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F1, Gp Brasile: le pagelle

a cura di Datasport


3' di lettura

Max Verstappen      10 Di essere il vincitore morale gli frega niente, se Ocon se lo fosse trovato davanti in una stanza isolata anziché di fronte a commissari e telecamere chissà che gli avrebbe fatto. Entusiasma con tanti sorpassi ed una corsa grandiosa, poi succede quel che non ti aspetti ed il forcing finale è romantico ma insufficiente.   Lewis Hamilton       9 Un grazie ad Ocon glielo deve, senza di lui il successo difficilmente sarebbe arrivato. Invece quando ormai non ci sperava neanche più arriva il colpo di scena, stringe i denti e porta a casa il bottino pieno. Bravissimo nella gestione delle gomme medie.   Kimi Raikkonen       8 Non era sicuro che il podio fosse alla portata, anzi viste le Red Bull forse non lo era. Eppure ce la fa, arrivando non lontano da Hamilton e difendendosi egregiamente da quell'indemoniato di Ricciardo, al quale toglie il podio con una bella difesa. Si fosse liberato prima di Bottas però...   Daniel Ricciardo     8 Le vicende di Verstappen lo mettono un po' in ombra, ma la sua gara non è assolutamente da sottovalutare: parte 11° e chiude 4° ad un niente dal podio, mette in mostra il suo miglior repertorio fatto di sorpassi e staccate.   Charles Leclerc     8 Gran fine settimana, se proprio dobbiamo cercare il pelo nell'uovo macchiano leggermente i tre giorni brasiliani quei centesimi con cui Ericsson si mette davanti in qualifica. In gara però non sbaglia niente e si prende la settima posizione, ad Hinwil ringraziano, l'ottava piazza tra i team è quasi certa.   Romain Grosjean     7 Batte di un niente il compagno di squadra, prendendosi una buona ottava posizione, Haas ringrazia anche se finire davanti a Renault nel Costruttori è comunque durissima.   Kevin Magnussen     7 Chiude negli scarichi di Grosjean, il quale ad Interlagos gli finisce davanti sia in prova che in gara. Complessivamente però una buona prestazione.   Sergio Perez       7 Un punticino che soddisfa lui, meno il team per il quale l'assalto alla sesta piazza nel Costruttori alla McLaren sarà molto difficile da concretizzare.    Valtteri Bottas       6 Sufficienza solo perchè fa il suo, vale a dire lottare con gli avversari facendo loro perdere più tempo possibile, deve ricorrere alla seconda sosta e chiude 5°, di poco davanti a Vettel.   Sebastian Vettel      6 Difficile stabilire dove arrivino i suoi demeriti e dove comincino le colpe del sensore che non funziona, di sicuro non vive una giornata semplice, non è protagonista e nemmeno veloce. Partire in prima fila e finire 6° non era certo quel che si aspettava.   Brendon Hartley      6 E' l'ultimo a fermarsi dopo ben 50 giri sulle medie, la strategia non è male e così riesce a risalire fino all'undicesima posizione, che però non è sufficiente per garantirgli dei punti.   Carlos Sainz jr      6 Perde il duello più eccitante della sua corsa, il duello con Hulkenberg, ma almeno la sua Renault non si ferma e può vedere il traguardo, anche se con un anonimo 12° posto.   Stoffel Vandoorne     6 Finisce davanti ad Alonso e questo è il succo della sua gara, purtroppo con questa McLaren c'è poco altro da fare.   Sergey Sirotkin      6 Altra corsa difficile, però riesce a finire davanti a Stroll.   Nico Hulkenberg     6 Non male fino al ritiro, si consola con il duello vinto contro il compagno Sainz.   Pierre Gasly      5 Bravissimo al sabato, sicuramente rivedibile alla domenica. Partire con le supersoft è un boomerang, infatti con una strategia differente Hartely gli finisce due posti davanti pur partendogli sette posizioni indietro.   Fernando Alonso     5 Dà l'impressione di essere un po' spaesato, forse l'aria del ritiro lo appanna un po'. Fa fatica e chiude 17°, lontano pure da Vandoorne.   Lance Stroll       5 Lontano pure dal compagno Sirotkin, auguri per il futuro con Perez vicino.   Marcus Ericsson     5 Per quanto tutto va bene al sabato, tutto va male alla domenica. Perde i pezzi già prima di partire, parte male, fa fatica nei primi giri e poi si ritira, quando ormai la sesta posizione di partenza è già un miraggio.   Esteban Ocon      1 Boh, chissà che gli è passato per la testa. Diventa l'uomo che decide la gara ma lo fa nella maniera più impensabile possibile, frustrazione o no certe cose non si devono vedere su una pista da F1.

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