Sport

F1, Gp Canada: Jacques incontra Gilles. E Montreal si alza in piedi

a cura di Datasport


2' di lettura

Prima che un ricordo, prima che una celebrazione, questa è una storia di un padre e di un figlio. E non sono solo parole di circostanza per costruirci la storia sopra con della finta retorica, perchè in quella di Jacques vestito da Gilles a Montreal 2018 ci puoi mettere tutto tranne che frasi fatte. Una riconciliazione, quasi un abbraccio tra padre e figlio nel segno di una macchina, la Ferrari 312 T3.   Per Jacques Villeneuve avere un padre come Gilles, professionalmente parlando, non è stato per niente facile. Magari ha aperto qualche porta in più, ma il conto che si richiedeva era di essere veloce sin da subito, era quello di far vedere che nel dna c'era ancora traccia del cognome Villeneuve. Un cognome scomodissimo per chi voleva costruirsi una carriera nello stesso mestiere di un padre tanto amato. Jacques ha faticato, si è fatto da solo, costruendosi prima una reputazione in America prima di approdare in Formula 1. Dove il peso era pronto a sciacciarlo, mentre lui gridava, a squarciagola, ma senza che nessuno volesse sentirlo: ragazzi, questa è la mia carriera, questo sono io, Jacques, non Gilles. E il titolo del '97 è mio, l'ho vinto per me, non perchè sentissi l'obbligo di completare quello che il destino aveva interrotto con mio padre.   Funziona così, a volte si costruiscono storie su una parola detta a mezza bocca ed altre non si tiene di conto cose dette in maniera chiara e tonda. No, non è stato facile per Jacques, che forse solo ora può veramente riunirsi ad un babbo andato via troppo presto anche per lui, o meglio soprattutto per lui. Dopo aver provato a Fiorano la 312 T4 sei anni fa, in Canada, terra nativa sua e di Gilles, è arrivato il ricongiungimento quasi totale, con Jacques ad omaggiare i 40 anni della prima vittoria di Gilles, nella stessa terra, con la stessa vettura, sulla stessa pista.   Un ricordo dovuto, sentito e voluto. Dal pubblico, dalla Ferrari, da Jacques. Pure Sebastian Vettel, amante e rispettoso della storia forse come nessuno nella griglia di partenza di oggi, non ha mancato di dirlo, nel sabato canadese dopo la pole, che questo per i ferraristi è un posto speciale, perchè era casa di Gilles. Che avrò sicuramente apprezzato da lassù.

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