gp di gran bretagna

F1, Silverstone infuocata: le gomme di Bottas cedono e Leclerc sale sul podio

Il cedimento delle gomme per Bottas regala al ferrarista il terzo posto. Per il campione di casa Lewis Hamilton vittoria numero 87

di Alex D'Agosta

default onloading pic
Il podio del gran premio di Gran Bretagna a Silverstone (Afp)

Il cedimento delle gomme per Bottas regala al ferrarista il terzo posto. Per il campione di casa Lewis Hamilton vittoria numero 87


4' di lettura

Lenta, noiosa, safety car protratte a lungo. Salvo un colpo di scena che ha fatto urlare al miracolo: questa domenica britannica sarebbe stata da “pisolino”. Perché, lo avevano immaginato tutti, avremmo visto un'altra doppietta Mercedes senza storia, senza colore, senza combattimento o chance alcuna per gli avversari.

Invece il podio ha visto due “altri team” oltre alla stella a tre punte, naturalmente, dopo il “solito” Hamilton, che oggi ha vinto in modo meno facile e tranquillo del solito: le sue gomme erano arrivate davvero al limite. Solo che è nato con la camicia.

Non può dire la stessa cosa Bottas: analogo problema, pochi minuti prima, prestazione buttata nella spazzatura. Infatti, dopo aver guidato per tutta la gara al secondo posto, ha montato la soft “un giro oltre il dovuto”, scivolando addirittura fuori zona punti. La colpa? Non avere la dea bendata a favore come Hamilton. Il cedimento di uno pneumatico ai due è capitato in modo pressoché analogo, solo che al finlandese è “costato” ben nove posizioni.

Charles Leclerc

Terzo Leclerc. Non si parla di miracolo, ma di tenacia. Oggi di nuovo un “bravo ragazzo“, costante e prudente. Good job, direbbe il pubblico che non c'è sugli spalti: meglio di così non si poteva. Ha corso una gara onesta, sapendo gestire gli avversari che potevano insidiarlo e tenendo un passo sorprendente. Un'iniezione di fiducia necessaria e gradita. Una bella notizia arriva a Maranello, ogni tanto.

Una “solita” domenica

Fatta eccezione per gli imprevisti che hanno movimentato la classifica, per il resto in scena nel pomeriggio si è vista una veloce gara inglese, all'insegna di una grande regolarità nel suo esito finale. Alla fine, ha vinto sempre lui, il re indiscusso di quest'epoca, per la settima volta in carriera in questa pista. Roba per pochi “giganti” di questo sport. Quasi un atto dovuto in patria, proprio in un anno in cui sta “attaccando” i più grandi e ultimi record ancora in mano a Schumacher.

Lewis Hamilton, al di là di avere l'auto più veloce, ha pure portato a casa l'ottantesettesima vittoria in Formula 1 quasi senza accorgersene, ma non senza sudare. Anzi: come accennato, pure lui ha visto “scoppiare” una gomma anteriore. Ma nonostante ciò, grazie anche al cambio gomme di Verstappen sul finale, è comunque riuscito a tagliare per primo con cinque secondi di vantaggio sull'olandese. Cade sempre in piedi, il sei volte campione.

Pochi brividi, due safety car molto lente

È stata una gara molto regolare senza grandi brividi nelle prime fasi. Hamilton in testa resiste agli attacchi di Bottas allo stesso modo di Verstappen rispetto a tentativi non molto aggressivi di Leclerc: l'olandese è stato incisivo e non si è fatto passare né subito né in seguito. Ma alla fine del primo giro Magnussen ha avuto un incidente con Albon. Forse non l'ha visto all'interno mentre lo sorpassava: brutta uscita nella ghiaia e safety car immediata e inevitabile. L'auto ha preso una “botta vera” laterale e importante: è volata lateralmente del tutto scomposta, poi si è girata senza mai poterne riprendere il controllo. Spavento e ritiro ma nessuno si è fatto male.

A un quarto esatto di gara, al giro 13, invece un incidente più serio (con necessaria seconda safety car e giro ai box per tanti) ha visto il russo Kvyat impattare contro il muro e distruggere la macchina: dopo un testacoda ad altissima velocità e un crash abbastanza duro, per fortuna ne è uscito subito con le proprie gambe. In prima battuta è sembrato un cedimento, dove il pilota ha subito gli eventi in modo del tutto inconsapevole o improvviso: una delle casistiche peggiori che talvolta hanno anche esiti molto negativi.

A poco meno di metà si è vista una breve ma intensa lotta fra Sainz e Grosjean, dove lo spagnolo ha avuto la meglio non senza soffrire e tirar fuori quella grinta che ormai ogni domenica il pubblico si aspetta: poiché è atteso in Ferrari nel 2021, quest'anno deve comunque mostrare di meritare la guida privilegiata che lo aspetta.

Un po' di luce, ma la crisi non è risolta

Vettel ha galleggiato gran parte della gara a cavallo del confine della zona punti e come primo degli inseguitori ha annoverato Giovinazzi, l'unico italiano in Formula 1, che sta iniziando a dare paga sempre più spesso anche al veterano compagno di squadra Raikkonen, oggi arrivato sul traguardo per miracolo: tanti problemi e un pezzo volato via sul finale “parcheggiato” appena fuori careggiata. Il punto della bandiera è arrivato, bisogna dirlo, solo per via della debacle di Bottas: quasi non ci credeva più. Nonostante il sorriso per qualche punto forse in più del previsto, né lui né Leclerc possono festeggiare granché: la macchina ha bisogno ancora di diverso tempo per colmare il gap con la concorrenza, pertanto per ovviare a una potenza complessiva ancora insufficiente, hanno dovuto rinunciare a una aerodinamica competitiva che, in questa pista con curvoni anche ad altissima velocità, non accetta grandi compromessi. Pertanto, sapendo di non poter avvicinare i primi già “sulla carta”, la prestazione di Leclerc è davvero rimarchevole perché, a oggi, non si potrebbe davvero chiedere di più alle “rosse”.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti