Attualita

«Exprivia punta sugli Its: una scelta strategica da rafforzare nel tempo»

di Vincenzo Rutigliano

Domenico Favuzzi, presidente e ad di Exprivia

3' di lettura

L’Its “Apulia Digital Maker” funziona. E lo strumento va rafforzato. Per Domenico Favuzzi, presidente e ad di Exprivia, gruppo internazionale di Ict che conta 2.700 professionisti distribuiti in 7 paesi nel mondo, la progettazione a monte dei corsi ed i tirocini su misura svolti nella sua azienda, sono stati decisivi. Per questo è stato assunto quasi il 50% dei tirocinanti ospitati in Exprivia, a tempo indeterminato. Tutti già integrati e in linea con gli obiettivi di questo gruppo che, nel primo semestre dell’anno, ha registrato ricavi in crescita del 4% sullo stesso periodo 2020, da 81,5 a 84,8 milioni ed Ebitda a 11,5 milioni (+47,8%). Con questi numeri ed il comparto Ict dato in crescita, tra il 5 e l’8%, nei prossimi 2 anni, la scelta di Exprivia negli Its è strategica anche per il futuro.

Presidente Favuzzi, la scelta degli Its, perché?

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Abbiamo iniziato a collaborare con due Its, l’Adm pugliese e lo Steve Jobs in Sicilia. Ci serviva capire come - allargando la nostra area di competenza a banche, capital market, social security, big data, cloud, Iot, mobile - questi Its potessero soddisfare il deficit di esperienza e di competenze specifiche che lamentiamo da tempo.

E ci siete riusciti?

Il bilancio è molto buono, la formula Its e della collaborazione diretta con le aziende funziona. Oggi gestiamo insieme buona parte dei corsi, ospitiamo i tirocinanti nei nostri uffici. Tra l’anno scorso e quest’anno abbiamo ospitato, nei 3 corsi pugliesi, quasi 80 tirocinanti e siamo coinvolti pure nel corso attivato quest’anno in Sicilia.

Quanti poi sono stati assunti?Quasi il 50%, esattamente 28 in Puglia, a tempo indeterminato. E questo avviene perchè noi progettiamo a monte il corso ed eroghiamo la parte di formazione, quasi 600 ore, con i tirocinanti affiancati dai nostri tutor. E quando li assumiamo, già formati, vanno ad operare con i colleghi a loro più affini. Così i diplomati acquisiscono una professionalità vera spendibile nel mondo del lavoro.

Gli assunti sono tutti operativi nelle sedi di Exprivia in Puglia?

Sì, e sono una parte perché insieme ai nostri assunti, vi sono anche quelli occupati dalle altre aziende Ict del territorio. Quindi quasi il 70-80% dei corsisti tirocinanti vengono assunti e sono occupati e questo, per una regione del Mezzogiorno, non è un risultato da poco.

In Exprivia i tirocinanti che percorso seguono?

I tirocinanti entrano nei gruppi produttivi affidati in piccoli task in affiancamento ai senior e indirizzati ad approfondimenti su tematiche tecnologiche più verticali. Si va dai linguaggi di programmazione come java a quelli nuovi come per il .net, dalle tematiche di dominio legate all’ambito sanitario(presa in carico e gestione di anomalie) al crm salesforce o alla gestione di sistemi in ambito sistemistico.

Dunque formazione su due livelli rispetto a quella basica...

Sì, nel tirocinio ciascuno di loro è stato indirizzato verso ambiti diversi elevandosi rispetto al substrato omogeneo di competenze della fase d’aula, ovviamente cercando di assecondare desiderata ed inclinazioni dei singoli ragazzi.

Correttivi alla formula di questi Its?

No, gli unici correttivi che mi sento di suggerire sono nella direzione di rafforzare ancora di più i compiti dell’Its, e di integrare ancora di più la collaborazione tra imprese di riferimento del territorio in cui si muove l’Its, ed il mondo della scuola per individuare insieme le esigenze delle imprese. Quindi questo meccanismo va incentivato.

E per la formazione durante il lavoro?

Questo tema è decisivo. Anche la formazione successiva all’ingresso in azienda è importantissima e d’ora in avanti dobbiamo occuparcene organicamente. È anche per questo che organizziamo in Spegea, business school di Exprivia-Confindustria e Ance Puglia, corsi non solo per laureati, ma anche di sviluppo manageriale del personale.

Progetti futuri in Exprivia sulla formazione?

Aderendo alla federazione dei Cavalieri del Lavoro, stiamo cercando di favorire l’ingresso dei laureati nelle Pmi. E alla regione Puglia abbiamo chiesto misure specifiche in questa direzione e fermare, così, la perdita di capitale umano che subisce la Puglia ed il Sud.

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