MERCATO DELLE LANCETTE

Export orologi svizzeri a 2 miliardi. La Federazione: «miglior febbraio di sempre»

Nel mese le esportazioni di segnatempo rossocrociati hanno toccato gli 1,99 miliardi di franchi (1,93 miliardi di euro), con un aumento del 24,4% rispetto a un anno prima. Il traino da Usa e Cina

di Lino Terlizzi

I punti chiave

  • A febbraio l’export di orologi svizzeri ha raggiunto gli 1,99 miliardi di franchi (1,93 miliardi di euro), +24,4%
  • In testa ci sono Usa (+33,2%), Cina (+22,4%) e Hong Kong (+11,9%), sul podio anche se si guarda al gennaio e febbraio
  • Il gruppo Swatch conferma l’ottimismo e punta a chiudere il 2022 con crescita a doppia cifra

3' di lettura

Passo veloce per l’export di orologi svizzeri in febbraio. Nel mese le esportazioni di segnatempo rossocrociati hanno toccato gli 1,99 miliardi di franchi (1,93 miliardi di euro), con un aumento del 24,4% rispetto a un anno prima. Si tratta del miglior febbraio mai registrato, sottolinea la Federazione dell'industria orologiera svizzera (Fh), che pubblica i dati sull’export elvetico. Per quel che riguarda l’insieme dei primi due mesi del 2022, le esportazioni di orologi svizzeri sono state di 3,70 miliardi di franchi (3,59 miliardi di euro), il 15,7% in più in rapporto allo stesso periodo del 2021.

Usa e Cina continuano a trainare l’export

Tutti i maggiori mercati hanno contribuito alla forte avanzata dell'export di segnatempo svizzeri nel febbraio di quest’anno. Gli Stati Uniti (+33,2%) restano al primo posto nel mese in termini di valore dell’export, seguiti dalla Cina (+22,4%) e da Hong Kong (+11,9%), che ritrova il segno positivo. Ci sono poi Giappone (+19,8%), Regno Unito (+43,6%), Singapore (+24,8%), Germania (+37,3%), Emirati Arabi Uniti (+17,9%), Francia (+22%), Corea del Sud (+22,6%). L’Italia nel mese è all'undicesimo posto e registra un +18,5%.

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Per quel che concerne i dati del bimestre gennaio-febbraio, questo l’andamento dei primi dieci mercati: Stati Uniti +35,1%, Cina +2,6%, Hong Kong +0,3%, Giappone +14,7%, Regno Unito +25,4%, Singapore +12,7%, Germania +25,3%, Emirati Arabi Uniti +11,3%, Francia +18,3%, Italia +14,6%. Nel bimestre quindi l’Italia resta nella top ten, mantenendo quel decimo posto che ha ceduto alla Corea del Sud nel mese di febbraio.

Pezzi d’altagamma a +28,3 per cento

A trainare le esportazioni in febbraio sono stati ancora una volta in particolare gli orologi di gamma alta, quelli con un prezzo superiore ai 3 mila franchi, con un progresso del 28,3% in valore. I segnatempo di gamma medio-alta, con un prezzo tra 500 e 3 mila franchi, hanno registrato nel mese un +16,4%; quelli di gamma media, con prezzo tra 200 e 500 franchi, hanno avuto un +4%; quelli della gamma di base, con prezzo inferiore ai 200 franchi, hanno registrato un +5,9%.

Dopo un 2021 da record, l’incognita guerra in Ucraina

L'industria orologiera svizzera rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. Dopo la caduta del 2020 dovuta alla pandemia, nel 2021 le esportazioni di segnatempo elvetici sono risalite a un livello record, a 22,29 miliardi di franchi per l'intero anno, con un balzo del 31,2% sull’anno prima. I dati dei primi due mesi 2022 indicano che l'espansione è proseguita, ora gli operatori puntano a mantenere il passo. I prossimi mesi diranno se gli impatti della guerra in Ucraina, dell’inflazione in aumento, di una coronavirus non ancora eliminato potranno essere superati nel settore senza troppi danni.

Swatch Group conferma l’ottimismo: ricavi 2021 a +30,7%

Nick Hayek, ceo di Swatch Group, nella conferenza stampa sui risultati 2021 ha confermato l’ottimismo per l’andamento degli affari del gruppo orologiero elvetico nel 2022. L'anno è iniziato bene e la previsione per le vendite del gruppo di Bienne nel 2022 è di una crescita a due cifre in valute locali, ha affermato Hayek.

Nel 2021 il fatturato netto di Swatch Group, che conta numerosi marchi oltre all'omonimo ed è presente in tutte le gamme e nei componenti (microchip inclusi, oggetto ora di una forte domanda), è stato di 7,31 miliardi di franchi, in aumento del 30,7% sull’anno prima; l’utile netto del gruppo nel 2021 è stato di 774 milioni di franchi, contro una perdita di 53 milioni di franchi nel 2020, anno dell'esplosione del coronavirus.

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