Formula 1

F1, Gp Portogallo, vittoria Hamilton davanti Verstappen. Sesta Ferrari Leclerc

Lewis Hamilton su Mercedes ha vinto il Gran Premio di Formula 1 del Portogallo, terza prova del 2021. Sul circuito di Portimao, il campione del mondo inglese ha preceduto la Red Bull di Max Verstappen e il compagno di scuderia Valtteri Bottas

di Alex D'Agosta

(Reuters)

4' di lettura

Bella pista, bella giornata, bella gara quella in Algarve, la splendida regione costiera a Sud del Portogallo che ospita per la seconda volta il Gran Premio di Formula 1 dopo tanti anni di digiuno della massima serie. Nell’era precedente, dal 1984 al 1986, il record di vittorie nello stato più “atlantico” d’Europa era della Williams, una ai tempi dei motori Honda e cinque con i Renault. Una pista difficile e ostile perfino a Senna, trionfante solo una volta con la Lotus, mentre il record appartiene nientemeno che a Nigel Mansell.

Conferma Mercedes

Quest’anno, in quest’era “ibrida”, invece, si racconta ancora di una conferma Mercedes. Con Hamilton che detta la sua legge ma ha sempre come primo fra i suoi inseguitori diretti Max Verstappen. Mentre Bottas, poleman per un soffio, si illude di andare bene all’inizio ma alla prima occasione perde la leadership e non rientra più neanche lontamente in lizza. Il finlandese infatti inizia la corsa davanti.
Dopo l’unica safety car, Hamilton sembra addirittura in affanno, lasciando la seconda posizione a Verstappen. Ma al giro 11 il campione in carica supera l’olandese e al giro 20 anche Bottas. In seguito, lo scudiero di Lewis perde anche la posizione da Verstappen. Dopopodiché, come visto e rivisto negli ultimi anni, per quanto concerne il podio, gara finita.

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Dulcis in fundo, al più veloce del sabato, Bottas, è stato lanciato il guanto di sfida al penultimo giro. Verstappen, con oltre trenta secondi di vantaggio, viene richiamato per mettere le gomme più morbide e cercare di strappare il famoso punto del più veloce in gara. Il box Mercedes risponde e richiama Bottas. Poi lo smacco: Verstappen vince al cronometro questa ormai sempre più abituale “sfida dell’ultimo giro”, che ha almeno l’importante ruolo di risvegliare il pubblico sempre e necessariamente a fine gara, quando le auto hanno il minor carico di benzina e i piloti non hanno più molto da perdere. E qui il colpo di scena: punto cancellato e consegnato a Bottas a causa dell’infrazione della sempre più severa normativa del “track limits”, pensata per convince i piloti a usare la pista solo nella parti interne alle carreggiate cercando di fare meno “furbate” e manovre pericolose possibili.

Il record di Verstappen

Tuttavia, come Hamilton, Verstappen si può consolare con un altro piccolo “record”, quello di aver finito tutte e tre le gare del 2021 finora in prima o seconda posizione. L’inglese, dal canto suo, aumenta la bacheca a livelli davvero pesanti per sé e per il team: 117 vittorie per Mercedes e 97 personali, podio numero 168 in carriera.  E poi è davvero peculiare, quasi “monotona”  verrebbe da dire, la composizione di questo terzetto da podio. Hamilton, Verstappen e Bottas, infatti, diventano il “trio” più frequentemente salito sui tre gradini nella storia di questo sport (fra l’altro, tutti sempre con la stessa casacca).

Non si riesce invece ancora a testimoniare l’atteso salto di qualità nelle prestazioni della Ferrari. Leclerc, sesto, arrivato comunque un po’ sopra alla qualifica, ma ancora ben distante da Mercedes e Red Bull e “solo” a  quattro secondi dalla McLaren, a fine gara racconta di problemi con le gomme medie. Una “fatica”, un affanno registrato anche da Sainz, finito addirittura fuori dalla zona punti.

Nessun exploit da giovani e seconde guide oggi: Perez quarto non si è mai distinto (ed è sotto pressione per non avere ancora assaggiato il podio in Red Bull). Norris con il suo buon quinto ha staccato molto Ricciardo che, tuttavia, ha fatto una rimonta significativa dal fondo dello schieramento, chiudendo nono. Ed è qui la notizia più grande: dietro Leclerc e prima della seconda McLaren si sono infilate davvero a sorpresa entrambe le Alpine, il marchio sportivo francese che rilevato l’eredità Renault. Ocon davanti ad Alonso di un secondo, a pieni giri, è un risultato da incorniciare. Un trend in crescita dovuto a soluzioni “controcorrente” del team francese: non aveva fatto vedere molto nei test ma con buone qualifiche e questo risultato, si conferma che l’auto non è affatto sbagliata, nonostante le difficoltà di essere rimasta l’unica motorizzata Renault, senza quindi fondi e feedback derivanti dai team satellite. Una bella notizia, insomma, anche per vedere un Alonso, fuori dalla F1 tre anni, di nuovo competitivo, nonostante l’incidente in bicicletta a Lugano a poche settimane dal semaforo australiano.

Pasticcio Alfa Romeo

Fra le note dolenti della giornata, il “pasticcio”  delle due Alfa Romeo, che corrono sotto bandiera elvetica. Raikkonen tocca in piena velocità Giovinazzi in rettilineo e si autoesclude da solo: il modo poteva essere molto pericoloso, il luogo per fortuna distante dalla curva e quindi non ci sono state conseguenze ai piloti. Ma tanti, tanti detriti di carbonio taglienti e pericolosi in pista, che hanno neutralizzato la corsa fino a quel momento. Uno dei pochi “colpi di scena” di una gara peraltro sicura, scorrevole e in una pista equilibrata e discretamente ben disegnata, dove tuttavia i regolamenti attuali della Formula 1 non consentono corse spettacolari senza mettere “pepe” con maltempo o altre cause esterne: non è bastato neanche il forte vento di oggi che ha condizionato solo le stime sui consumi di gomme e carburante. Dopo il rivedibile Sainz e il primo dei doppiati Giovinazzi, compare Vettel, ancora incapace di emergere con questa macchina, ma il decimo in qualifica di ieri gli ha dato sicuramente fiducia per il resto di stagione. Niente da dire sull’altra Aston, di Stroll, che non mostra particolari grinte e capacità. 

Arriviamo a raccontare del quindicesimo, il giovane giapponese Tsunoda, perché con l’Alphatauri è riuscito a mettere il muso davanti a Russell (un futuro candidato alla vittoria, appena avrà un’auto decente), nonostante i ripetuti ammonimenti per il famigerato track limit. A. discolpa di Russell, si noti che Latifi è a due giri dal leader, dietro a un discreto Mick Schumacher che, con quella Haas di più non può, e davanti allo scandaloso Mazepin. Il russo, che era già antipatico a questo mondo prima ancora di iniziare dopo lo scandalo del video da “spaccone” sui social media, oggi non ha combinato guai grandi ma ha dimostrato ancora una volta che la Formula 1 non sembra fatta per lui. Macchina lenta a parte, sta facendo la figura di uno dei rookie più inadeguati di tutti i tempi.

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