ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe misure del governo

Extra profitti, Eni rifà i calcoli: il prelievo sale da 550 milioni a 1,4 miliardi.Tonfo in Borsa

Il gruppo ha rideterminato l’ammontare dopo la circolare di fine giugno dell’Agenzia delle Entrate che ha precisato gli esatti confini del prelievo

di Celestina Dominelli

(REUTERS)

2' di lettura

Eni rifà i calcoli sugli extraprofitti dopo le circolari dell’Agenzia delle Entrate che hanno precisato gli esatti confini del prelievo disposto dal governo Draghi con i decreti Energia e Aiuti per finanziare le misure anti-rincari. Così, sulla base del nuovo computo, il contributo del gruppo guidato da Claudio Descalzi sale da 550 milioni a 1,4 miliardi complessivi. Quasi triplicato. Sulla base della nuova cifra, quindi, il Cane a sei zampe ha versato l’integrazione dell’acconto, pari a 340 milioni, entro la prima delle due scadenze fissata dall’esecutivo per regolarizzare le posizioni delle aziende interessate dal balzello.

Il titolo Eni in Borsa accusa il colpo e viaggia in netto ribasso a Piazza Affari.

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L’interpello con l’Agenzia delle Entrate

Dopo l’ulteriore circolare dell’Agenzia di metà luglio il gruppo aveva chiesto poi chiesto ulteriori delucidazioni con un interpello a valle del quale i tecnici di Eni hanno proceduto a rideterminare il contributo. Nell’istanza presentata alle Entrate il gruppo aveva sollevato il tema della rilevanza delle operazioni prive del requisito di territorialità rispetto al calcolo complessivo del contributo dovuto. L’aliquota del contributo, originariamente fissata in misura pari al 10%, è stata incrementata al 25% dal decreto legge 50/2022 (decreto Aiuti) e riguarda il saldo delle operazioni attive e passive ai fini Iva realizzato nel periodo ottobre 2021-aprile 2022 rispetto a ottobre 2020-aprile 2021. Una base di calcolo che è stata, va detto, aspramente criticata dalle aziende.

La stretta decisa dal governo

Come noto, il governo ha deciso di istituire una tassa a carico delle aziende energetiche per sostenere le misure finalizzate ad alleggerire l’impatto dei rialzi di luce e gas. Secondo la tabella di marcia, le imprese interessate avrebbero dovuto versare un acconto del 40% entro il 30 giugno e il saldo a fine novembre. Alla scadenza di fine giugno, però, molte aziende non hanno onorato l’impegno fissato dall’esecutivo (rispetto ai 4,2 miliardi stimati è arrivato nelle casse dello Stato poco meno di un miliardo). Così il governo ha deciso una stretta con il Dl aiuti bis stabilendo un percorso in due tappe con sanzioni ridotte per chi regolarizzerà il dovuto entro il 31 agosto e una multa del 60% di quanto non versato (raddoppiata rispetto alle sanzioni ordinarie già previste) dal 1° settembre in poi.

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