lettera al risparmiatore

Exprivia-Italtel, più ricavi esteri. La spinta della digitalizzazione

di Vittorio Carlini

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4' di lettura

La digitalizzazione attraversa l’intera economia. Una trasformazione che da un lato, anche grazie a big data e “cloud computing”, incide sul modo di ideare e realizzare i processi produttivi. E dall’altro modifica le stesse infrastrutture: dal mondo tlc (standard 5G) alle reti energetiche intelligenti fino al sistema sanitario e all’Industria 4.0. Si tratta di un fenomeno che le società tecnologiche vogliono sfruttare. Così è anche per Exprivia-Italtel. Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, nel piano d’impresa 2018-2023 individua proprio nella trasformazione digitale uno dei trend di fondo della crescita. Una leva da utilizzare anche per raggiungere gli obiettivi del business plan. Già, i target del business plan. Quelli economico finanziari fissati da Exprivia-Italtel stimano un fatturato fino a circa 760 milioni nel 2023, con l’incremento medio annuo del 3,8%. L’Ebitda, dal canto suo, è previsto arrivare intorno a quota 76 milioni mentre il rapporto del debito netto sul Mol dovrebbe calare a 1,5 volte per fine 2023 (era 6,2 il 31 dicembre scorso). Infine: i Capex medi annui sono intorno a 20 milioni. Insomma: si tratta di dati che descrivono una realtà in espansione.

L’integrazione
Tutto rose e fiori, quindi? La situazione è più complessa. Il gruppo Exprivia-Italtel è costituito da due società che vanno integrandosi. L’unione delle aziende è alla base del programma di crescita tanto che, ad esempio, le sinergie da ricavi al 2023 di Exprivia sono previste in 23 milioni e quelle di Italtel a 33 milioni. Sennonché, di là dal “risk execution” insito in qualsiasi piano d’impresa, il risparmiatore sottolinea che proprio l'esecuzione dell’integrazione potrebbe dar vita a problematiche nel raggiungere gli obiettivi indicati.

Il gruppo non condivide il dubbio. In primis, viene sottolineato, la complementarietà dei business, sia nei prodotti che nell’articolazione geografica, è forte. Inoltre, afferma la società, Exprivia già nel 2007 ha positivamente gestito con Swimservice un’acquisizione di carattere trasformativo. Il che, conclude il gruppo, mostra la sua capacità nell’integrare realtà importanti. A fronte di ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi il rischio di problemi di governance tra Exprivia ed Italtel. Il gruppo rigetta il timore. La già indicata complementarietà delle due aziende, viene spiegato, induce la collaborazione e il continuo scambio di competenze tra i vertici delle due aziende. Certo: entro tre anni è auspicabile ipotizzare un unico cda. E però, si ricorda, l’aggregazione ha una valenza prettamente industriale. Quindi Expriva-Italtel, da una parte, indica che ogni sforzo sarà effettuato per generare la ricchezza attesa; e dall’altro, messi alle spalle i risultati del primo trimestre 2018, indica di essere in linea con gli obiettivi del piano d’impresa. Compresi quelli che riguardano il 2018. Cioè tra gli altri: il Mol consolidato normalizzato del gruppo a 48 milioni.

I mercati di riferimento
Fin qui alcune considerazioni sull’aggregazione aziendale. Quali però le aree cui maggiormente si punta per la crescita del business? La società è attiva su 7 mercati verticali: l’Industria, l’Energia, l’Aerospazio e Difesa, le Tlc e Media, la Finanza, il Settore Pubblico e l’ “Healthcare”. A ben vedere non c’è un settore più rilevante di altri. In generale la convergenza tra reti superveloci ed applicazioni, considerata - insieme all’innovazione tecnologica- essenziale nel piano d’impresa, è un fil rouge che attraversa un po’ tutti i settori. Ciò detto, però, in alcune aree l’offerta di Exprivia ed Italtel trova già una sua più articolata esplicazione. Così è, ad esempio, nell’ “healthcare”. Qui i tagli della spesa sanitaria, uniti all’invecchiamento della popolazione, richiedono più efficienza e a minori costi. Un ambito dove c’è spazio, e richiesta, per le soluzioni tecnologiche del gruppo.

EXPRIVIA-ITALTEL IN NUMERI

EXPRIVIA-ITALTEL IN NUMERI

Espansione all’estero
Ma non è solo la tipologia di settori. Altra priorità di Exprivia-Italtel è l’internazionalizzazione del business. I ricavi generati oltre confine sono destinati ad aumentare: nel 2020 dovrebbero arrivare a circa 260 milioni (erano 168 lo scorso anno) per poi raggiungere quota intorno a 292 milioni nel 2023 (circa il 38,6% del totale giro d’affari). Le aree geografiche cui si guarda con maggiore interesse, sfruttando oltre all’articolazione internazionale di Italtel le stesse alleanze con partner quali Cisco o Sap, sono l’Europa Occidentale e l’America Latina. A fronte di ciò, però, il risparmiatore fa il seguente ragionamento. Nei mercati emergenti, al di là della recente crisi in Turchia dove Exprivia-Italtel sottolinea di non avere alcuna esposizione, sono sorte problematiche proprio in Sud America. In particolare in Argentina. Una situazione che può indurre a considerare gli obiettivi di crescita internazionali troppo ottimistici. Il gruppo, pure consapevole della situazione, smorza la preoccupazione. L’America Latina, viene ricordato, è una zona i cui Paesi storicamente sono caratterizzati da volatilità. Orbene la presenza in loco da tempo, sia di Exprivia che di Italtel, ha permesso al gruppo di maturare l’esperienza per gestire simili situazioni. Inoltre, sottolinea sempre il gruppo, l’articolazione in diversi mercati consente di controbilanciare l’eventuale calo in un Paese con il rialzo in un altro. Non solo in Sudamerica ma anche, e soprattutto, in Europa dove Stati quali la Germania e la Spagna sono contraddistinti da andamento positivi. Quindi conclude Exprivia-Italtel sul tema in oggetto non c’è alcuna particolare problematica. Così come non c’è apprensione riguardo alla politica protezionistica voluta da Washington. La società, infatti, sottolinea di non avere grandi interessi negli Usa. I dazi però, va ricordato, surriscaldano le materie prime. Vero, dice il gruppo. Rispetto ad esse, però, da un lato il rialzo dei loro prezzi aiuta le economie dei Paesi produttori dove Exprivia-Italtel è presente (ad esempio America Latina); e, dall’altro, si tratta di dinamiche che possono in parte gestirsi attraverso la leva del listino finale dei prezzi. Con il che, anche riguardo a questo fronte, il gruppo afferma di non vedere particolari problemi.

Il semestre
Infine: i conti del primo semestre 2018. Qui, va ricordato, deve confrontarsi il consolidato Exprivia-Italtel con i dati pro-forma dello stesso periodo del 2017. Ebbene: la redditività, a livello di Ebitda , è cresciuta. Migliorata, poi, la stessa situazione dell’Ebit (seppure ancora negativo). Si amplia invece il rosso dell’utile ante imposte. Un dato che preoccupa il gruppo? La società risponde negativamente. In primis perché, viene spiegato, è in parte l’effetto contabile-figurativo dei cambi sui crediti aziendali, soprattutto verso Argentina e Messico. E poi perché la visibilità sull’andamento degli ordini consente al gruppo, per l’appunto, di affermare di essere in linea con i target del piano d'impresa, i quali sono tutti confermati.

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