dalla svizzera

Export di orologi, pesa il crollo del mercato di Hong Kong a novembre

Il mese scorso le esportazioni di orologi svizzeri sono scese del 3,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, ma mantengono un segno globalmente positivo nell'arco degli undici mesi 2019

di Lino Terlizzi


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2' di lettura

Le esportazioni di orologi svizzeri risentono del crollo del mercato di Hong Kong nel mese di novembre, ma mantengono un segno globalmente positivo nell'arco degli undici mesi 2019. In novembre l'export di segnatempo rossocrociati è stato di 1,9 miliardi di franchi (1,7 miliardi di euro), il 3,5% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Per il periodo gennaio-novembre le esportazioni ammontano a 19,9 miliardi di franchi (18,2 miliardi di euro), in aumento del 2% in rapporto a un anno prima. Il mercato italiano è in flessione negli undici mesi ma registra un incremento in novembre.

Questo l'andamento dei primi dieci mercati nel mese di novembre: Stati Uniti +4,6%, Hong Kong percorsa dalle turbolenze politiche è a -26,7%, Cina -5,5%, Singapore raccoglie maggiori scambi ed è a +29,6%, Giappone +7,8%, Germania -1,9%, Regno Unito -17,3%, Italia +4,1%, Francia -17,4%, Corea del Sud in netto progresso a +16,7%. Nel mese solo gli orologi di gamma alta, con prezzi superiori ai 3 mila franchi, hanno registrato un aumento in valore dell'export; tutte le fasce di prezzo di gamma media e di base hanno archiviato contrazioni.

Per quel che riguarda il periodo gennaio-novembre 2019, questo è invece l'andamento per la top ten dei mercati: Hong Kong -10,6%, Stati Uniti +8,3%, Cina +13,1%, Giappone +21,4%, Regno Unito +12,1%, Singapore +13,8%, Germania -0,3%, Francia -1,9%, Italia -4,1%, Corea del Sud +5%.
L'industria orologiera svizzera rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta più del 90% della sua produzione.

Nonostante il rallentamento economico internazionale e nonostante la forza del franco che crea alcuni ostacoli all'export elvetico, il polo rossocrociato è riuscito a rimanere complessivamente in territorio positivo nel corso del 2019. Le previsioni di un nuovo moderato aumento annuale sono state sin qui rispettate. Come ogni anno, i riflettori sono ora naturalmente accesi sulle vendite del periodo natalizio, che possono influenzare in modo non secondario il bilancio definitivo.

Dopo la diffusione dei dati di novembre sull'export da parte della Federazione dell'industria orologiera svizzera, alla Borsa di Zurigo i titoli dei due grandi gruppi elvetici del settore – Richemont e Swatch Group – hanno registrato ribassi tra l'1% e il 2%, in una mattinata in cui l'indice rossocrociato Smi è in lieve calo. La flessione dell'export in novembre incide negativamente sulle quotazioni dei titoli del settore, i dati complessivi gennaio-novembre d'altronde ne limitano la discesa.

Swatch Group deve registrare anche la presa di posizione della Commissione della concorrenza (l'antitrust elvetico) che ha spostato da fine 2019 all'estate del 2020 la decisione su un'eventuale proroga dell'obbligo di forniture di movimenti meccanici a terzi da parte di Eta, una controllata del gruppo. Alcune forniture saranno sospese, in attesa della decisione. L'obiettivo della Commissione è che le imprese abbiano i movimenti necessari, senza che Swatch Group abbia una posizione dominante. Secondo molti analisti, questa vicenda incide comunque sulle quotazioni decisamente meno delle cifre dell'export.

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