Diario di bordo dell’economia

export, la valle d’aosta perde terreno

di Centro studi tagliacarne

2' di lettura

Le esportazioni del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria) hanno mostrato, nel 2020, una capacità di maggiore penetrazione su alcuni mercati rispetto alla media nazionale. I rapporti sono stati particolarmente intensi verso: i primi 12 paesi aderenti all’euro, l’Europa orientale, il Nord America, i dieci paesi con i maggiori livelli di Pil procapite (Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Macao, Norvegia, Qatar, Singapore, Stati Uniti, Svizzera). Mentre maggiori difficoltà si sono avute con i paesi che hanno aderito all’euro in un secondo momento (Repubbliche Baltiche, Cipro, Malta, Slovacchia e Slovenia). All’interno della ripartizione è possibile però trovare diversi distinguo rispetto all’andamento medio oltre che qualche accentuazione dei fenomeni. Il Piemonte, che con oltre l’84% dell’export dell’area è la regione più importante in termini di export, ha evidenziato molte difficoltà verso i paesi dell’Europa Orientale, del Nord-America e delle altre aree economicamente più avanzate. In decisa controtendenza la Liguria che ha registrato un aumento rispetto alla media verso i paesi orientali dell’Unione Europea manifestando, nel contempo, una forte accentuazione dei rapporti con il Nord America (dove la regione esporta con una intensità quasi doppia rispetto alla media dell’area) e con i paesi con il maggiore sviluppo economico dove il differenziale rispetto all’area è addirittura di 53 punti percentuali. I dati dei primi sei mesi del 2021 confrontati con quelli di 24 mesi prima evidenziano come il Nord-Ovest abbia archiviato la pandemia da Covid-19, sia pure con toni meno eclatanti rispetto a quanto non abbia fatto il complesso del paese (-0,3% contro il 4,1% medio nazionale). Tale ritardo è determinato essenzialmente da Valle d’Aosta e Liguria che manifestano un minor recupero rispetto a tutto il Centro-Nord. Il territorio valligiano ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un deficit rispetto a 24 mesi fa di 8,5 punti percentuali, derivante da una forte contrazione delle vendite con Svizzera (-13,5%) e soprattutto Stati Uniti (-40,7%). Il rapporto con il paese a stelle e strisce si è deteriorato in particolare per le vendite di acciaio mentre appare promettente la crescita di altre produzioni come gli strumenti di misurazione e gli articoli sportivi. La Liguria, invece, deve il suo -5,6% al peggioramento rilevato in tutta una serie di paesi: a partire da Francia e Spagna ma senza trascurare altre aree di forte significato come Grecia, Belgio, Gibilterra ed Emirati Arabi. Performance che hanno annullato l’evoluzione decisamente positiva dei rapporti con gli Stati Uniti. Il Piemonte, infine, è l’unica regione che ha messo a segno una sia pure modesta crescita (+0,7%) con una consistente crescita delle vendite in Belgio, Cina e Turchia e una contrazione nei confronti del Regno Unito.

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