resilienza, che il tessuto economico sta mostrando nell’attuale congiuntura e ha mostrato anche nelle crisi più recenti, è strettamente legata all’export e alla spinta che continua a garantire al sistema Paese e alle aziende, Pmi in testa. Una spinta che ha beneficiato della forza propulsiva di un avamposto a tre punte, costituito da Agenzia Ice, Sace e Simest, che ha ulteriormente rafforzato gli strumenti a sostegno delle imprese, anche sulla scia delle ultime decisioni governative. Così nella prima tavola rotonda “Le prospettive per l’export”, che ieri ha aperto il pre-summit sul made in Italy organizzato da Il Sole 24 Ore e Ft in collaborazione con Sky Tg24, Pasquale Salzano, presidente di Simest, Carlo Ferro numero uno dell’Agenzia Ice, e Dario Liguti, chief underwriting officer di Sace, hanno tratteggiato il perimetro della resilienza e il ruolo di questo avamposto a favore del sistema.

Le aziende della penisola hanno quindi potuto far leva su ampio supporto che, ha spiegato Pasquale Salzano, riconfermato da poco per un secondo mandato alla presidenza di Simest, ha visto, non più di due giorni fa, la messa a terra di due nuovi strumenti, a valere sul Fondo 394 che la società gestisce per conto della Farnesina, che sono destinati alle imprese impattate dal conflitto in Ucraina: «Si tratta di due finanziamenti agevolati a tasso zero e una quota a fondo perduto fino al 40 per cento. Il primo è partito ieri (martedì per chi legge, ndr) e supporta gli esportatori italiani con un fatturato legato per più del 20% ai Paesi interessati dal conflitto (Russia, Ucraina e Bielorussia). Il secondo prodotto, che scatterà da settembre, sarà invece riservato alle aziende, i cui approvvigionamenti, diretti e indiretti, erano fortemente dipendenti da quei territori», ha precisato Salzano non prima di aver evidenziato l’importanza dell’innovazione di prodotto e di processo come leva su cui le imprese devono puntare per non perdere posizioni sul terreno della competitività internazionale.

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Sul fronte delle contromisure predisposte per fronteggiare i riverberi della guerra è tornato anche Dario Liguti, chief underwriting officer di Sace, che ha raccontato la doppia gamba del gruppo tra programmi di più lungo respiro (la Garanzia green introdotta dal Dl Semplificazioni che, dal 2020 a oggi, ha visto sostenere operazioni per 5 miliardi) e misure più emergenziali come Garanzia Italia (42 miliardi mobilitati da aprile 2020 a oggi per quasi 6400 garanzie emesse) e gli ultimi interventi inseriti nel Dl Aiuti. «Con questo provvedimento - ha detto Liguti - il governo ci ha affidato un altro mandato a sostegno delle aziende che prevede un nostro impegno emergenziale a supporto della liqudità delle imprese e un impegno strutturale degli investimenti per il rilancio e la crescita». Liguti ha poi ricordato la gamma di prodotti assicurativi-finanziari grazie ai quali «Sace accompagna le imprese che si affacciano per la prima volta sui mercati esteri fino a quelle già diversificate che cercano nuovi sbocchi».

Insomma, le aziende hanno saputo resistere sfruttando gli strumenti a loro disposizione. E questo si riflette chiaramente nei numeri dell’export italiano, messi in fila da Ferro. «Se consideriamo - ha precisato il presidente dell’Agenzia Ice - i 6,5 punti percentuali recuperati dal Pil nel 2021, l’80% di questi deriva dalle esportazioni. Che, nei primi quattro mesi del 2022, hanno già segnato una crescita del 20,7%, mentre tra 2020 e 2021 lo scatto in avanti era stato di 7,5 punti percentuali sopra i livelli pre pandemia». Insomma una conferma in più che, anche nel pieno delle ultime crisi, compresa quella scatenata dal conflitto russo-ucraino, l’export non ha rallentato il passo. E Ferro ricorda il ruolo di Ice nell’internazionalizzazione «che è quello di aiutare le imprese a fare sistema e a continuare facendo sistema per realizzare cose nuove, più moderne e flessibili».

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