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Export: al Sud boom di Sicilia , Sardegna e Calabria

di Centro studi Guglielmo Tagliacarne

2' di lettura

Nel primo trimestre del 2022, il Mezzogiorno ha registrato un valore delle esportazioni pari a 12,3 miliardi di euro. Rispetto al trimestre dell'anno precedente, vi è stata una crescita del +34,4%. A trainare questo incremento sono state, in particolare, le due isole (Sicilia +71,9% e Sardegna +35,6%) e la Calabria (+56,6%). L'unica regione meridionale a registrare una variazione negativa è la Basilicata (-13,5%). Nel complesso, la crescita delle esportazioni del Mezzogiorno è superiore a quella registrata a livello nazionale (+22,9%). Un incremento altrettanto importante lo si osserva nelle importazioni, il cui valore è aumentato del +47,0% (dagli 11,6 miliardi del primo trimestre del 2021 ai 17,1 miliardi del medesimo trimestre del 2022). Le variazioni osservate nelle importazioni mostrano una distribuzione geografica simile a quella delle esportazioni. Difatti, le variazioni più significative sono ancora una volta osservabili nelle isole (Sardegna +65,5% e Sicilia +59,3%) e in Calabria (+53,0%). Inoltre, l'unica regione a registrare una variazione negativa è la Basilicata (-6,5%). Nel complesso, la variazione tendenziale registrata nel Mezzogiorno è superiore a quella nazionale che si attesta al +42,9%. Osservando il saldo della bilancia commerciale, nel primo trimestre del 2022 il Mezzogiorno mostra un saldo negativo (-4,7 miliardi di euro) che è quasi doppio rispetto a quello registrato nel medesimo trimestre del 2021 (-2,5 miliardi). Tutte le regioni meridionali registrano un saldo negativo ad eccezione della Basilicata, in attivo di circa 195 milioni di euro. Una valutazione del significato di questi dati risulta problematica, poiché i valori espressi a prezzi correnti non consentono di determinare con esattezza quanto le variazioni delle importazioni e delle esportazioni siano imputabili a un'effettiva crescita nel flusso di merci scambiate piuttosto che ai processi inflattivi attualmente in essere. Il confronto fra i dati espressi in valore e quelli valutati in quantità (che hanno visto un incremento molto più contenuto) sembra assegnare ai processi inflattivi un ruolo molto importante nella dinamica di crescita delle esportazioni. Infatti, le quantità esportate dal Mezzogiorno sono state solamente del 6,7% superiori rispetto a dodici mesi fa con la Sardegna che ha addirittura contratto fortemente le sue vendite. Il periodo di riferimento dei dati appare ancora non particolarmente condizionato dal conflitto russo-ucraino. Se, ad esempio, si osserva il valore delle importazioni di petrolio greggio, gas naturale ed energia elettrica - ovvero dei beni che hanno subito un significativo incremento dei prezzi, nel primo trimestre del 2022 - vi è stata una variazione tendenziale del +79,5%, che è comunque inferiore a quella nazionale (+193,0%). Tuttavia, è plausibile ritenere che nelle prossime rilevazioni statistiche le importazioni delle commodities energetiche possano registrare valori ancora più elevati derivanti proprio dal conflitto attualmente in corso.

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