formula 1

F1, a Hamilton il primo GP dell'Emilia Romagna. Mercedes festeggia il settimo titolo costruttori

Torna dopo 14 anni la Formula uno nella regione che ha dato i natali alla Ferrari ma anche Lamborghini, Ducati e AlphaTauri. Quinto Leclerc

(AFP)

6' di lettura

È andato in scena il “terzo” e ultimo gran premio in Italia di questo strano 2020. Una gara purtroppo senza pubblico, ma che, a prescindere dai risultati, ha rappresentato un momento idilliaco per gli appassionati, perché ha consentito un inatteso ritorno della Formula 1 a Imola e nell'Emilia Romagna dopo quattordici anni di assenza dal tracciato intitolato nientemeno che a Enzo e Dino Ferrari. Terra di motori (fabbriche, team, campioni di auto e moto) quanto di cicloturismo e tradizioni gastronomiche famosissime nel mondo che ha saputo cogliere l'occasione di ospitare, con poco preavviso, sia questo evento sia i recenti mondiali di ciclismo su strada, approfittando delle rinunce di altre località che hanno dato forfait a causa della pandemia Covid-19.

Un grande sforzo della autorità e una notevole conquista per l'Italia sulla scena internazionale. Peccato che la data così tardiva nel calendario, a rischio ad esempio di cattivo tempo, non abbia disatteso le aspettative né meteorologiche né tecniche, ma quelle dei Tifosi con la T maiuscola che avrebbero voluto andare in tribuna: la variabile impazzita purtroppo è stata ancora la diffusione del nuovo coronavirus che ha impedito di far accedere all'impianto i numerosi avventori paganti che, assenti a Monza e molto limitati al Mugello, speravano di vivere ancora una bella giornata di festa.

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Invece, la beffa: il Portogallo mezzo pieno, l'ex Gp di San Marino tutto vuoto.A casa Ferrari, Lamborghini, Ducati e AlphaTauri, Mercedes fa record Imola non più tragica, non più pericolosa o noiosa. Anzi, porta bene al leader incontrastato di quest'epoca. Speriamo se ne ricordino anche gli organizzatori di altre competizioni, visto il successo di questo week-end, nonostante tutto. Il mondiale costruttori quindi va a Mercedes per il settimo anno consecutivo e con un discreto anticipo sul finale di stagione, fra quattro gare. È un primato assoluto della Formula 1, che ha superato quello di sei consecutive, raggiunto da Ferrari nel periodo 1999-2004.

Una domenica indimenticabile per gli anni visto che tra l'altro incrementa, sarà così finché non “cambierà il vento”, pure il record di vittorie di Lewis Hamilton, che arriva a 93 quota, superando in questo modo la somma dei gran premi vinti da Senna e Prost, rispettivamente 41 e 51. E lo fa proprio qui, dove l'indimenticato brasiliano ha esalato l'ultimo respiro all'apice di uno dei momenti più drammatici di questo sport, quando le auto e le piste erano assai più pericolose e un tremendo destino aveva già strappato alla famiglia un giovane Ratzenberger solo il giorno prima di quel tremendo 1 maggio. Coincidenze che non sembrano casuali se pensiamo allo scorso 11 ottobre, quando cioè Hamilton raggiunse Schumacher nel circuito tedesco del Nurburgring. Un anno dove Mercedes sta facendo man bassa di tutti i primati e, con queste casualità, si guadagna perfino un po' più di rumore e interesse per via di questi dettagli “stuzzicanti” la sensibilità e le statistiche verso questo mondo.

Bravo Hamilton, ma la doppietta è immeritata

Siccome di Hamilton non è c'è più molto da dire, la gara romagnola degli “altri” inizia per fortuna sempre più in alto, dal secondo posto. Quindi questa doppietta, non è la “solita” giù vista e rivista tante volte in questi ultimi anni. Anzi, è bene sottolinearlo: Bottas, pur partendo in pole position con 97 millesimi su Hamilton e pur avendo guidato la corsa per una bella fetta di gara, il secondo posto di Bottas, grida vendetta. Il suo secondo posto, oggi, nonostante le prestazioni giganti della Mercedes, l'ha perso Verstappen, l'hanno visto tutti, perché il finlandese “junior” della Formula 1 anche oggi ha mostrato di avere un passo e grinta da podio garantito. E, se avesse l'auto adeguata, sarebbe sempre lì a contendersi la vittoria. Invece niente: uno scoppio in frenata lo ha mandato fuori e ha distrutto una giornata che doveva sorridergli. Anche l'affidabilità conta e in questi casi a volte sono complici pure le scelte più azzardate dei team: compromessi a cui bisogna scendere talvolta quando gli avversari sono distanti.

A onor del vero bisogna però ricordare che in effetti in partenza c'è stato un bello scatto di Bottas, che ha creato perfino spazio a Verstappen, immediatamente capace di buttarsi subito davanti ad Hamilton che è rimasto un po' nel “traffico” e subito attaccato da Ricciardo, sempre più in “palla” nelle ultime gare e in particolare oggi. Non ha lasciato dubbi sul suo stato di forma visto che nei primi metri era già riuscito a superare Gasly, l'osservato speciale del giorno vista la sua prestazione maiuscola di solo due mesi fa con la vittoria di Monza. Purtroppo a Ricciardo è andata benissimo, salendo sul podio, mentre al francese è andata anche troppo male. Dopo una qualifica eccellente, a causa di un guasto rilevato al muretto, è stato richiamato ai box per un ritiro prudenziale. Uno smacco visto, che è letteralmente la gara di casa del suo team. La scuderia AlphaTauri, già Toro Rosso e Minardi, ha sede a soli 14 chilometri dalla pista: usciti dall'Enzo e Dino Ferrari, per raggiungere la seconda scuderia più famosa d'italia ci sono infatti meno curve per far rientrare le monoposto a casa che quando si gira sul tracciato romagnolo, visto che c'è solo un lungo “dritto” sulla SS9, una piccola deviazione sulla Sp29 e da lì con poche centinaia di metri si è arrivati.

Dalla safety car ai detriti

Nei primi giri, si è subito visto quindi chi ne aveva e chi non ne aveva. Verstappen mette in difficoltà Bottas con carattere e capacità, portandolo a sbagliare e a lasciargli una posizione indubbiamente più che meritata. Una pressione calcolata, visto che Bottas aveva già fatto errori alla Rivazza in giri precedenti e così, al momento più sbagliato, ha fatto un “lungo” di troppo ed è stato superato con un sorpasso da “ola” del pubblico in tempi normali. Tuttavia una grande sfortuna ha messo fuori dai giochi Verstappen al giro 51 per l'esplosione di una gomma, che ha necessariamente fatto uscire la safety car , compattando dei distacchi importanti. Un vero colpo di scena che si è duplicato quando la “pausa” dalla gara è raddoppiata a causa di un'uscita “spontanea” di Russell, che ha lasciato tanti detriti sull'asfalto. Peccato, anche se non è la prima vota che un pilota perde l'auto in regime di safety car: un pilota giovane della Williams che si era distinto bene in qualifica e in generale in tutte le gare. Facendo parte del “vivaio” Mercedes era già confermato per la stagione 2021 ma l'uscita di oggi contro il muro, del tutto inutile, a bassa velocità, che ha distrutto l'auto e ritardato la ripresa della gara, resterà come “macchia” che gli richiederà qualche sforzo ulteriori nei prossimi tempi per preservare la propria immagine.

Bilancio Ferrari e Alfa Sauber

Dopo qualifiche difficoltose, una gara dura ma non del tutto negativa. Se ai piedi del podio almeno un po' d'Italia festeggia con Kvyat, giovane pilota russo cresciuto tanti anni a Roma e alla guida di una delle monoposto costruite a Faenza, a quattro secondi dietro di lui c'è la prima delle due monoposto di Maranello, con Leclerc. Almeno lui porta a casa 10 punti e una fiducia dal team e dal pubblico immutato. Ha sudato e sofferto. Ad esempio, intorno ai due terzi di gara si è visto a sorpresa Raikkonen salire fino a sopra Leclerc, toccando anche la quinta posizione, appena prima del momento nero di Vettel, quando, prima del pit stop, era arrivato perfino quarto. Ma un pit stop sfortunatamente molto, troppo lungo, lo ha visto precipitare al quattordicesimo posto, dietro a Giovinazzi, quando mancavano poco più di 20 giri alla fine.

Il finlandese, che ha tenuto il primo treno di gomme quasi 50 tornate, rientra anche lui in posizione quattordicesima ma con le soft: una strategia che lo ha visto rientrare davanti a Vettel e, vista la stabilità del meteo, era intenzione fosse “pagante” visto che era l'unico in questa fase di gara a montarle, memori soprattutto dell'exploit con queste coperture in gara di solo una settimana fa. Sfortuna nella sfortuna, Vettel poi verrà richiamato ancora ai box pure durante la safety car, riaccodandosi ultimo e tagliando il traguardo dodicesimo. Quindi, complessivamente, c'è da restare contenti. Quinto di Leclerc con le Alfa nona per Kimi e decima per Giovinazzi, non è poi così male. Sempre a cercare i legami con l'Italia, non dimentichiamoci del podio: non lo scrivono mai gli anglosassoni, che Ricciardo ha i genitori siciliani e calabresi: è nato a Perth ma il Dna è 100% tricolore.

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