ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl prelievo straordinario

Extraprofitti, entro oggi si paga il primo acconto ma le imprese contestano la tassa

La seconda fase dell’operazione, con il versamento dell’importo rimanente, a saldo, dovrà scattare entro il 30 novembre 2022

di Andrea Carli

Ucraina, Draghi: "Aiutiamo cittadini e imprese dopo i rincari dei prezzi"

2' di lettura

Entro giovedì 30 giugno le aziende energetiche devono versare a titolo di acconto il 40% del contributo previsto dal decreto Ucraina. Il contributo è stato previsto per alleggerire i costi di energia e gas a beneficio di famiglie e imprese. La seconda fase dell’operazione, con il versamento dell’importo rimanente, a saldo, dovrà scattare entro il 30 novembre 2022. Il contributo è stato criticato dalle aziende del comparto. Dal loro punto di vista la misura, pur in un contesto emergenziale sul fronte energetico per cittadini e imprese, è stata «formulata male» e «punitiva»: una tassa sul fatturato, anziché sugli extra profitti, che crea disparità tra aziende dello stesso settore. In una parola, «iniqua».

Prelievo straordinario

Il contributo è a titolo di prelievo straordinario. Dovuto dunque una tantum, è a carico dei produttori, importatori e rivenditori di energia elettrica, di gas nonché di prodotti petroliferi.

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Come si determina

La base imponibile su cui calcolare il contributo straordinario contro il caro bollette (articolo 37 del dl 21/2022, modificato dal dl 50/ 2022 e convertito, con modificazioni, dalla legge 51/ 2022) è costituita dall’incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1° ottobre 2021 al 30 aprile 2022, rispetto al saldo del periodo dal 1° ottobre 2020 al 30 aprile 2021. Il contributo si applica nella misura del 25% nei casi in cui l’incremento sia superiore a 5 milioni di euro. Il contributo non è invece dovuto se l’incremento è inferiore al 10%. Ai fini del calcolo si considera il totale delle operazioni attive e il totale delle operazioni passive, al netto dell’Iva, indicato nelle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva.

I chiarimenti dell’agenzia delle Entrate

L’agenzia delle Entrate ha chiarito che i soggetti che hanno iniziato l’attività in un momento successivo al primo periodo di riferimento (ossia dopo il 30 aprile 2021) sono esclusi dal prelievo, dal momento che per questi soggetti non si realizza il presupposto per l’applicazione del contributo, mancando del tutto lo svolgimento dell’attività in tale periodo. Se invece un soggetto ha iniziato l’attività nel corso del primo periodo di riferimento (1° ottobre 2020 - 30 aprile 2021), ad esempio il 1° gennaio 2021, il contributo è dovuto, confrontando tuttavia dati omogenei. In particolare, nel caso preso ad esempio si dovranno prendere come termine di confronto i dati desumibili dalle LIPE relative al periodo 1° gennaio 2021 - 30 aprile 2021 e raffrontarli con i dati relativi al periodo 1° gennaio 2022 - 30 aprile 2022, facendo riferimento (in caso di periodi non coincidenti con la LIPE), ai dati dei registri Iva.

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