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F1, la prima di stagione è di Bottas ma Leclerc convince e arriva secondo

Finale di gara che ha ribaltato le previsioni della vigilia per una domenica di Formula 1 tutt'altro che convenzionale

di Alex D'Agosta

F1: si riparte dall'Austria

Finale di gara che ha ribaltato le previsioni della vigilia per una domenica di Formula 1 tutt'altro che convenzionale


4' di lettura

In una bella giornata di sole ma senza pubblico, la Mercedes Amg F1 stava per concludere con una doppietta il primo gran premio disputato in questo inedito 2020: in effetti sul tracciato di Spielberg ha dominato dall'inizio alla fine, attuando pure una strategia gomme conservativa. Ma se sotto la bandiera a scacchi hanno tagliato per primi Bottas ed Hamilton, il sei volte campione del mondo finisce giù dal podio e scende di ben due posizioni, concludendo quarto e cedendo così gli onori del giorno a Leclerc e Norris.

Un finale “sconvolgente” con posizioni inedite e stimolanti, che ha ribaltato previsioni e ipotesi fatte osservando il passo e le strategie di una domenica di Formula 1 tutt'altro che convenzionale. Una piccola ma decisiva rivoluzione della classifica che ha permesso quindi di togliere la noia da una prova, seppure attesa dal pubblico di tutto il mondo, che sembrava poter naufragare ancora una volta in un esito scontato e deludente per le tifoserie diverse da quelle della stella a tre punte.

Fino a pochi giri dalla fine, infatti, non erano mancati tanti colpi di scena, eccetto che per i due leader della corsa: Bottas, in pole e al comando senza sosta dall'inizio, oltre ovviamente a Hamilton. Gli otto ritiri per ragioni differenti, soprattutto relativi all'affidabilità e, forse, alla “mano” poco allenata dei meccanici nel cambio gomme, hanno pesantemente condizionato anche altre posizioni di rilievo in classifica. Una situazione anomala, mai vista negli ultimi anni. Nemmeno alla prima gara, dove è plausibile avere qualche problema in più. Nemmeno a Singapore.

L'ordine di arrivo non rispecchia il potenziale vero delle auto pertanto, già fra sette giorni, gli equilibri potrebbero tornare a quelli ipotizzati dalle prove di venerdì e sabato, dove dietro le Mercedes si posizionavano soprattutto le Red Bull, con McLaren capace di insidiare la Ferrari, pesantemente in ritardo anche rispetto a se stessa, visto che anche in qualifica ha fatto segnare tempi più lenti rispetto alle monoposto del 2019 con gli stessi piloti.

Safety car, la vera protagonista della giornata

Entrata due volte. Decisiva e “allungata” sul finale a causa di un imbarazzante ritiro di Raikkonen: il pilota dell'Alfa Romeo Racing ha infatti mandato in scena una strana e potenzialmente molto pericolosa perdita della gomma anteriore destra. Due i possibili scenari che potrebbero essersi verificati: o i meccanici hanno plausibilmente perso l'abitudine a fare il pit-stop, oppure s'è rotto qualcosa. Visto il personaggio, potrebbe essere difficile sapere se veramente se ne è accorto, considerata la sua esperienza, tentando di arrivare ai box, oppure se è stato davvero un evento improvviso. È difficile vedere una ruota staccarsi così dal mozzo una volta completato quasi un giro!

Tanti significati, tanti messaggi, tante novità

Su tutti, spicca la fine di un periodo nero per la McLaren, che già aveva iniziato a schiarirsi l’anno scorso. E il primo podio per un giovane che era già considerato un talento sin dall'inizio della sua carriera, anche se con qualche critica e allusione fastidiosa all'aiuto importante dato dal patrimonio familiare per agevolarne la crescita in team importanti. Ma Norris, con un inizio 2020 del genere sarà difficile che deluda: a parte la posizione ricevuta in “omaggio” dal sei volte campione, si è difeso comunque molto bene, soccombendo sul campo solo alle Mercedes e a Leclerc.

Leclerc, un nuovo gigante

Grande carattere, ottima gestione di gara, pochi errori. Ha scaldato i cuori con un ottimo sorpasso su Norris e poco dopo uno ancora più decisivo su Perez e, soprattutto, ci ha creduto fino all'ultimo. Secondo negli annali dopo una terza fila in qualifica contro il decimo di Vettel sono tuttavia un bilancio ancora in chiaro scuro per la Ferrari, che salva la giornata grazie alla forza del nuovo leader del box. Vettel, per ironia della sorte, ha interrotto la sua fase di recupero di posizioni contestualmente a un evento con Sainz, che prenderà il suo posto in Ferrari dal 2021, proprio mentre stava lottando con Leclerc. Un contatto apparentemente regolare: un piccolo colpo sull'anteriore del tedesco che è sicuramente tollerabile. Lo spagnolo aveva un vantaggio della traiettoria e l'ha usato tutto. Peccato, perché Vettel aveva anche idealmente fatto bene andando a cercare il sorpasso in quel punto ma, con il senno di poi, evidentemente sarebbe stato meglio pure aspettare.

Padroni di casa a bocca asciutta

Resta a zero punti la Red Bull Racing, pur avendo dimostrato di sapere combattere, di meritare il podio e di essere senza dubbio la seconda forza in campo fra i costruttori. Fino a un certo punto fra i tanti litiganti, il podio sembrava essere alla portata di entrambi. Il primo a uscire però è stato Verstappen per avaria meccanica e da lì la situazione è cambiata irrimediabilmente.

Al campion non si perdona

Tre posizioni di retrocessione decise a circa un'ora dalla partenza per Lewis Hamilton a causa di un non rispetto di una bandiera in qualifica. Cinque secondi decisivi sul finale. Che, grazie ai tempi particolarmente compattati dalle safety car, equivalgono a due posizioni. Eppure sono arrivati i giri veloci ma l'affidabilità dei team motorizzati non è stata eccelsa, chissà cosa si vedrà la prossima settimana con il secondo Gran Premio d'Austria. Temperature alte, mappatura da rivedere. E un probabile problema al cambio per Stroll fanno presagire a una settimana di notevoli grattacapi da risolvere.

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