congiuntura

Export di orologi, il calo si attenua: la Cina a novembre balza del 69,5%

Anche Giappone e Regno Unito hanno ritrovato il segno positivo. Italia al nono posto con un -29,8%. A guidare le esportazioni di orologi svizzeri è la fascia alta, con prezzi oltre 3mila euro

di Lino Terlizzi

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(Fxquadro - stock.adobe.com)

2' di lettura

Sembra ormai vicino al rientro il calo delle esportazioni di orologi svizzeri, determinato dalla crisi del coronavirus, in base ai dati del mese di novembre appena resi noti. Motivo determinante è il balzo della Cina, che continua a fare da grande traino e che è stata affiancata nel mese, seppure a una certa distanza, dal Giappone e dal Regno Unito, che hanno ritrovato il segno positivo. Gli altri mercati principali, Italia inclusa, hanno registrato alcuni miglioramenti ma non sono usciti dal segno negativo.

Flessione contenuta, tiene la fascia alta

L'export di segnatempo elvetici in novembre è stato pari a 1,93 miliardi di franchi (1,79 miliardi di euro), in calo del 3,2% rispetto a un anno prima. Si tratta di un marcato contenimento della flessione, considerando che in giugno il calo era stato del 35%, in settembre del 12%, in ottobre del 7,1%. Per il periodo gennaio-novembre 2020 l'export di orologi rossocrociati è stato di 15,26 miliardi di franchi (14,13 miliardi di euro), in calo del 23,5% in rapporto allo stesso periodo del 2019; nei primi sei mesi di quest'anno il calo era stato del 35,7%. A guidare la tenuta delle esportazioni in novembre sono stati gli orologi di gamma alta, quelli con prezzo sopra i 3mila franchi, che hanno registrato un aumento in pezzi e un calo solo lieve in valore; per i segnatempo di gamma medio-alta, con prezzo 500-3mila franchi, c'è stata una sostanziale stabilità; per gli orologi di gamma media, con prezzo 200-500 franchi, c'è stato un leggero calo; per quelli della gamma di base, con prezzo sotto i 200 franchi, c'è stata una forte flessione, sia in pezzi che in valore.

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La Cina guida la top ten, Italia al decimo posto

Ecco il quadro dei primi dieci mercati in novembre: Cina +69,5%, Stati Uniti -2,8%, Hong Kong -14%, Giappone +2,4%, Regno Unito +21,8%, Germania -1,1%, Singapore -31,9%, Emirati Arabi Uniti -3,7%, Italia al nono posto con -27,8% , Francia -29%. Per quel che riguarda l'intero arco dei primi undici mesi del 2020, il quadro presenta un unico segno positivo nella top ten dei mercati, quello della Cina. Questo l'andamento nel periodo gennaio-novembre: Cina +17,1%, Stati Uniti -18,9%, Hong Kong -38,5%, Giappone -27,8%, Regno Unito -25%, Singapore -28,2%, Germania -22,1%, Emirati Arabi Uniti -19,9%, Francia -38,1%, Italia al decimo posto con -35,3%. Il mercato italiano dunque soffre ancora, ma riesce a rimanere nella top ten.

Il test delle vendite di dicembre

L'industria svizzera degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato globale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. I dati sull'export forniti dalla Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh) sono quindi un termometro seguito dagli operatori del settore non solo in campo elvetico ma anche a livello mondiale. Nel giugno scorso la Federazione aveva indicato come probabile un calo dell'export pari a circa il 25% per l'intero 2020. A fine novembre la flessione è sotto questa soglia ma, come sempre, un gran peso avrà il mese di dicembre, che comprende le vendite natalizie e di fine anno. Saranno chiaramente feste diverse, a causa del coronavirus, ma naturalmente l'obiettivo delle imprese del settore è limare ulteriormente la flessione di vendite ed export nel finale di questo anno complicato.

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