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Export, il record dei distretti Dallo stop di Russia e Ucraina calcolati rischi per 771 milioni

Nel 2021 scatto a doppia cifra rispetto all'anno precedente: sui valori pre-pandemia si registra
la nuova crescita di due miliardi. Quindici aree su 23 sono già al di là dei livelli toccati prima della crisi

di Luca Orlando

4' di lettura

Il mondo da allora è cambiato. Ma guardare i risultati internazionali delle aziende lombarde nell’ultimo scorcio del 2021 non è affatto un’operazione sterile: se le imprese sono ancora vive e vitali, a dispetto di caro-energia, crisi della supply chain e chiusura di alcuni mercati di sbocco (vedi Russia e Ucraina), lo devono infatti anche alle abbondanti risorse incamerate nei mesi precedenti quest’ultima recentissima crisi.

L’analisi di Intesa Sanpaolo sull’export 2021 offre infatti un quadro mediamente positivo, con risultati ampiamente al di sopra delle attese. A prezzi correnti l’export dei distretti industriali della Lombardia sfiora i 32 miliardi di euro, realizzando un progresso del 21,4% rispetto al disastrato 2020. Ben più significativo è però il confronto con il 2019, rispetto al quale c’è una crescita di quasi sette punti, in valori assoluti due miliardi di euro. Dati, in entrambi i casi, migliori rispetto alle medie nazionali. Per effetto di volumi aggiuntivi, certo, ma anche di dinamiche inflattive. Nel 2021 l’indice dei prezzi alla produzione sul mercato estero per le attività manifatturiere ha infatti registrato una crescita del 4,9% rispetto all’anno precedente e del 4,3% nel confronto con il 2019, con un’accelerazione evidente soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno (+9%). Balzo dei prezzi che è stato particolarmente accentuato in alcuni settori della regione ad alta intensità distrettuale come la metallurgia (+27,2% rispetto al 2019), dove incide più che altrove l’impazzimento dei listini di metalli, energia elettrica e gas.

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Recupero non monolitico ma comunque corale, che porta oltre i livelli pre-Covid 15 dei 23 distretti industriali monitorati.

Tra le filiere distrettuali che si collocano già oltre i livelli pre-pandemici spicca la metalmeccanica (+7,9% rispetto al 2019), trainata dai Metalli di Brescia. Il distretto si colloca al top della classifica regionale per valori esportati nel 2021 e fa segnare il progresso maggiore (1,4 miliardi, +36,2% rispetto allo stesso periodo 2019), a cui ha contribuito anche il rialzo dei prezzi alla produzione, a riflesso dei forti rincari dei metalli a livello internazionale. Tutti i distretti della metalmeccanica sono comunque in progresso rispetto al 2020, e cinque su nove hanno recuperato i livelli del 2019: tra essi si distinguono Meccanica strumentale di Bergamo (+6% vs. 2019), Metalmeccanica di Lecco (+3,1%) e Metalmeccanico del basso mantovano (+7,6%).

Segnali positivi anche per i distretti della gomma e della plastica, che continuano la crescita anche rispetto ai livelli pre-pandemici: Articoli in gomma e materie plastiche di Varese (+15,4% vs. 2019) e Gomma del Sebino Bergamasco (+11,8% vs. 2019).

In progresso anche il sistema casa (+8,6%), che prosegue nel beneficiare della crescente attenzione all’ambiente domestico indotta dalla pandemia e dove si registra il pieno recupero di tutti i distretti, in primis i Rubinetti, valvole e pentolame di Lumezzane (+9,6% vs. 2019). Segnali incoraggianti anche dal sistema moda, che ha mostrato un rimbalzo rispetto al 2020 (+16,7%). Performance tuttavia ancora insufficienti per consentire il pieno recupero di quanto perso nel 2020 (-9%), penalizzate in particolare nella prima parte dell’anno dalla chiusura delle attività ritenute non essenziali e dalle limitazioni alla vita sociale, nonché dal perdurare della diffusione dello smart working.

Anche la filiera dell’agro-alimentare (+10,5%), particolarmente attiva nel corso del 2020, continua il suo trend di crescita. Rispetto ai livelli pre-Covid soffre tuttora il distretto dei Vini e distillati del bresciano che sconta la chiusura, imposta nella prima parte del 2021, del canale Ho.Re.Ca. Al contrario, si sono messi in evidenza il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale (+13,6% rispetto al 2019) e le Carni e i salumi di Cremona e Mantova (+18,8%).

Dove si cresce? I mercati in cui l’export brilla in valore assoluto rispetto al 2019 sono stati nell’ordine la Germania (+418 milioni), la Cina (+341 milioni), la Francia (+328 milioni), la Turchia (+156 milioni), la Polonia (+153 milioni), i Paesi Bassi (+147 milioni). Segnali promettenti arrivano per il sistema moda dalla Cina, dove le vendite del 2021 recuperano e superano i livelli registrati nel 2019.

Se il passato è rosa, nuove ombre si addensano ora sull’export, in particolare quello diretto verso Russia e Ucraina. I danni potenziali diretti sono al momento limitati, tenendo conto che le esportazioni dei distretti verso questi due paesi vale su base annua 771 milioni, il 2,4% del totale.

Se in valore assoluto è la metalmeccanica il settore più esposto (471 milioni, il 2,5% del totale delle vendite all’estero dei distretti di questo comparto), altri comparti hanno esposizioni superiori. Come il sistema casa, che vede un’incidenza del 3,5% per un totale di 221 milioni.

Spostandoci sull’altro lato della bilancia commerciale si vede come l’import da Russia e Ucraina sia contenuto, pari a 97 milioni, lo 0,6% del totale delle importazioni dei distretti lombardi è legato prevalentemente al distretto dei Metalli di Brescia. Più esposto in percentuale è chi acquista legname, come il distretto Casalasco-Viadanese, che da questi paesi trae il 6,9% del suo import totale.

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