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export, valori record per la pelletteria

2' di lettura

Le valutazioni in termini monetari dei flussi di commercio estero (uniche informazioni disponibili a livello provinciale mentre a livello regionale si possono avere anche valutazioni espresse in quantità) sono influenzate in questa fase storica da due elementi: l’aumento dei prezzi delle materie prime e i costi dell’energia che hanno contribuito ad un significativo innalzamento delle importazioni con conseguente saldo commerciale nazionale negativo nei primi sei mesi dell’anno. Peraltro, le informazioni disponibili non consentono di fornire un quadro completo di come si distribuiscono le importazioni sui territori poiché risulta impossibile attribuire territorialmente alcuni input energetici (come, ad esempio, il gas naturale) se non in minima parte. Ma nonostante questo, la bilancia commerciale della Lombardia dei primi sei mesi dell’anno, pur in un contesto di crescita dell’export particolarmente evidente sia in termini di valori che in termini di quantità, ha presentato un segno meno pari a circa 13,6 miliardi di euro contro i -6,4 dell’analogo periodo del 2021. La crescita degli acquisti dall’estero è attribuibile essenzialmente ai prodotti siderurgici, chimici, plastici, in gomma e al petrolio. Il peggioramento del saldo commerciale è stato trasversale a tutti i territori provinciali della regione con un paio di eccezioni, vale a dir Milano e Varese che hanno mostrato stabilità con peggioramenti più marcati nelle province di Bergamo, Lecco e Mantova che comunque riescono a mantenere ancora un saldo positivo. Venendo alle sole esportazioni, alla crescita dei volumi venduti ha fatto seguito anche un incremento dei valori economici valutabile intorno al 22% pressoché omogeneo sul territorio come dimostra la performance identica fra fascia padana e resto della regione. Sul fronte delle merceologie solo 17 capitoli dei 117 oggetto di osservazione hanno peggiorato il valore delle vendite all’estero, di cui però solo due possono essere etichettate come significative dell’export lombardo, ovvero macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili e autoveicoli, con questi ultimi che hanno perso oltre il 13% del valore delle vendite. Per quanto concerne le 100 merci che invece hanno visto un aumento dei valori venduti, va evidenziato ancora una volta il mondo connesso alla siderurgia, che ha riversato sui prezzi di vendita la crescita dei prezzi di acquisto delle materie prime senza perdere quote di mercato (l’ammontare delle quantità esportate è di fatto cristallizzato rispetto ai primi sei mesi del 2021) con aumento dei valori esportati di circa il 35%.

Al di fuori della metallurgia si segnalano (nell’ambito dei prodotti maggiormente venduti) i tassi di crescita della pelletteria (+40%) che trascina con sé tutto il mondo dell’abbigliamento e delle pelli (+33%) e degli articoli per le telecomunicazioni (+61%), ambiti merceologici che diversamente dal metallurgico hanno mostrato anche un significativo andamento positivo delle quantità vendute.

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